Le recensioni di Ranuncolo

Ranuncolo #15: Il sospetto

Titolo: Il sospetto

Autore: Fiona Barton

Editore: Einaudi

Collana: Stile Libero Big

Pubblicazione: 2019

Edizione: prima edizione

Traduzione: Carla Palmieri

«Era un anno che Alex sognava di partire: un anno che fantasticava su luoghi, persone, avventure, e intanto preparava gli esami finali e riforniva gli scaffali del supermercato per guadagnarsi i soldi del viaggio. […]

Alex sperava tanto che andasse bene. E comunque era troppo tardi per ripensarci: ormai erano arrivate. Meraviglioso, no? Be’, c’era da scommetterci.»

 

M: Ranuncolo straordinario in occasione di Halloween! E, per ben gustarci questa festa, abbiamo scelto un bel thriller. I thriller/gialli sono un po’ il “mio campo”. L’ho messo fra virgolette perché non mi sento di giudicarmi un’esperta del settore, però ammetto che mi piacciono molto.

A chi, invece, non piacciono è proprio la Franci.

Eppure…

F: Eppure questo mi è piaciuto molto. Probabilmente per il ritmo serrato e i numerosi cambi di prospettiva e colpi di scena.  Unica pecca: essere scontato.

Ma alla fine lo sono tutti i gialli, tranne quelli dei grandi.

Cosa intendi con l’essere scontato?

Che i colpi di scena non sono mai veri colpi di scena, te li aspetti tutti. Arrivi ad aspettarti anche la fine. Per non parlare che a metà già riesci a capire chi sia il vero assassino e chi, invece, c’entra solo in parte.

Beh, diciamo che l’autrice ha lasciato ampio spazio per capire chi fosse l’assassino, questo è vero. Però, credo che il suo intento fosse lasciar trapelare una pagina alla volta, il mistero che si cela dietro la mente umana. Quindi, cosa spinge un individuo a compiere una determinata azione.

Io non lo vedo come un thriller psicologico, mi dispiace. Non è né Faletti, né Carrisi. E’ un thriller, punto. E forse neanche tanto thriller quanto giallo. Bello, mi è piaciuto, ma credo mi sia piaciuto proprio perché “leggero”.

Non parla di mente umana. Non approfondisce le ragioni dell’assassino, né lo fa vivere. Non scava sotto e dietro a niente.

Ma, infatti, io non intendevo dire che fosse un thriller psicologico. Solo che vuole farci arrivare a capire quello che pensano i personaggi, passo dopo passo. Viene, in generale, considerato come un thriller fine a se stesso, e per me lo è.

I temi trattati, poi, sono di grande importanza, a partire soprattutto dal rapporto genitori/figli durante l’adolescenza, uno dei periodi “peggiori” della nostra vita, in cui si affrontano continui cambiamenti.

Non ha avuto pecche per quanto mi riguarda, mi ha tenuta incollata dall’inizio alla fine e mi ha incuriosito a tal punto che so già che continuerò a tenere d’occhio questa autrice.

Questo è stato il tema trattato meglio. Quanto non si conosce mai abbastanza qualcuno, neanche quando si tratta dei tuoi genitori o dei tuoi figli. Sono stati costruiti molto bene anche i personaggi dei genitori. Molto belli. Reali nelle loro emozioni che sono necessariamente esagerate fino alla fine.

A me è piaciuto, ma non mi ha fatto affezionare al genere, né all’autrice in sé. C’è anche da ricordare che credo che sia inserito in una serie più ampia e che noi ne abbiamo preso solo un pezzetto in mezzo. Probabilmente, una volta che si conoscono meglio i personaggi ricorrenti è anche diverso. Per quanto mi riguarda mi fermo qua, ma perchè, come hai detto tu, questo è più il tuo genere che il mio.

Esattamente, questo è il terzo volume di una serie che vede sempre presente gli stessi protagonisti: la giornalista e l’ispettore.

Sicuramente, verrà narrata la storia del figlio di Kate, già nei primi volumi, e questo, come hai detto tu, ci potrebbe aiutare a comprendere meglio certi punti di questo libro.

Che voto daresti?

Credo un tre e mezzo. Tu?

Ho dato un 5 pieno su Goodreads e mi sento di farlo rimanere tale.