Le letture di Francesca

Il Rilegatore

Titolo: Il Rilegatore

Autore: Bridget Collins

Editore: Garzanti

Collana: Narratori moderni

Pubblicazione: maggio 2019

Edizione: prima edizione

Traduzione: Roberta Scarabelli

«I libri non sono un semplice oggetto. I libri sono scrigni speciali e potenti che contengono la forza dei ricordi, il loro significato e tutte le emozioni ad essi associati. Le persone hanno il timore di questo potere, di questa possibilità ma non riescono a farne a meno.

Proprio non riescono a non seguire il loro richiamo, la loro voce rievocativa».

 

Ho trovato questo libro fuori dal comune, particolare. È uno di quei romanzi come piace a me, quelli che sono con un piede nel reale e uno nel fantastico. Questo libro mi ha attirato non appena è uscito, c’era qualcosa nella copertina di affascinante che mi incuriosiva.

L’ho letto in tre giorni, a momenti alterni di esaltazione e, a volte, un po’ di noia.

Il libro è diviso in tre macro sezioni. Nella prima, narrata al presente, si racconta dell’Emmett di quel periodo; malato, debole e bistrattato che viene mandato via dalla sua famiglia senza un apparente motivo, se non la convinzione che la “strega” sia l’unica a poterlo guarire. La rilegatrice della palude.

Emmett viene portato da Seredith e diventa il suo apprendista. Viene spiegato cosa sia un rilegatore e pagina dopo pagina la Collins cerca di svelare il mistero che si cela dietro questa figura e nella storia di Emmett.

La seconda parte invece è nel passato, viene introdotto meglio un personaggio già visto alla fine della prima e iniziano a venire al pettine dei nodi che erano rimasti incastrati nel pettine per tutta la durata della prima parte.

La terza invece ci riporta nel presente e la voce narrante non è più quella di Emmett, ma quella del suo coprotagonista. La crescita dell’apprendista è visibile e nella terza parte lo troviamo ancora più distrutto che nella prima, ma con più consapevolezze. È più maturo, innamorato e pronto a sacrificarsi in nome di qualcuno che non si ricorda neanche più di lui, così da farlo sembrare combattivo.

Il tema che viene trattato in questo libro, il più forte, non è tanto il tema del diverso che si trova spesso, ma quello dell’omosessualità per come poteva essere vista e trattata più di un secolo fa. La Collins è molto brava, perché l’amore descritto è talmente tanto naturale – come dovrebbe sempre essere – che nel mentre lei cerca di portare la narrazione a quel punto, senza bisogno di spiegare si è già capito che Emmett e Lucian finiranno insieme. E la tenerezza di questo amore, in qualche modo, riesce ad avvolgerti in un abbraccio tanto forte da farti fermare il respiro.

Credo di voler dare a questo romanzo un quattro pieno, mi ha convinto per la sua forza, per i messaggi lanciati e per la forza narrativa intrinseca nella penna della scrittrice.

Voto: 4/5

Disclaimer: a causa di una distanza geografica proibitiva tra le due editor la foto del post ritrae solo la foto di copertina del libro preso in oggetto. Il libro è stato letto in versione cartacea, ma fotografato su supporto digitale.

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