La ragazza con la Leica

Titolo: La ragazza con la Leica

Autore: Helena Janeczek

Editore: Guanda editore

Collana: Narratori della Fenice

Pubblicazione: settembre 2017

Edizione: 2018

Traduzione: Silvia Castoldi

«Il fotografo è un lavoro che premia gli opportunisti, favorisce i pattinatori in superficie. Un medico, al contrario, si trova implicato nelle vite dei pazienti, vite che neanche con l’aiuto di qualche lastra spesso offrono un’immagine univoca. C’è chi è nato per barcamenarsi e chi lo fa comunque, bene o male. Gerda avrebbe avuto la Souveränität di non voltarsi indietro e, al tempo stesso, non rinnegare nulla».

 

Dire che questo libro è brutto non sarebbe giusto visto che ha vinto un Premio Strega. Dire che questo libro è brutto per me, avrebbe già più senso.

Non sono riuscita a finirlo. In treno, prima delle ultime cento pagine, l’ho passato ad una mia amica che viaggiava con me che voleva leggerlo e le ho detto: “Buona fortuna”.

Non si capisce. Forse sono io che non capisco. Forse è troppo intelligente quel libro per me che, d’altronde, non ho feeling con nessun libro che ha vinto un premio importante.

Di solito, per quelli che sono i miei gusti vincere il Premio Strega (uno tra tutti) e sintomo di: noia, pesantezza e rottura di coglioni.

La ragazza con la Leica– che si chiama Gerda – è costruito su tre piani narrativi diversi. Sono tre capitoli infiniti, ognuno che racconta la protagonista per come l’ha conosciuta.

Gerda non ha voce. Vive nelle voci, nei pensieri e nei ricordi degli altri.

Il risultato è che non ti può piacere.

È un libro spento. Morto. Completamente senza vita. Gerda alla fine chi è?

Essere la ragazza con la Leica alla fine non la definisce e come faccio io, alla seconda parte del libro a non avere ancora realizzato il suo carattere.

Gerda è un personaggio tra tanti, buttata in mezzo ad altri e mai delineata nonostante sia lei la protagonista assoluta. Non si capiscono le relazioni, non si capiscono i luoghi. Niente.

Due.

Due e la chiudo qui. Mi ha lasciato l’amaro in bocca e non può essere che amara anche la mia opinione. Se avessi avuto vicino un camino, avrei usato il libro per ravvivare il fuoco.

Voto: 2/5

Disclaimer: a causa di una distanza geografica proibitiva tra le due editor la foto del post ritrae solo la foto di copertina del libro preso in oggetto. Il libro è stato letto in versione cartacea, ma fotografato su supporto digitale.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑

Sognare tra le pagine di un libro

Se puoi sognarlo puoi farlo

live&read

Libri, le perle di saggezza

lemillestorie

"Chi legge vive mille vite prima di morire. Chi non legge mai, ne vive una sola" (R.R. Martin)

Diario di una lettrice rampante

"Un buon romanzo inizia con una piccola domanda e finisce con una ancora più grande". -Paula Fox

Gio.✎

Avete presente quegli scomodi abiti vittoriani? Ecco. Io non vorrei indossare altro.

Adrenalibri

Siamo due amici con una forte passione per i libri, gli animali e le storie. Abbiamo aperto questo spazio per condividere le nostre letture e per confrontarci col mondo.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: