Le letture di Martina

Se questo è un uomo

Titolo: Se questo è un uomo

Autore: Primo Levi

Editore: Einaudi

Collana: Super ET

Pubblicazione: 1958

Edizione: 20esima edizione, 2018

Traduzione: –

«Considerate se questo è un uomo

Che lavora nel fango

Che non conosce pace

Che lotta per mezzo pane

Che muore per un sì o per un no.»

Prima di cominciare a parlare di questo libro, sono obbligata a fare un mea culpa: era, in assoluto, la prima volta che aprivo le pagine di questo libro. È una cosa quasi assurda da dire, me ne rendo conto.

Eppure, sebbene a scuola ce ne avessero parlato e, forse, ne avevamo letto qualche spezzone sui libri di analisi del testo, nessun professore ci aveva detto di leggerlo per intero. Con questo non voglio fare lo scarica barile e incolpare ai miei professori: nessuno ha mai imposto un divieto che m’impedisse di leggerlo. Semplicemente, quello che voglio dire è che, secondo me, certe letture andrebbero spronate maggiormente, anche (e soprattutto) nel caso in cui non rientrano nel programma.

Anche, e SOPRATTUTTO, quando parlano di noi e della nostra storia.

Attraverso le pagine di questo libro, Primo Levi ci fa conoscere quello che ha vissuto e dovuto subire all’interno di Lager nazista, dove tutti i giorni si lavorava, senza mai riposarsi, con ritmi frenetici e mezzi inadeguati; dove ogni scusa era buona per prendersi frustate; e dove bastava ancora meno per prendere la via del non ritorno.

Ho provato un lungo ed intenso senso di solitudine durante la lettura di questo libro, sicuramente dato dal fatto che lo stesso autore si è sentito solo durante quei momenti, nonostante fossero in molti all’interno del campo di concentramento e non avesse mai dei veri momenti di intimità.

È, in qualche modo, frustrante sapere che esiste, nel nostro passato, questo tipo di storia, che l’uomo è stato in grado di trattare come bestie quelli della sua stessa specie e di farli sentire tali.

Negli ultimi anni ho, quindi, deciso di avvicinarmi a tutti quei libri che parlano di storia, parlano di noi, per colmare quel vuoto che è sempre stato presente nella mia vita, riconoscendolo come tale. Per questa ragione ho scelto di leggere, finalmente, Se questo è un uomo. Per riempire quel vuoto. Ma questo è uno di quei libri che il vuoto non lo riempie: lo spalanca.

Voto: 4/5

Pensieri alla rinfusa

Novembre #tbr

Buongiorno lettori!

Possiamo finalmente dare il ben arrivato a questo penultimo mese dell’anno. Sembra quasi impossibile che tra poco sia già, di nuovo, Natale.

Oltretutto, mi sembra sia passata quasi una vita dall’ultima volta che ho scritto la tbr del mese precedente. Comincia a farmi uno strano effetto questo tempo che passa!

Ma passiamo subito alle cose più serie, ovvero… che libri leggeremo durante questo mese così autunnale? Per Ranuncolo abbiamo deciso di leggere Gli accoppiati di Jennifer Miller e Jason Feifer, edito da Longanesi, di cui potrete leggere la recensione molto presto.

Per quanto riguarda, invece, le letture della Franci, questo mese si dedicherà a: La ragazza con la Leica di Helena Janeczek, edito Guanda, Il segreto di Isabel di Susan Meissner, edito tre60, e Come fermare il tempo di Matt Haig, edito da Edizioni e/o.

Martina, invece, leggerà: La memoria di Babel di Christelle Dabos, Edizioni e/o, Il predicatore di Camilla Lackberg, edito Marsilio, e, infine, Se questo è un uomo di Primo Levi, edito da Einaudi.

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A presto!

Le recensioni di Ranuncolo

Ranuncolo #15: Il sospetto

Titolo: Il sospetto

Autore: Fiona Barton

Editore: Einaudi

Collana: Stile Libero Big

Pubblicazione: 2019

Edizione: prima edizione

Traduzione: Carla Palmieri

«Era un anno che Alex sognava di partire: un anno che fantasticava su luoghi, persone, avventure, e intanto preparava gli esami finali e riforniva gli scaffali del supermercato per guadagnarsi i soldi del viaggio. […]

Alex sperava tanto che andasse bene. E comunque era troppo tardi per ripensarci: ormai erano arrivate. Meraviglioso, no? Be’, c’era da scommetterci.»

 

M: Ranuncolo straordinario in occasione di Halloween! E, per ben gustarci questa festa, abbiamo scelto un bel thriller. I thriller/gialli sono un po’ il “mio campo”. L’ho messo fra virgolette perché non mi sento di giudicarmi un’esperta del settore, però ammetto che mi piacciono molto.

A chi, invece, non piacciono è proprio la Franci.

Eppure…

F: Eppure questo mi è piaciuto molto. Probabilmente per il ritmo serrato e i numerosi cambi di prospettiva e colpi di scena.  Unica pecca: essere scontato.

Ma alla fine lo sono tutti i gialli, tranne quelli dei grandi.

Cosa intendi con l’essere scontato?

Che i colpi di scena non sono mai veri colpi di scena, te li aspetti tutti. Arrivi ad aspettarti anche la fine. Per non parlare che a metà già riesci a capire chi sia il vero assassino e chi, invece, c’entra solo in parte.

Beh, diciamo che l’autrice ha lasciato ampio spazio per capire chi fosse l’assassino, questo è vero. Però, credo che il suo intento fosse lasciar trapelare una pagina alla volta, il mistero che si cela dietro la mente umana. Quindi, cosa spinge un individuo a compiere una determinata azione.

Io non lo vedo come un thriller psicologico, mi dispiace. Non è né Faletti, né Carrisi. E’ un thriller, punto. E forse neanche tanto thriller quanto giallo. Bello, mi è piaciuto, ma credo mi sia piaciuto proprio perché “leggero”.

Non parla di mente umana. Non approfondisce le ragioni dell’assassino, né lo fa vivere. Non scava sotto e dietro a niente.

Ma, infatti, io non intendevo dire che fosse un thriller psicologico. Solo che vuole farci arrivare a capire quello che pensano i personaggi, passo dopo passo. Viene, in generale, considerato come un thriller fine a se stesso, e per me lo è.

I temi trattati, poi, sono di grande importanza, a partire soprattutto dal rapporto genitori/figli durante l’adolescenza, uno dei periodi “peggiori” della nostra vita, in cui si affrontano continui cambiamenti.

Non ha avuto pecche per quanto mi riguarda, mi ha tenuta incollata dall’inizio alla fine e mi ha incuriosito a tal punto che so già che continuerò a tenere d’occhio questa autrice.

Questo è stato il tema trattato meglio. Quanto non si conosce mai abbastanza qualcuno, neanche quando si tratta dei tuoi genitori o dei tuoi figli. Sono stati costruiti molto bene anche i personaggi dei genitori. Molto belli. Reali nelle loro emozioni che sono necessariamente esagerate fino alla fine.

A me è piaciuto, ma non mi ha fatto affezionare al genere, né all’autrice in sé. C’è anche da ricordare che credo che sia inserito in una serie più ampia e che noi ne abbiamo preso solo un pezzetto in mezzo. Probabilmente, una volta che si conoscono meglio i personaggi ricorrenti è anche diverso. Per quanto mi riguarda mi fermo qua, ma perchè, come hai detto tu, questo è più il tuo genere che il mio.

Esattamente, questo è il terzo volume di una serie che vede sempre presente gli stessi protagonisti: la giornalista e l’ispettore.

Sicuramente, verrà narrata la storia del figlio di Kate, già nei primi volumi, e questo, come hai detto tu, ci potrebbe aiutare a comprendere meglio certi punti di questo libro.

Che voto daresti?

Credo un tre e mezzo. Tu?

Ho dato un 5 pieno su Goodreads e mi sento di farlo rimanere tale.

Pensieri alla rinfusa

Benvenuto Ottobre…!

Aaah… lo sentite anche voi questo profumo d’autunno? Qui non vediamo l’ora di poter affondare le mani in un bel sacchetto di caldarroste! Gnaam :3

Lasciando perdere la continua voglia di cibo, preferiamo ricordare che Ottobre è anche il mese in cui scade il GIVEAWAY!! Ebbene sì, venerdì 4 ottobre, mentre Appunti di Libri (su IG) spegne la sua prima candelina, termina la possibilità di partecipare al nostro primo Giveaway. Comunque vadano le cose, siamo molto contente e ringraziamo di vero cuore coloro che hanno deciso di partecipare! Appena ci sarà possibile vi comunicheremo esattamente quando avverrà l’estrazione.

Passiamo ora al reale motivo di questo articolo, il nostro solito articolo di inizio mese.

Cosa leggeremo questo mese? Per la serie Ranuncolo, questo mese abbiamo ben DUE libri: il primo, di cui potrete leggere la recensione subito a inizio mese, è Quel che so di lei di Monica Guerritore, edito Longanesi; mentre il secondo, che abbiamo scelto in occasione di Halloween, la cui recensione uscirà proprio il 31 ottobre, è Il sospetto di Fiona Barton, edito Einaudi.

Martina, invece, questo mese ha deciso di portarvi le seguenti recensioni: Una sera a Parigi di Nicolas Barreau, edito Feltrinelli; La ragazza nel parco di Alafair Burke, edito PIEMME; La musica segreta di Parigi di Anstey Harris, edito Sperling & Kupfer; e, infine, Se solo fosse vero di Marc Levy, un libro che è da tanto che attende di essere letto, edito Rizzoli. In pratica, ha scelto di dividersi un po’ fra thriller e Parigi!

Francesca, invece, ha scelto: Isola di neve di Valentina D’Urbano, edito Longanesi; M – Il figlio del secolo di Antonio Scurati, edito Bompiani; Il club del libro e della torta di buccia di patata di May Ann Shaffer & Annie Barrows, edito Astoria; e, dulcis in fundo, Il codice Rebecca di Ken Follet, edito Mondadori.

Buon mese di letture e non a tutti!

Le letture di Francesca

La Sirena e Mrs Hancock

Titolo: La Sirena e Mrs Hancock

Autore: Imogen Hermes Gowar

Editore: Einaudi

Collana: Supercoralli

Pubblicazione: 2019

Edizione: prima edizione, 2019

Perché in questo mondo da soli non si ottiene nulla. Tu getterai la sorte insieme a noi, avremo in comune una sola borsa. Ed è per questo che un uomo prudente non fa affari con gli ubriaconi, i libertini, i biscazzieri, i ladri o chiunque Dio abbia motivo di trattare con durezza.

 

Siamo negli ultimi anni del 1800 e siamo in Inghilterra, nei dintorni di Londra. Siamo sicuramente in un’Inghilterra diversa da come la conosciamo noi, ma molto vicina a quella che abbiamo avuto modo di studiare nei libri di storia. Ci sono due personaggi principali: il mercante e commerciante Mr. Hancock e la meretrice Angelica Neal. Poi c’è una sirena, ma non una sirena come quella che conosciamo noi e che ci ha fatto amare la Disney. Una brutta, ammaliatrice perfida e suadente.

Cosa c’entrano tutti e tre messi insieme?

Non lo so, ma è una buona ricetta.

Un giorno come altri il capitano delle navi di Mr. Hancock torna a casa senza nave, senza merce, ma con il cadavere di una sirena – una specie di mostro impagliato con denti e artigli aguzzi. Torna e gli spiega che non ha potuto non comprare quell’essere senza lasciare in cambio la nave e che secondo lui potrebbe fruttare molto più di quanto Mr. Hancock si immagini, bisogna solo sfruttarla bene e portarla in giro per mostrarla a tutto il resto dell’Inghilterra. Non senza pagare un biglietto.

Hancock lo ascolta e, accompagnato dalla nipote, porta a Londra la bestiolina che attira Madama Chappell che gestisce un bordello che ormai sta andando in rovina e propone all’ignaro mercante un affare: esporre da lei la sirena in cambio di una cospicua somma di denaro.

Durante la prima sera dell’esposizione Hancock conosce Angelina e se ne innamora, ma prima di conquistarla dovrà passare alti e bassi e la cattura di una sirena viva.

Non vi racconto il resto, se no vi tolgo la sorpresa.

Il romanzo è diviso in tre libri e attraverso queste tre parti si vanno a caratterizzare i personaggi che sono quasi tutti, a mio parere, simpatici. Quelli antipatici ci sono, ma sono costruiti talmente bene che non puoi non voler loro male e li capisci. Questo libro ha ciò che la maggior parte dei libri che ho visto fino ad ora non aveva: lo sviluppo e la conoscenza profonda dei personaggi, che non annoia e che ti fa capire cosa ci sia dietro le loro azioni e che ti porta quasi a giustificarle. È anche molto interessante la voce della sirena che viene inserita qua e là tra i capitoli e che ad un certo punto ha un certo non so che di burattinaio, ti anticipa di poco quello che avverrà poi nelle pagine successive.

Devo ammettere con certa riluttanza che sto facendo anche fatica a scrivere una recensione perché mi ha lasciato un po’ con l’amaro in bocca durante tutta la terza parte del libro, dove invece le cose dovrebbero farsi più interessanti e molto più veloci.

Se devo essere sincera è un libro che si lascia leggere benissimo, i capitoli vanno via che è una meraviglia ed è anche piacevole, non posso dire certo il contrario, però c’è qualcosa che non quadra per i miei gusti. Non è neppure scontatissimo come finale, oddio, poteva essere meglio.

Quando ho chiuso il libro ieri però, e ritorna il però, non ero soddisfatta e credo di lasciare così anche la recensione: insoddisfacente.

Per chi volesse leggerlo comunque lo consiglio, perché è una buona lettura ed è scritto molto bene, è solo il finale che lascia un po’ a desiderare.

Voto: 3/5

Disclaimer: a causa di una distanza geografica proibitiva tra le due editor la foto del post ritrae solo la foto di copertina del libro preso in oggetto. Il libro è stato letto in versione cartacea, ma fotografato su supporto digitale.

Le letture di Francesca

Resto qui

Titolo: Resto qui

Autore: Marco Balzano

Editore: Einaudi

Collana: Supercoralli

Pubblicazione: 2018

Edizione: prima edizione, 2018

Io credevo che il sapere più grande, specie per una donna, fossero le parole. Fatti, storie, fantasie, ciò che contava era averne fame e tenersele strette per quando la vita si complicava o si faceva spoglia. Credevo che mi potessero salvare, le parole.

 

Mi sono innamorata di questo romanzo dalla prima pagina che ho letto, credo di averlo divorato in due giorni; non importava se finirlo volesse dire andare a dormire alle 2, dovevo arrivare assolutamente fino all’ultima pagina.

Non sono mai andata a Curon Venosta, ma qualcosa mi dice che ci andrò presto insieme al mio compagno, Balzano è riuscito a farmi innamorare non solo dei suoi personaggi, ma anche di un paese che non c’è più.

Durante l’inizio del ventennio fascista Trina non può più insegnare, le viene impedito da Mussolini; non può parlare la sua lingua madre, il tedesco.

Sposa un ragazzo di paese, Erich, che fa parte della prima vera resistenza di Curon; l’amore per lui la porta a iniziare ad insegnare clandestinamente nei luoghi più improbabili, perché i bambini devono imparare il tedesco e non solo ciò che viene imposto dal regime fascista.

Il romanzo inizia con una lettera aperta alla figlia che se ne è andata, la secondogenita in cui si rispecchiava di più la donna; ancora piccola decide di scappare nella notte con la zia materna perché vuole essere libera. Scappano di notte, come la maggior parte dei fuggiaschi che vogliono passare il confine cercando la salvezza. La voglia di libertà si respira durante tutto l’arco narrativo, ma è una libertà che sconfina dalla soggettività dell’essere umano, è una libertà universale, quella che non importa se mi libero solo io, se anche tutti gli altri non possono esserlo.

Libertà di scegliere una patria, la libertà di vivere la vita che si voleva da bambini, di professione. La libertà di poter vivere nel proprio paese e di non vederselo sommerso da un lago artificiale.

Trina ed Erich durante la seconda guerra mondiale scappano, vanno a rifugiarsi sulle montagne dove iniziano a vivere la resistenza vera e propria, sconfitti moralmente da un figlio che ha deciso di arruolarsi e di credere nei totalitarismi.

La loro vita non vede mai pace, neanche una volta tornati in paese, quando vengono espropriati i terreni per la diga. Vedono andare tutto in frantumi, le case vengono fatte saltare, rimane solo il campanile che diventerà il simbolo di Curon.

Della casa dei due protagonisti è rimasto solo quello, che svetta dalla superficie del lago di Resia e si riflette nell’acqua che lo circonda.

L’Einaudi colpisce nel segno un’altra volta pubblicando un libro sulla resistenza e sull’antifascismo, richiamando tutte le sue altre pubblicazioni passate, all’epoca del suo patron, di Pavese, Calvino e della Ginzburg.

È un romanzo che parla di un’identità perduta con l’avvento del fascismo, ma che non è mai stata ritrovata con la fine della guerra. Un’identità annientata da una storia che per Curon è stata implacabile.

Soprattutto è scritto divinamente con una scrittura che ti prende l’anima, lo consiglio a tutte quelle persone che non solo amano i romanzi che parlano di resistenza e di guerra, ma anche a tutte quelle persone che hanno bisogno di trovare la forza per trovare la via di casa, Trina ed Erich potrebbero fare da esempio.

 

Voto: 5/5

Disclaimer: a causa di una distanza geografica proibitiva tra le due editor la foto del post ritrae solo la foto di copertina del libro preso in oggetto. Il libro è stato letto in versione cartacea, ma fotografato su supporto digitale.

Pensieri alla rinfusa

Benvenuto Maggio…!

Sappiamo bene che non è ancora effettivamente maggio, ma per necessità pubblichiamo oggi l’articolo con la tbr di questo mese.

Abbiamo effettuato qualche cambiamento in corso d’opera durante il mese di aprile, quindi ancora non uscirà la recensione a quattro mani di Macchine mortali perché abbiamo preferito dare la precedenza ad una nuova uscita che ci aveva molto colpite, ovvero Tu che mi capisci di Yuri Sterrore (tutti lo conosciamo come Gordon!). Se non ci sono altri cambiamenti, potrete leggere di Macchine mortali i primi di giugno.

Francesca, poi, porterà a termine la saga di Shadowhunters di Cassandra Clare con l’ultimo volume, ovvero Queen of Air and Darkness. In seguito, troverete anche le sue recensioni di Io resto qui di Marco Balzano, La Sirena e Mrs Hancock di Imogen Hermes Gowar e, infine, Il rumore dei tuoi passi di Valentina D’Urbano, che ha anche avuto il piacere di intervistare per il blog del Master che sta frequentando.

Martina, invece, leggerà Più forte di ogni addio, il nuovo libro di Enrico Galiano, Harry Potter e il prigioniero di Azkaban di J.K. Rowling, Green di Kerstin Gier in conclusione della Trilogia delle Gemme e, per ultimo, Ricordati di guardare la luna di Nicholas Sparks, uno dei suoi autori preferiti.

Vi ricordiamo che per ragioni di distanza fra di noi, alcune delle foto che postiamo sui social sono prese su supporto digitale, ma la lettura avviene effettivamente su supporto cartaceo (come potete anche vedere dalle stories di Franci su IG). Inoltre, rinnoviamo l’invito a chiunque abbia piacere a inviarci qualcosa di suo da farci leggere, saremo liete di poterlo recensire.

A presto!

Le letture di Francesca

Il libraio di Selinunte

Titolo: Il libraio di Selinunte

Autore: Roberto Vecchioni

Editore: Einaudi

Collana: Super ET

Pubblicazione: 2004 per I coralli

Edizione: 2007

Fu uno shock, come la luna vista dall’altra parte. A tredici anni, scappato di casa, non potevo decifrare il senso di quella lettura, ci vagavo dentro e basta, cullato, inerme, felice come al centro in un gioco sconosciuto, felice di una felicità che era insieme il vecchio e il nuovo: tutti i natali e quel che sarà.

Nel racconto di Vecchioni prende vita la piccola cittadina di Selinunte abitata da persone che hanno perso le parole. O meglio, non sanno più dargli la giusta sfumatura, si parla solo per routine. Poche parole, incisive, amene. Finché in città non arriva un libraio, un ometto descritto come piccolo, storto e incurvato che riporta il peso delle parole in città aprendo una libreria dove i libri non si vendono ma si leggono tutti i giorni alle 21.

Mi sono innamorata della figura del libraio senza nome, è come se fosse un pifferaio magico. Riporta i sentimenti e le emozioni espressi tramite le parole in una città grigia. Senza parole e senza libri si sa, spariscono anche tutte le sfumature.

Numerose sono le citazioni classiche di altri libri, che fanno intravedere qualcosa della personalità del libraio.

È un libro che parla di quello che la lettura ci può donare e di come ci possa salvare dal degrado generale dei nostri giorni. La scrittura è la tipica scrittura del maestro Roberto Vecchioni: fluida, famigliare, semplice. Si arriva a picchi più alti solo nelle citazioni che arrivano da altri libri.

È un romanzo di una settantina di pagine, si legge in mezza giornata, per questo dico che tutti dovremmo leggerlo. Per lo meno chi come noi ama leggere e da un peso alle parole.

Voto: 4/5

 

Disclaimer: a causa di una distanza geografica proibitiva tra le due editor la foto del post ritrae solo la foto di copertina del libro preso in oggetto. Il libro è stato letto in versione cartacea, ma fotografato su supporto digitale.