Le recensioni di Ranuncolo

Ranuncolo #16: Gli accoppiati

Titolo: Gli accoppiati

Autore: Jennifer Miller, Jason Feifer

Editore: Longanesi

Collana: La gaja scienza

Pubblicazione: 2019

Edizione: prima edizione

Traduzione: Luca Bernardi

«Sì è una parola molto pericolosa. Soprattutto quando non si sa bene alla mercé di che cosa ci si sta ponendo.»

F: Questa volta sono stata io a consigliare male Martina. Pensavo di avere tra le mani un libro simpatico, ma serio e interessante dato che si tratta di un romanzo scritto a quattro mani. Invece è un libro commedia che non aggiunge e non toglie niente al classico libro estivo da ombrellone. Dovevo anche aspettarmelo, dato che è uscito a luglio.

Non mi ha soddisfatto, ma mi ha divertito. Anche se per certi versi anche un po’ disgustato.

Tu cosa ne pensi?

M: Disgusto è proprio la parola giusta per descrivere i miei sentimenti nei confronti di questo libro. Sì, qualche scena molto simpatica c’è stata, ma niente a che vedere con tante altre scene già lette milioni di volte in romanzi simili.

Purtroppo, ho trovato molto squallore anche nell’idea, anche se ha instillato il dubbio che nella bella New York possa anche accadere sul serio che due persone vengano messe a fare sesso solo per portare divertimento a terzi. Ormai non escludo più nulla.

Consenzienti. Non sono stati chiusi in un albergo a far sesso contro la loro volontà – che poi non è quello che effettivamente fanno. Sono due persone ambiziose che accettano un accordo squallido, ma che fa comodo a loro. Non vengono effettivamente obbligati a fare niente. E’ il classico romanzetto che non ha né un capo né una coda. Non ha un messaggio finale forte e, se ci pensi, alla fine hanno quello che si meritano entrambi. Squallido sì, ma non da esserne offesi.

Nessuno si sente offeso, anzi. Trovo squallida proprio l’accettazione di questa condizione, più che di tutto il resto.

I personaggi, poi, non mi sono piaciuti per niente. Li ho trovati senza carattere e le descrizioni piuttosto carenti.

I personaggi effettivamente non sono caratterizzati bene. Solo Carmen lo è ad un certo punto. Quando la si fa interagire con la nonna. Viene, in qualche modo, raccontata attraverso gli occhi di chi la conosce bene. E’ una donna che ha sofferto e che fa sempre fatica ad andare avanti. Alla fine del libro non è più un personaggio che ti può stare antipatico. Mentre lui paradossalmente sì. Parte come vittima, cerca di diventare stronzo e cazzuto e poi torna vittima. Non ha una rivincita. E’ un fallito senza fama e senza gloria.

Sì, si può dire che Carmen ad un certo punto acquista un po’ di sensibilità, proprio grazie alla presenza della nonna.

Lui invece è e rimane un personaggio senza spina dorsale, a malapena in grado di rendersi conto che ha delle responsabilità.

Devo, però, ammettere che il finale è stato scontato, ma non così tanto. Mi aspettavo un classica caduta nel cliché, invece almeno quello siamo riusciti ad evitarcelo.

Il finale è ben costruito ed è la parte migliore del libro. Alla fine non mi è dispiaciuto leggerlo. Non ci ho messo molto ed è abbastanza incalzante. La voglia di finirlo alla fine ti viene anche solo per capire con chi finisce Lucas. Io gli darei un bel 4.5.

Tu invece sarai molto bassa credo.

Spara.

Io non l’ho trovato incalzante per niente, tanto che sono stata più volte tentata di mollarlo, se non avessimo avuto questa recensione da scrivere.

Per cui il mio voto è un 2, non di più.

E anche questa volta, come sempre, ci compensiamo abbastanza bene 🙂

È per questo che siamo amiche 😉

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