Le recensioni di Ranuncolo

Ranuncolo #11: On The Come Up

Titolo: On The Come Up

Autore: Angie Thomas

Editore: Rizzoli

Collana: –

Pubblicazione: 2019

Edizione: prima edizione

A volte sogno di affogare. Lo scenario è sempre un grande oceano blu, troppo profondo perché io riesca a vederne il fondale. Ma mi dico che non morirò, per quanta acqua mi entri nei polmoni e per quanto in fondo io scenda, non morirò. Perché ho deciso così. D’un tratto, so respirare sott’acqua. So nuotare. L’oceano non fa più paura. E’ una cosa bellissima, a dirla tutta. Imparo anche a controllare la situazione.

Ma adesso sono sveglia, sto affogando, e non so come controllare niente di tutto ciò.

F: Non so tu, ma io questo libro l’ho adorato e, di conseguenza, divorato. Mi è piaciuto molto il collegamento con il libro precedente, The Hate You Give, non ne vediamo i protagonisti, ma Brianna si riferisce spesso al ragazzo ammazzato dalla polizia e delle lotte di quartiere. È confortante ed è strategico per mantenere una continuità non solo nel romanzo – per non dover continuare a ribadire il contesto e l’ambiente in cui vivono i personaggi – ma anche per mantenere l’affetto già presente nel romanzo d’esordio. Tu cosa ne pensi?

M: È stato molto scorrevole anche per me, ma se devo dirla tutta la storia non mi ha convinto del tutto. Sono d’accordo con te sul fatto che è stato bello il continuum dalla storia precedente, seppur senza essere una storia legata all’altra. Eppure, forse per il tema del rap, quindi un mondo a tratti incomprensibile per me, in quanto inesperta, mi ha lasciato un po’ con l’amaro in bocca e poca soddisfazione nella fine della lettura.

Sono d’accordo con te per quanto riguarda il mondo del rap. Effettivamente anche io ne so poco, però alla fine si riesce a capire a cosa si riferiscano con certi termini propri di quella sfera. Per il resto secondo me Brianna è la protagonista per eccellenza. È umana, simpatica, arrogante se provocata, si preoccupa per la sua famiglia e cerca di “sacrificarsi” e guadagnare qualche soldo con la sua passione. Ci mostra che non c’è mai uno stesso lato della medaglia, che dal buio si può uscire. Ci fa amare anche le eccezioni, come la zia Pooh, personaggio da evitare visto e considerato che è una spacciatrice, ma che è sempre e comunque una zia che ama la nipote. La mamma invece, ex tossicodipendente, è forse un personaggio ancora più forte e più significativo rispetto a Brianna, mostra le mille sfaccettature non solo di una madre, ma anche di una donna alle prese con le difficoltà che le mette davanti la vita.

Di sicuro è un romanzo in cui tutti i personaggi “brillano”, tutti sono usciti da qualcosa di oscuro o ne sono ancora dentro, come hai detto tu. Ma il mio amaro in bocca si riferisce alla storia in sé, non ai personaggi. Non so nemmeno io cosa esattamente non mi abbia soddisfatta. Esaltante e, a tratti, atteso il ribaltamento finale.

Non lo so Marti, forse hai ragione tu. Per me questa è stata una lettura di svago, quindi l’ho preso subito con entusiasmo. La storia mi è piaciuta: è un romanzo di riscatto, di perdono, di rivincita verso una vita che non sempre è dalla nostra parte, credo sia per questo che l’ho amato così tanto. Non tanto per la musica, per la storia fresca e perché ho amato anche il primo romanzo della Thomas, ma per la genuinità. Il racconto di quella che è la vita vera per ragazzi che sono in difficoltà non per qualche sciagura che arriva all’improvviso, ma per il solo fatto di essere nati con la pelle di un colore diverso, in un quartiere del ghetto e tutto ciò che ne comporta, stereotipi annessi. Non siamo il posto in cui abitiamo, non siamo le etichette che ci impongono gli altri, ma noi stessi.

E pensare che ero partita con il tuo stesso entusiasmo, perché quando l’ho iniziato tu lo avevi già concluso da un pezzo e mi avevi accennato qualcosa in maniera del tutto esaltata. Però, dopo un po’ mi sono ritrovata a sbuffare e anche i messaggi che mi hai elencato tu, passano, è vero. Ma ci ho fatto caso ora che me l’hai detto tu. Questo non perché credo che, in realtà, non passino. Probabilmente c’è stato qualcosa che ha offuscato la mia mente, e non mi ha permesso di godermi a pieno la lettura.

Vediamo da un altro punto di vista: è uno dei primi libri che scegli tu che mi piacciono!

Ecco, questa è una cosa che almeno un po’ mi conforta! 🙂

Ora però dobbiamo fare una media dei voti. Io credo che darò un bel 4. Perché 5 è troppo.

Io rivisito il mio, che dopo le tue parole diventa un 3.

Quindi il mio super discorso ti ha fatto cambiare un po’ idea?

Come ti ho detto prima, sì. Nel senso che è vero che ci sono parecchi messaggi che passano. Però, non voglio distaccarmi troppo dal mio pensiero, perché ci sono comunque punti un po’ a sfavore, secondo me.

Allora vada per un 3.5!

Aggiudicato!

 

Ricordiamo a tutti coloro che vogliono essere recensiti di non esitare a contattarci!

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