Isola di Neve

Titolo: Isola di Neve

Autore: Valentina D’Urbano

Editore: Longanesi

Collana: La Gaja Scienza

Pubblicazione: settembre 2018

Edizione: prima edizione

Traduzione: –

«Lo faccio perché non hai nessuna speranza. Perché qui nessuno ha speranza. Perché quest’isola ti mangia, e tu sei ancora tutta intera. Sbrindellata, piena di crepe, una vela senza vento, ma intera»

 

Santa Brigida, Novembre, una prigione abbandonata.

Tempesta.

Tempesta di nome e di fatto, una dei personaggi principali di questo romanzo che ti incanta e che ti tiene con il naso attaccato alle pagine e con pochissima voglia di arrivare all’ultima.

Ho già decantato le doti da scrittrice di Valentina D’Urbano scrivendo la recensione del suo primo libro, ma non posso fare a meno di farlo anche questa volta; il suo modo di far leva sui sentimenti è ammirevole, riesce a fare in modo che il lettore entri in totale empatia con i personaggi.

Ma di cosa parla questo libro?

Partiamo dicendo che i personaggi principali sono quattro: Tempesta, Andreas Von Berger, Manuel e Edith. Continuo poi aggiungendo che la storia dei primi due è ambientata nel passato, mentre quella di Manuel e Edith nel presente e che queste storie si incroceranno dall’inizio alla fine della narrazione.

Manuel è un ragazzo che dalla vita non sembra aver avuto molto: è un ex alcolizzato che ha una storia personale alle spalle che non lo fa dormire di notte; è burbero, ma allo stesso tempo trova sempre il tempo e la voglia di aiutare Edith.

Edith è una violinista tedesca che sta cercando di ricostruire il passato di Andreas, del quale non si sa molto, se non che è il motivo per cui lei ha imparato ad amare così tanto la musica.

Non mi dilungo nei particolari perché credo che scrivere qualcosa in più su Andreas e Tempesta possa rovinare una futura lettura – che spero farete, non potete perdervela.

Posso solo continuare dicendo che non posso non ammettere di essermi innamorata del libro già alla prima pagina. Prima credevo che fosse perché ancora ricordavo il piacere che avevo avuto a leggere la storia dei “gemelli” – cruda, triste e malinconica, ma scritta magistralmente. Dai pianti che mi ero fatta quando sono arrivata all’ultima pagina.

Poi ho capito che invece Valentina è una garanzia.

Quando Tempesta prende la barca e si dirige verso il carcere e prova paura nel vedere Andreas, ho provato paura anche io; come ho sentito gli schiaffi del padre, il male al cuore e la sofferenza nel vedere qualcuno che ami soffrire.

Non è un libro, è un’esperienza. Ed è una storia famigliare, che non guasta mai.

Voto: 5/5

Disclaimer: a causa di una distanza geografica proibitiva tra le due editor la foto del post ritrae solo la foto di copertina del libro preso in oggetto. Il libro è stato letto in versione cartacea, ma fotografato su supporto digitale.

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