The Muse

Titolo: The Muse

Autore: Jessie Burton

Editore: Picador

Collana: –

Pubblicazione: 2016

Edizione: prima edizione, 2016

Traduzione: –

«Her expression grew distracted as she began to draw away from the outer elements of the room and closer to her artistic vision. Teresa was locked out of it, and yet she felt the source of it. She willingly sank into this phantom role, where she could disappear and be anything Olive wanted. She had never felt so invisibile, and yet so seen.»

Quando lavoravo in libreria ho letto più e più volte la trama de Il miniaturista, sempre di Jessie Burton, ma non ne sono mai stata attratta. Poi, bloccata all’aeroporto di Gatwick, in attesa di un aereo che sembrava non voler partire mai, ho deciso di inoltrarmi all’interno dell’unica libreria presente al momento. Quello di cui mi sono subito resa conto, al di là del “problema” della lingua, è che cercavo dei punti di riferimento, dei nomi familiari che potessero in qualche modo farmi sentire ok. Quindi, quando mi sono imbattuta in Jessie Burton, non ho subito realizzato che era la stessa autrice di cui più volte avevo scartato il libro.

Eppure, ho dovuto ricredermi e, anche se non l’ho ancora fatto, credo che andrò di nuovo a dare una sbirciatina alla trama de Il miniaturista.

Sì, perché The Muse mi è davvero davvero piaciuto. L’intera storia di questo libro ruota intorno ad un quadro, di cui l’autrice ci racconta due diverse storie, ma che sono in qualche modo collegate fra loro. La prima, di queste storie, è ambientata alla fine degli anni 60 a Londra e la protagonista è Odelle, una ragazza che inizia a lavorare per una galleria d’arte, la Skelton, sotto la guida della misteriosa Quick. La seconda di queste due storie, invece, è ambientata alla fine degli anni 30, in Spagna, dove Olive trova rifugio con la sua famiglia in una casa di campagna e dove conosce due ragazzi, Isaac e Teresa che cambieranno il corso della sua esistenza.

Il romanzo, quindi, è una continua alternanza delle due storie, che vede come protagonisti principali l’arte, la pittura e in particolare questo quadro intitolato Rufina and the Lion.

La scrittura è molto scorrevole, anche a dispetto della lingua inglese, che non è mia abitudine utilizzare per la lettura (mea culpa!) e il lettore si trova travolto e coinvolto nelle storie che l’autrice ci narra, mentre un alone di mistero continua ad aleggiare all’interno del romanzo.

È un libro che consiglio vivamente, per chi ha voglia di una lettura diversa dal solito, per chi sa lasciarsi affascinare da un bel quadro o riesce a rimanere incantato per ore a guardarlo.

Voto: 5/5

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