Lena e la tempesta

Titolo: Lena e la tempesta

Autore: Alessia Gazzola

Editore: Garzanti

Collana: Narratori moderni

Pubblicazione: maggio 2019

Edizione: prima edizione

Sono su un taxi incolonnato nel traffico quando sento alla radio che, stando a un recente studio americano di psicologia, ciascun individuo, nella propria vita, accumula in media tredici segreti. Di questi, solo cinque sono inconfessabili. Mi sembra un numero enorme, se penso che io ne ho soltanto uno.

 

Quale sarà questo misterioso unico segreto che porta Lena nel cuore e che le ha lasciato cicatrici invisibili sul corpo?

Non dovrete attendere tanto per scoprirlo, né per conoscere il temibile e terribile Enrico, la causa di tutti i mali di Lena – questo almeno quello che pensa. Per questa recensione sono severa e molto critica perché, dalla Gazzola, mi aspettavo di più, soprattutto in un romanzo così lontano dalla sua protagonista per eccellenza: Alice.

Invece niente di speciale. In realtà il romanzo si legge molto velocemente, scorre meravigliosamente bene e l’autrice riesce a mantenere l’attenzione e la suspense.

Le premesse per un buon romanzo c’erano tutte, poi sono arrivata all’ultima cinquantina di pagine e mi è caduta la mascella.

Non posso dilungarmi troppo su questa parte perché finirei per farvi uno spoiler tremendo ed è giusto che chi vuole leggerlo lo legga senza saperne già la fine.

Mi soffermo però su un altro punto: i personaggi.

Non sanno di niente. Non ci si riesce ad affezionarvisi, sono tutti caratterizzati nel modo giusto, se ne possono intravedere le luci e le ombre, ma è come se ci fosse una sorta di antipatia a pelle.

Peccato che non si possa parlare neanche di antipatia.

Lena è un’illustratrice, un’artista. Un po’ eclettica, chiusa in sé stessa, a tratti arrogante. Insofferente al mondo e alle persone in generale e non credo che sia tutto legato al segreto che si porta dentro. Non è cordiale neanche con le persone a lei vicine, solo con quelli che si mantengono a distanza. È una vittima che non denuncia, una vittima che non racconta e che poi deciderà di non raccontare e dal suo vittimismo non riesce ad uscire. Nonostante tenti di reagire sembra sempre sconfitta in partenza. Il libro tratta di un tema molto forte, gestito inizialmente bene, ma che poi sfocia nella leggerezza.

Poi c’è il medico, alle spalle ha una storia che è a cavallo tra l’assurdo e Grey’s Anatomy. Sembra un personaggio simpatico, ma non trasmette simpatia. Sicuramente è un personaggio positivo, tuttavia la loro storia è stata trattata per sommi capi, nonostante occupi la metà dell’arco narrativo.

Non lo so, non ho molto da scrivere non potendo fare spoiler, di solito li faccio, ma in questo caso, se lo facessi vi rovinerei tutto il piacere della lettura.

Voto: 2/5

Disclaimer: a causa di una distanza geografica proibitiva tra le due editor la foto del post ritrae solo la foto di copertina del libro preso in oggetto. Il libro è stato letto in versione cartacea, ma fotografato su supporto digitale.

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