Le letture di Francesca

Un dolore così dolce

Titolo: Un dolore così dolce

Autore: David Nicholls

Editore: Neri Pozza

Collana: Bloom

Pubblicazione: settembre 2019

Edizione: prima edizione

Traduzione: Massimo Ortelio

«Tutti i ragazzi che avevo intorno stavano definendo la loro personalità, che a quell’età è un po’ come cambiare il modo di vestire e il taglio dei capelli. Eravamo ancora elastici e malleabili, avevamo tempo di sperimentare una nuova calligrafia, una nuova risata, la nostra stessa andatura, prima di irrigidirci e assumere una forma definitiva. Gli ultimi cinque anni erano stati un’incessante e caotica sperimentazione, che ci aveva visto prendere e scartare abiti e abitudini, amicizie e opinioni, un processo pauroso e divertente per noi, ma assurdo e logorante per genitori e insegnanti vittime di quelle svolte improvvise, eppure chiamati a mettere ordine nel nostro caos.».

Ho amato alla follia One day, ad oggi è ancora nella mia Top Ten di libri preferiti. Ho iniziato a leggere questo libro con curiosità, ma con poche aspettative. Non perché non mi convincesse, ma perché avevo amato talmente tanto il precedete, che non mi andava di restare delusa.

Credo di aver affrontato la lettura con il giusto spirito.

Un dolore così dolce è struggente, ma non tanto quanto One day.

È un romanzo di crescita, racconta di una famiglia e del suo sviluppo nel corso degli anni, non abbiamo un protagonista unico anche se a volte uno spicca più di altri. È un racconto corale, fatto di più storie e più persone.

Il tema della crescita non è nuovo per Nicholls, chi ha letto il precedente sa benissimo che è un tema ricorrente; i personaggi vengono vissuti in un arco di temporale più ampio rispetto a quello dei classici romanzi che leggiamo in giro.

Non posso dire che abbia qualcosa di particolare, non posso dire che non mi sia piaciuto, ma posso dire che mi ha emozionato a tratti. Soprattutto quando l’autore parla del primo amore. C’è sempre, di base, quel po’ di malinconia che non guasta mai e che ti culla nella lettura facendoti rivivere anche il tuo primo amore.

Ci sono anche delle cose assurde, delle “americanate” che a volte non fanno altro che rovinare l’atmosfera per qualche secondo, ma che comunque fanno sorridere.

Credo che il mio voto sia un tre per questo romanzo. Lo consiglio perché è da leggere se piace il genere e l’autore, ma – ma chi come me ha amato One day – partite con aspettative al minimo

Voto: 4/5

Disclaimer: a causa di una distanza geografica proibitiva tra le due editor la foto del post ritrae solo la foto di copertina del libro preso in oggetto. Il libro è stato letto in versione cartacea, ma fotografato su supporto digitale.

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