Le letture di Francesca

Il codice Rebecca

Titolo: Il codice Rebecca

Autore: Ken Follet

Editore: Mondadori

Collana: Oscar Bestsellers

Pubblicazione: maggio 2016

Edizione: maggio 2016

Traduzione: Patrizia Bonomi

«Quando di svegliò, ebbe per un istante l’impressione di essere di nuovo bambino, e di aver sognato la sua vita da adulto. Qualcuno gli stava toccando la spalla e gli stava dicendo “Svegliati Achmed” nel linguaggio del deserto. Erano anni che nessuno lo chiamava Achmed».

 

Devo dire che nell’ultimo periodo i libri ambientanti durante la guerra o dopo la guerra, mi piacciono molto.

Il codice Rebeccaperò non l’ho scelto per quello. L’ho comprato tempo fa perché volevo continuare la mia collezione di libri di Follet e poi è rimasto lì un po’ a riposare in libreria – mentre speravo di poterne comprare altri per fargli compagnia. L’ho ripreso in mano qualche giorno fa ed ero entusiasta, perché quello che avevo letto dell’autore fino a quel momento mi ha sempre mandato l’hype alle stelle.

Tuttavia questa lettura ammetto che ha fatto fatica a tenermi con il naso incollato alle pagine.

Siamo nell’estate del 1942 e siamo in Nord Africa, Vandam e Alex Wolff si inseguono senza conoscersi, uno un soldato e l’altro una spia. In ballo ci sono le sorti della guerra, la Germania sta vincendo, grazie alle numerose spie che ha in giro per il mondo riesce ad essere a conoscenza dei piani delle forze militari prima che questi siano effettivamente attuati. Ovviamente i piani vengono sottratti e trasmessi con attraverso una radio con l’utilizzo di un codice.

Il codice Rebecca.

Questo è il succo del libro, ovviamente nel mezzo abbiamo anche una storia d’amore che fa in modo che si crei anche un contatto emotivo con il lettore che, se non ci fosse stata, sarebbe venuto a mancare.

Rimango un po’ con le dita in sospeso adesso, perché in realtà questo libro non mi ha fatto né caldo né freddo, nonostante mi piacciano le storie sullo spionaggio, gli intrighi politici (soprattutto quando si intrecciano con quelli sentimentali) e l’avventura questo non vedevo l’ora di finirlo e di rimetterlo in libreria. Manca qualcosa di fondamentale, ma quando mi sono chiesta cosa fosse non sono riuscita a darmi una risposta, probabilmente manca qualcosa di poco oggettivo e che magari voi potrete trovare.

Un altro difetto è che è veramente troppo lento all’inizio e troppo veloce passata la metà. Il finale poi sembra essere me quando esco due minuti più tardi dal lavoro e sono in ritardo per il treno e mi trovo a correre come se non ci fosse un domani.

I personaggi: l’unico simpatico è Vandam, Alex è odioso, mentre le due donne sono trattate meno essendo personaggi secondari. Ma una è odiosa quanto Alex, l’altra è insipida, nonostante si racconti del suo passato.

Non posso che dare un 3. Non do un 2 perché sono affezionata a Follet, ma forse se lo meriterebbe anche questa volta.

Voto: 3/5

Disclaimer: a causa di una distanza geografica proibitiva tra le due editor la foto del post ritrae solo la foto di copertina del libro preso in oggetto. Il libro è stato letto in versione cartacea, ma fotografato su supporto digitale.

Pensieri alla rinfusa

Benvenuto Ottobre…!

Aaah… lo sentite anche voi questo profumo d’autunno? Qui non vediamo l’ora di poter affondare le mani in un bel sacchetto di caldarroste! Gnaam :3

Lasciando perdere la continua voglia di cibo, preferiamo ricordare che Ottobre è anche il mese in cui scade il GIVEAWAY!! Ebbene sì, venerdì 4 ottobre, mentre Appunti di Libri (su IG) spegne la sua prima candelina, termina la possibilità di partecipare al nostro primo Giveaway. Comunque vadano le cose, siamo molto contente e ringraziamo di vero cuore coloro che hanno deciso di partecipare! Appena ci sarà possibile vi comunicheremo esattamente quando avverrà l’estrazione.

Passiamo ora al reale motivo di questo articolo, il nostro solito articolo di inizio mese.

Cosa leggeremo questo mese? Per la serie Ranuncolo, questo mese abbiamo ben DUE libri: il primo, di cui potrete leggere la recensione subito a inizio mese, è Quel che so di lei di Monica Guerritore, edito Longanesi; mentre il secondo, che abbiamo scelto in occasione di Halloween, la cui recensione uscirà proprio il 31 ottobre, è Il sospetto di Fiona Barton, edito Einaudi.

Martina, invece, questo mese ha deciso di portarvi le seguenti recensioni: Una sera a Parigi di Nicolas Barreau, edito Feltrinelli; La ragazza nel parco di Alafair Burke, edito PIEMME; La musica segreta di Parigi di Anstey Harris, edito Sperling & Kupfer; e, infine, Se solo fosse vero di Marc Levy, un libro che è da tanto che attende di essere letto, edito Rizzoli. In pratica, ha scelto di dividersi un po’ fra thriller e Parigi!

Francesca, invece, ha scelto: Isola di neve di Valentina D’Urbano, edito Longanesi; M – Il figlio del secolo di Antonio Scurati, edito Bompiani; Il club del libro e della torta di buccia di patata di May Ann Shaffer & Annie Barrows, edito Astoria; e, dulcis in fundo, Il codice Rebecca di Ken Follet, edito Mondadori.

Buon mese di letture e non a tutti!

Le letture di Francesca

Nella vita degli altri

Titolo: Nella vita degli altri

Autore: Michele Bravi

Editore: Mondadori

Collana: Novel

Pubblicazione: ottobre 2018

Edizione: prima edizione

Traduzione: –

«Gli angeli portano sempre un messaggio con loro e questa fotografia è il messaggio che devi dare agli altri, Angelo. Tutti i nostri riflessi sono bugie che raccontano verità profonde ma sono pur sempre bugie.»

 

Dovremmo tutti imparare a metterci un attimo nella vita degli altri. Quando abitiamo in un condominio dobbiamo convivere silenziosamente con una manciata di persone e di famiglie che vediamo sempre e solo salire e scendere dalle scale – forse l’unica cosa che condividiamo, insieme al parcheggio.

Ma ci siamo mai veramente chiesti chi sono, a cosa pensano quando sono assorti nei loro pensieri, che tipo di passato hanno avuto?

Michele Bravi sì, e quello che era inizialmente una canzone che non ha trovato una fine, è diventato un libro. Michele si chiede cosa succeda e chi siano le persone che abitano una palazzina fatta di cemento e inferiate, dove l’unico punto in comune è il Signor Bisacco, della panetteria che occupa il pian terreno.

L’edificio raccoglie le storie di Angelo, un appassionato di fotografia che vive questa sua passione con sofferenza, quella di Vera, che sogna una vita di lusso essendo nata povera.

Poi ci sono anche Achille, che cerca nel cibo una sorta di rivincita, la Signora Eco che fa della sua vita un inno al coraggio.

Il romanzo è breve, ma inizia con un signor Bisacco che impazzisce quando, guardandosi attraverso un cucchiaio, non vede più il suo riflesso. Si sente perso, vaneggia dicendo che qualcuno glielo ha rubato e, tutto d’un tratto, perde la sua identità.

Tutti i personaggi accorrono nel suo appartamento, chi per premura, chi per affetto e chi invece solo perché si sente obbligato e dal momento in cui mettono piede nella vita del panettiere, lo mettono per qualche ora anche nella loro: frammentata, problematica, paradossale. Come lo sono tutte le storie, soprattutto le loro.

Non mi sento nella posizione di analizzare nessun personaggio. Il libro mi è piaciuto, mi ha tenuto compagnia per tre viaggi in treno da trenta minuti. È piccolo, si legge in fretta, ricorda effettivamente una canzone, è carino.

Ma ci sono troppe ripetizioni, ci sono frasi che sono state inserite all’interno del romanzo quasi fossero dei ritornelli sparsi qua e là, prima, durante e dopo le storie di ognuno dei personaggi.

Non posso dire che non mi sia piaciuto. Mi ha tenuto compagnia, stimo molto Michele e tutto il percorso che ha fatto dai suoi esordi, è un ragazzo dolce e sensibile e, ci tengo qui a dire, che ciò che è successo negli ultimi mesi non deve definirlo come la persona che non è. Ha un suo riflesso anche lui. E come tale deve essere rispettato.

In bocca al lupo, Michele!

Voto: 3.5/5

Disclaimer: a causa di una distanza geografica proibitiva tra le due editor la foto del post ritrae solo la foto di copertina del libro preso in oggetto. Il libro è stato letto in versione cartacea, ma fotografato su supporto digitale.

Pensieri alla rinfusa

Benvenuto Settembre..!

Buongiorno lettori!

Insomma, siamo ormai giunti alla fine dell’estate. Vorremmo dire con dispiacere, ma tutto sommato questo caldo esagerato ci ha un po’ stufato, voi che dite?

Ma passiamo subito alle cose più importanti, anche perché questa volta abbiamo un sacco di cose da dirvi! Intanto, la tbr di questo mese.

Cosa leggerà Francesca? Inizierà il mese con Michele Bravi, vincitore della settima edizione di X Factor, con Nella vita degli altri, edito Mondadori; proseguirà con Ninfa dormiente di Ilaria Tuti, edito Longanesi; infine, leggerà Se ami qualcuno dillo dell’attore Marco Bonini, edito sempre Longanesi.

Cosa Leggerà Martina? Martina, invece, dedicherà il mese a terminare la lettura della saga di J.K. Rowling con Harry Potter e i Doni della Morte; sfoggerà l’acquisto londinese The Muse di Jessie Burton, edito Picador; ed infine leggerà Sperando che il mondo mi chiami di Mariafrancesca Venturo, edito Longanesi.

Cosa leggeranno insieme, Martina e Francesca? Vi scriveremo la recensione di Central Park di Guillaume Musso, edito Bompiani, non appena sarà possibile (visti gli impegni, non siamo ancora riuscite a scriverla). Per il mese di ottobre, invece, leggeranno Quel che so di lei di Monica Guerritore, edito Longanesi che è stato pubblicato di recente, esattamente il 29 agosto.

Vi chiediamo, poi, di continuare a seguirci su Instagram e vi invitiamo a partecipare al nostro primo GIVEAWAY, in occasione del primo compleanno della pagina!! Le regole le trovate tutte sul social, vi aspettiamo numerosi!

Altre novità, poi, riguardano sempre Instagram perché è arrivato il cambio feed, che pensiamo possa accompagnarci fino a Natale, e sono in arrivo anche delle piccole novità, tra cui una rubrica che ci vedrà protagoniste a mercoledì alternati, in cui daremo consigli di libri.

Mi raccomando, non mancate!

Marti e Fra

Le recensioni di Ranuncolo

Ranuncolo #12: Miti del Nord

Titolo: Miti del Nord

Autore: Neil Gaiman

Editore: Mondadori

Collana: Omnibus

Pubblicazione: 2018

Edizione: prima edizione, ottobre 2018

Traduzione: Stefania Bertola

«È stata colpa di Loki. Perfino il martello di Thor è colpa di Loki. Perché con Loki era così. Ce l’avevi con lui anche quando gli dovevi una profonda gratitudine, e gli eri grato anche quando lo detestavi.»

 

F: Marti, perdonami. Non volevo regalarti un libro brutto per il tuo compleanno, ero convinta che ci sarebbe piaciuto.

Poi non ho capito: Loki è il fratello di sangue di Odino e non di Thor?

M: Beh, diciamo che dopo tutti i Ranuncolo deludenti che ti ho proposto io, mi sembra la giusta punizione! 

A quanto pare, sì. Ma sono sincera, io sapevo ben poco dei “miti del nord”, non ho nemmeno visto i film Marvel. 

Parlami della versione inglese.

Credo sia come quella italiana. La traduzione non va a toccare i contenuti, purtroppo. Sicuramente rende tutto più interessante, ma solo perché le parole che leggi sono le stesse che ha pensato l’autore. Molto bella anche la copertina, ma è identica alla tua. Probabilmente, al netto di tutto, credo sia quello che mi ha attirata di più, quando l’ho visto in Ibs per te e al Salone del Libro, per la versione inglese.

Credo che mi aspettassi altro. Forse da fan dei film Marvel, mi aspettavo qualcosa di conforme a quello che mi ha sempre raccontato il grande schermo. Alla fine più che colpa del libro, che è scritto bene nonostante non sia niente di speciale, credo sia colpa mia. Sono sempre stata molto incuriosita dalle storie sui dei, eppure non mi sono mai informata. Mi sono sempre basata sui racconti dei film, che ovviamente sono sempre molto diversi da quello che sono in realtà i miti.

Capisco cosa intendi dire. Eppure, come vedi, nonostante io non avessi aspettative perché né ho mai visto i film, né ho mai letto qualcosa a proposito, non posso ritenermi soddisfatta. Insomma, i racconti sono scritti bene, niente da dire. Ma le pagine scorrono a fatica e alla fine lasciano comunque un sapore insipido in bocca. 

 

Credo che dovremmo leggere qualcos’altro di Gaiman per poter giudicare o dire qualcosa in merito al suo scrivere. Quello che abbiamo letto con i miti non credo che non possa far testo, sono delle “favolette”, anche a sé stanti. Molto bella la prefazione, quello sì. La parte dove spiega il perché della sua passione per i miti del nord. Poetica, a tratti. Poi basta. Poi mi sembra di tornar alle fiabe della buona notte che mi leggeva mia nonna quando ero bambina. Una ogni sera.

Sì, non volevo in alcun modo dire che è insipido lo stile dello scrittore. Troppo poco per giudicare, soprattutto, come hai detto tu, in questo caso, dove lui non fa altro che riportarci i miti di cui è tanto appassionato.

Parlano tutti molto bene di American Gods, potrebbe essere un’idea del prossimo Ranuncolo.

Non mi freghi, leggitelo tu.

E per quanto riguarda i personaggi?

Credo che il personaggio che più mi ha dato noia, sia stato quello di Thor. È dipinto come se fosse uno stupido senza cervello. Anche qui, essendo abituata al Thor Marvel, mi ha disgustata parecchio quello raccontato da Gaiman.

Mentre il personaggio che più mi è piacito, è quello che non sono mai riuscita ad amare davanti a coca cola e pop corn: Loki. Qui non è un personaggio cattivo con dei tratti di bontà una volta ogni tanto. È un personaggio sveglio, sagace, ironico, dispettoso, con quella punta di cattiveria che lo rende quasi affascinante.

Non nego le capacità di Loki, ma non mi è piaciuto come personaggio.

Diciamo che ogni personaggio rappresenta bene, a mio parere, i diversi tipi di persone che ci troviamo davanti.

Per il resto non posso dirti granchè, perché ad essere sincera non c’è stato un personaggio che ai miei occhi sia risaltato più di un altro.

Probabilmente perché è stata la prima volta che sei entrata in questo mondo e quelli che per me erano personaggi conosciuti e a cui ero riuscita già ad affezionarmi al di fuori del libro, per te erano assoluti estranei.

In pratica, credo di sì. Il lato “negativo” è che dopo aver letto questo libro non ho neanche la voglia di mettermi a recuperare i film Marvel!

Direi che ho fatto cento punti regalandoti questo libro. Andando al sodo, per me è un uno.

Crudele, ma giusta. E’ un uno anche per me.

E, comunque, ricordati che con l’altro li hai riguadagnati tutti i punti.

E, alla fine, l’importante è che i punti vadano sempre a Corvonero! 😉

O si azzerano perché ho fatto il 50 e 50.

Pensieri alla rinfusa

Benvenuto luglio…!

Luglio si apre con una parola: caldo!

Eppure, nonostante le temperature roventi che ci fanno incollare vestiti e capelli alla pelle, noi andiamo avanti tutta con le nostre letture.

Al contrario del solito, in cui il mese si apre con una recensione di Ranuncolo, questa volta dobbiamo farlo slittare di un paio di giorni, dato che non riusciremo a sentirci fino a sabato mattina. Quindi, per leggere di On The Come Up di Angie Thomas, dovrete attendere ancora un pochino.

Leggeremo, però, insieme, per il Ranuncolo di agosto, il libro Miti del Nord di Neil Gaiman.

Francesca questo mese si dedicherà a libri completamente insoliti rispetto al suo genere. Leggerà, infatti, Happy hour di Mary Miller, edito da Edizioni Black Coffee; Le lettere smarrite di William Woolf di Hellen Cullen, edito da Editrice Nord; Lettere d’amore di Enrico VIII ad Anna Bolena di Nutrimenti Edizioni; e, infine, leggerà Mi facevi sentire dostoevskij di Valentina Fortichiari edito TEA.

Martina, invece, continuerà come al solito, inserendo (finalmente!) qualche giallo. Per luglio, leggerà La vita segreta degli scrittori di Guillaume Musso edito da La Nave di Teseo; Harry Potter e l’Ordine della Fenice di J.K. Rowling edito Salani; Un segreto nel cuore di Nicholas Sparks, pubblicato da Pickwick; e, per ultimo, Per lanciarsi dalle stelle di Chiara Parenti, edito da Garzanti.

Vi ricordiamo che per ragioni di distanza fra di noi, alcune delle foto che postiamo sui social sono prese su supporto digitale, ma la lettura avviene effettivamente su supporto cartaceo (come potete anche vedere dalle stories di Franci su IG). Inoltre, rinnoviamo l’invito a chiunque abbia piacere a inviarci qualcosa di suo da farci leggere, saremo liete di poterlo recensire.

A presto!

Le recensioni di Ranuncolo

Ranuncolo #10: Macchine mortali

Titolo: Macchine mortali

Autore: Philip Reeve

Editore: Mondadori

Collana: Chrysalide

Pubblicazione: 2004

Edizione: seconda edizione, 2018

Nella polverosa penombra delle sale c’era un silenzio adeguato al mattino successivo alla morte di un’intera città. I rumori della strada giungevano ovattati, come se spesse e morbide cortine di tempo fossero state appese ovunque fra una bacheca e l’altra.

M: Partiamo dal fatto che so già che non ti è piaciuto e che non ho voglia di innescare una guerra. Cosa vuoi dirmi, in generale, di questo libro?

F: Che per me è troppo distopico. Ho fatto molta fatica ad immaginarmi Londra caricata su un cingolo che se la viaggia tranquillamente o vola, o chissà cos’altro, e si fagocita le città più piccole di lei per poter sopravvivere. Non mi è piaciuto neanche il fatto che in ogni città ci sia una divisione interna per classi sociali e che si senta così tanto. Insomma, perché tutti i distopici che leggiamo devono farci tornare indietro di anni invece che farci andare avanti e farci vedere qualcosa di diverso?

Se dovessi rispondere liberamente alla tua domanda, dovrei aprire un dibattito politico-sociale che non la finiremmo più, quindi in questo caso preferisco evitare. Tieni sempre conto che è stato pubblicato per la prima volta in lingua originale nel 2001, quindi stiamo parlando di un sacco di anni fa ormai. Io non posso dire di aver avuto le tue stesse difficoltà, anzi mi è piaciuto molto, anche con i suoi piccoli difetti.

Nel 2001 avevamo undici anni, non è stato scritto molto tempo fa. Che piccoli difetti hai trovato?

Ho trovato i personaggi poco costruiti, anche Hester stessa nell’ultimo capitolo fa un cambiamento improvviso, ma non se ne avverte l’arrivo, se non in maniera minima. C’è stata maggior concentrazione sull’ambiente e sulla storia, che va apprezzato perché ti aiuta a comprendere meglio di cosa si sta parlando, però mi piace sempre vedere il percorso di crescita dei personaggi.

Questa è stata una grande pecca! Dovuta probabilmente al fatto che all’inizio doveva essere un volume unico. Mi spiego, l’autore aveva scritto tutto insieme, non pensava che il suo lavoro sarebbe stato diviso in quattro parti, forse le caratterizzazioni e le spiegazioni arriveranno dopo nei successivi tre – che io non credo leggerò. Un altro “problema” è che una delle rivelazioni che si trova a fine libro è intuibile già dal terzo capito. Sotto sotto sai già nella prima metà del romanzo che ci sarà una svolta a livello di parentela. Non siamo in un giallo, non mi devi dare indizi. Devi sorprendermi.

Attenta, però. E’ vero che probabilmente voleva scrivere tutto su un unico volume, ma qui non stiamo parlando di una saga, bensì di un ciclo. Un po’ come Le cronache di Narnia, quindi ogni libro può essere preso a sé, anche se vengono ripresi i personaggi. Quindi, cade il discorso che le spiegazioni me le può dare in un secondo libro, perché in realtà la storia di Macchine mortali finisce qui.

Mea culpa, chiedo umilmente scusa per la parola errata che ho usato. Comunque questo fa sì che l’errore di caratterizzazione sia ancora più forte. Soprattutto se doveva finire lì. Questo però non esclude il fatto che gli stessi personaggi possano cambiare ancora. O magari spiegare meglio qualcosa del loro passato. Lo spero per te e per tutti quelli che leggeranno anche gli altri tre.

In realtà, non so ancora se leggerò i prossimi. Cioè, questo mi è piaciuto. Ma quando vedo che la storia si ferma non ho mai tutta questa voglia di proseguire. In più, ammetto che la narrazione è stata piuttosto lenta, a salvarmi in alcuni casi c’erano i capitoli corti. Quindi, per concludere, che voto daresti?

Vero anche questo, non è un libro che scorre facilmente, è più il classico mattone – nonostante conti solo 250 pagine o giù di lì. Per leggerlo devi essere motivato o un estimatore del genere distopico. Io ero andata molto veloce verso la fine, ma perché mi sono messa a leggerlo per sommi capi, l’occhio scorreva veloce. Forse troppo. Io non mi sposto dal 2 questa volta. Neanche per incentivarne comunque la lettura. Piuttosto ragazzi, andate a vedere il film, dove si capisce bene quello che succede perché lo si vede. E io non consiglio mai di vedere un film senza aver prima letto il libro.

Io, invece, do un 3. La storia è accattivante, pur con i suoi difetti. E sì, il film penso che valga veramente la pena.

Le letture di Francesca

Mai all’altezza

Titolo: Mai all’altezza. Come sentirsi sempre inadeguata e vivere felice.

Autore: Veronica Pivetti

Editore: Mondadori

Collana: Ingrandimenti

Pubblicazione: 2017

Edizione: prima edizione gennaio 2017

Perdere tutto non significa niente. Specialmente se quel tutto ti scricchiola sotto i piedi. Non è perso se lo schiacci. È lì. Sminuzzato, ma è lì. Perdere tutto non è qualcosa a cui puoi dare una faccia, un corpo. […] Tutto quello che avevi e ti era caro, è violato. Difficilissimo da raccontare. Posso solo dire che odore ha. Sa di bruciato.

Non amo i libri scritti dai personaggi pubblici, non li leggo quasi mai. Poi un nome: Veronica Pivetti. Il primo dubbio è stato, sarà proprio lei a scrivere o un ghost writer come al solito? Una volta accertatami che fosse veramente lei l’ho letto e sì, è veramente lei.

Parto col dire che io adoro Veronica Pivetti in primis come attrice, ma vi garantisco che anche come scrittrice non è niente male, si ritrova tutto quello che si ama di lei.

È un’autobiografia la sua, molto ironica e divertente, nonostante il filo rosso del racconto non lo sia per niente.

Nel 2014 una mattina si sveglia, mette un pentolino di acqua sul fornello nella sua casa in affitto, esce dodici secondi in terrazza e quando entra è scoppiato un incendio che le porterà via tutto, ad eccezione di due o tre cose. Riesce a salvare sé stessa e i suoi due amati cani scappando prima che fosse troppo tardi.

Da quel momento in poi parte il racconto e alla sventura si intreccia il suo modo esilarante di raccontare quello che gli succede intorno e quegli episodi del suo passato che non l’hanno mai fatta sentire all’altezza.

Trova una bambola e parte il ricordo di quanto l’aveva voluta tanto e di quanto ci ha messo a romperla involontariamente.

È il racconto di una bambina dinoccolata di otto anni con il trentasette di piede che crescendo diventa una donna simpaticamente goffa e timidamente insicura che prende tutto ciò che ha e cerca di mettere delle toppe qua e là con la sua arte.

La Pivetti scrive e ti senti parte della sua famiglia, sembra che sia una zia, una sorella maggiore o la vicina che quando sei triste ti porta la tua torta preferita. È rassicurante, tutto passa, anche quando apparentemente ti sembra di non avere più niente. È un esempio, nel suo piccolo, per tutte quelle persona che si sentono sempre inadeguate, mai abbastanza, mai all’altezza. Che poi cosa vuol dire essere all’altezza? Ognuno ha la propria e bisogna accettarla.

Lei cerca un po’ di insegnare questo al lettore, di accettarsi e di fare di tutto questo un punto di forza.

Lo consiglio? Decisamente sì, anche solo come lettura di svago. È un libricino che ti riempie la giornata.

Voto:3.5/5

Disclaimer: a causa di una distanza geografica proibitiva tra le due editor la foto del post ritrae solo la foto di copertina del libro preso in oggetto. Il libro è stato letto in versione cartacea, ma fotografato su supporto digitale.

Le letture di Martina

Fine o inizio?

Sono riuscita a concludere finalmente la prima trilogia di Shadowhunters, Le Origini. Ecco qui la mia recensione.

Titolo: La principessa

Autore: Cassandra Clare

Editore: Mondadori

Anno: 2013

Pagine: 554

Trama: Una rete d’ombra si stringe sempre di più intorno agli Shadowhunters dell’Istituto di Londra. Mortmain progetta di usare un esercito di automi spietati per distruggere una volta per tutte i Cacciatori. Gli manca un solo elemento per completare l’opera: Tessa Gray. Intanto, Charlotte Branwell, capo dell’Istituto, cerca disperatamente di trovarlo per impedirgli di scatenare l’attacco. E quando Mortmain rapisce Tessa, Will e Jem, i ragazzi che ambiscono alla conquista del suo cuore, fanno di tutto per salvarla. Perché anche se Tessa e Jem sono fidanzati ufficialmente, Will è ancora innamorato di lei, ora più che mai. Tuttavia, mentre chi le vuole bene unisce le forze per strapparla alla perfidia di Mortmain, Tessa si rende conto che l’unica persona in grado di salvarla dal male è lei stessa. Ma come può una sola ragazza, per quanto capace di comandare il potere degli angeli, affrontare un intero esercito? Pericoli e tradimenti, segreti e magia, oltre ai fili sempre più ingarbugliati dell’amore e dell’abbandono si legano e si confondono mentre gli Shadowhunters vengono spinti sull’orlo del precipizio…

La mia opinione: se be ricordate, i primi due volumi della saga non mi erano piaciuti granché. Quindi, ad essere sincera, ho cominciato il terzo libro con un po’ di peso sul cuore. Sono contenta di essermi ricreduta.

La principessa è stato di gran lunga il migliore dei tre, forse perché la storia si dirama verso la fine e anche i personaggi trovano la loro via, chi in un modo e chi nell’altro. Avendo già la letto The Mortal Instruments ammetto che è stato emozionante ritrovare personaggi, dettagli, armi e molto altro che vengono nominati nella seconda trilogia. Un particolare che è in grado di farci capire quanto è vasto il mondo che l’autrice ha voluto ricreare.

Assistiamo, inoltre, ad un vera e propria crescita dei personaggi mentre affrontano momenti dolorosi, mentre acquisiscono consapevolezza di loro stessi. 

Insomma, nel complesso è stata una bella trilogia, soprattutto perché ha unito i fili ancora scoperti della seconda trilogia.

Voto: 4/5

Le letture di Martina

Cacciatori vittoriani

Terminato il secondo volume della trilogia Le origini di Shadowhunters.

Titolo: Il principe

Autore: Cassandra Clare

Editore: Mondadori

Anno: 2012

Pagine: 494

Trama: in una Londra vittoriana fosca e inquietante, e nel suo magico mondo nascosto, Tessa Gray crede di aver finalmente trovato tranquillità e sicurezza con gli Shadowhunters, i Cacciatori di demoni, che proteggono lei è il suo terribile potere dalle mire del perfido Mortmain. Ma con lui e il suo esercito di automi ancora in azione, il Consiglio vuole spodestare Charlotte Fairchild, per affidare il comando a Benedict Lightwood, uomo senza scrupoli e affamato di potere. Nella speranza di salvare Charlotte, Will, Jem e Tessa decidono di svelare i segreti del passato di Mortmain e scoprono sconvolgenti legami fra gli Shadowhunters e la chiave del mistero dell’identità di Tessa. La ragazza, intrappolata nei sentimenti che prova per Will e Jem, si trova a dover compiere una scelta cruciale quando scopre in che modo gli Shadowhunters abbiano contribuito a fare di lei “un mostro”. Sconvolta, Tessa è tentata di schierarsi con il fratello Nate dalla parte di Mortmain. Ma a chi è davvero fedele? E chi ama, nel profondo del suo cuore? Soltanto lei può scegliere se salvare gli Shadowhunters di Londra oppure distruggerli per sempre.

La mia opinione: dalla trama sembra tutto molto interessante, per chiunque abbia letto prima la saga di The Mortal Instruments (sebbene questa venga prima in ordine temporale), è pronto ad aspettarsi un libro pieno di colpi di scena. Beh, mi spiace deludervi ma così non è. O perlomeno, così è stato per me. Infatti, a mio parere, di colpi di scena, avventure e combattimenti ce ne sono stati ben pochi. E quei pochi sono stati trattati con molta superficialità.

Insomma, ormai posso dire di essere abbastanza abituata alla stile della Clare, quindi so di per certo che i suoi libri sono pieni di descrizioni è tendenzialmente lenti nella narrazione. Ma in alcuni casi, quello di Shadowhunters compreso, la narrazione lenta mi piace, forse è quasi essenziale. E poi, appunto, fa parte dello stile dell’autrice, quindi non si può discutere.

In questa trilogia, però, faccio fatica a farmi piacere la storia. È come se mancasse qualcosa. Inoltre, ho poca sopportazione dei personaggi di Tessa e Will.

Inutile dire che mi aspetto un miglioramento con il terzo volume, ma iniziò ad essere scettica sul fatto che possa accadere veramente.

Voto: 3,5/5