Mi facevi sentire dostoevskij

Titolo: Mi facevi sentire dostoevskij

Autore: Valentina Fortichiari

Editore: TEA

Collana: Tea varia

Pubblicazione: maggio 2019

Edizione: prima edizione

«L’ufficio di Mauri Spagnol aveva una stranezza: superata la porta a vetri, per raggiungere la scrivania situata in fondo a una stanza ampia e lunga si dovevano percorrere alcuni metri, che a me parvero interminabili. Questo consentiva all’editore che se ne stava in silenzio, di farsi una prima, istintiva idea del candidato: l’andatura, la postura, i tratti del volto potevano rivelare molto, se non tutto»

 

Questo mese mi sono dedicata, per la metà delle mie letture, a libri “non libri”. Spero di non annoiarvi troppo, dal prossimo mese tornerò alla mia consueta narrativa. Dopo Le lettere d’amore di Enrico VIII ad Anna Bolena, un epistolario, passo ad un manuale e memoir, Mi facevi sentire dostoevskij(dove la d minuscola non è un errore mio, ma una scelta stilistica).

L’autrice è Valentina Fortichiari, la storica responsabile dell’ufficio stampa di Longanesi, una casa editrice del gruppo GeMS – Gruppo editoriale Mauri Spagnol.

La Fortichiari ci racconta con il suo piglio brillante e famigliare, quella che è stata la sua esperienza lavorativa, lunga più di vent’anni, nella sua casa editrice raccontandoci degli aneddoti legati agli autori, ai suoi colleghi e al mondo di cui fa parte facendo trasparire l’amore per il suo lavoro in ogni capitolo.

Capitoli che sono sempre scorrevoli, esplicativi, brillanti che vogliono assomigliare alle lezioni che ha tenuto per anni nei master, dove è riuscita a passare l’amore per questo lavoro fatto di mediazione, pazienza e impegno.

Parte raccontando la sua prima volta nell’ufficio dell’editore in una pagina di un suo vecchio diario per poi farsi trovare professionista nella pagina successiva. È un memoriale, ma è soprattutto un manuale per chi, come me, vuole fare il suo stesso percorso lavorativo.

Per chi non sapesse cosa sia un ufficio stampa editoriale, ve lo spiego in breve: è la voce della casa editrice, è l’ufficio che si occupa della promozione del libro e dell’autore, che organizza i lanci, le interviste, le recensioni, le presentazioni in libreria, a volte anche gli eventi. È forse la parte meno conosciuta di una casa editrice, ma è essenziale.

Sono tre le caratteristiche per il perfetto addetto stampa: educazione, carattere e stile. Non è un lavoro per tutti, bisogna avere i nervi saldi, sorridere sempre, essere trasparenti e ispirare fiducia anche quando ci sono degli imprevisti. Si deve essere sempre presenti, soprattutto con l’autore che è la mia teoria prima fondamentale, si deve essere amici, psicologi, compagni di viaggio, genitori, a seconda del contesto in cui ci si trova, perché un addetto stampa non ha a che fare solo con l’immaterialità di un libro, ma anche con del materiale umano.

Il voto di questa settimana è ancora cinque. Cinque perché abbiamo davanti un manuale di una professionista impeccabile, cinque perché è un memoriale che non può essere che inestimabile e cinque perché non annoia neanche chi è esterno al lavoro editoriale.

Voto: 5/5

Disclaimer: a causa di una distanza geografica proibitiva tra le due editor la foto del post ritrae solo la foto di copertina del libro preso in oggetto. Il libro è stato letto in versione cartacea, ma fotografato su supporto digitale.

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