Le letture di Francesca

Le lettere smarrite di William Woolf

Titolo: Le lettere smarrite di William Woolf

Autore: Hellen Cullen

Editore: Editrice Nord

Collana: Narrativa

Pubblicazione: aprile 2019

Edizione: prima edizione

Traduttore: Elisa Banfi

«Magari siamo diventati versioni di noi stessi che non sono più in grado di connettersi come una volta, ma il ricordo di quelle due persone mi dà speranza. Ti ricordi com’era? Credi che il nostro amore possa sopportare e sanare la frattura che ci ha separato?»

 

Ho letto molte recensioni negative su questo libro, ma non sono partita prevenuta nella lettura. La storia racconta di un uomo innamorato della moglie, con la quale sta passando un momento di crisi, e del suo lavoro nell’ufficio delle lettere morte di Londra. Racconta di una moglie che si sente poco capita, messa da parte e tradita da un futuro che non era come quello che si sarebbe immaginata. Più semplicemente racconta di una coppia in crisi, una normalissima coppia in crisi, come ce ne sono tante in giro.

Molte recensioni criticano il romanzo perché “si presenta come un romanzo avvincente che parla di lettere perdute e poi si rivela la solita storia d’amore”, non sono d’accordo.

Basterebbe leggere meglio i paratesti prima di comprare un libro. Il romanzo si presenta come storia d’amore e credo che sia stata anche scritta bene, che sia scorrevole e che abbia, questo sicuramente, anche dei momenti in cui la narrazione prende una piega diversa, rallenta e ci si perda un po’. Nonostante questo, il libro ti tiene incollata alle pagine.

William durante il lavoro si imbatte in alcune lettere indirizzate “Al mio Grande Amore” e firmate da una certa Winter che catturano l’attenzione del protagonista proprio perché sta vivendo con la moglie un momento particolare fatto di incomprensioni, scaramucce, battibecchi continui, colpe rinfacciate e silenzi. Si innamora, se così si può dire, dell’idea dell’amore puro e di quell’ideale del grande amore che si ha quando si è giovani e al quale ci si aggrappa per sentirsi meno soli o quando si è degli inguaribili romantici. Si aggrappa all’idea che se nella sua vita affettiva sta andando tutto a rotoli e non crede più di riuscire a sanare un rapporto alla deriva, ci sia però ancora a Londra qualcuno che ci crede così tanto da inviare delle lettere senza mittente nella speranza che vengano trovate proprio dall’uomo del destino.

I personaggi sono dei bei personaggi, tolta Winter che è quasi intangibile, Clare è riuscita a suscitarmi della simpatia se pur non condivido delle scelte che ha fatto ed il suo atteggiamento verso la vita. William invece è il ritratto dello scrittore stralunato, vive delle sue convinzioni, dei suoi arcobaleni e dei suoi temporali senza rendersi sempre conto che la realtà è spesso più importante e ad un passo da lui.

Nel complesso mi sento di dare un bel quattro pieno, non riesco a dare cinque perché ci sono stati dei momenti in cui la narrazione si perdeva via. Nel complesso però credo che lo consiglierei a tutti, anche come lettura estiva da portarsi in viaggio.

È un romanzo per chi ha bisogno di sognare e per chi invece ha bisogno di una spinta o uno stimolo per recuperare qualcosa. Credo che la scrittrice ci voglia dire che è giusto sognare, che è giusto lottare per amore, che mai niente è perduto e che, anche se lo fosse, ritorna a te quando meno te lo aspetti, rimettendo insieme i pezzi.

Voto: 4/5

Disclaimer: a causa di una distanza geografica proibitiva tra le due editor la foto del post ritrae solo la foto di copertina del libro preso in oggetto. Il libro è stato letto in versione cartacea, ma fotografato su supporto digitale.