Leggere Lolita a Teheran

Titolo: Leggere Lolita a Teheran

Autore: Azar Nafisi

Editore: Adelphi

Collana: Gli Adelphi

Pubblicazione: 2004

Edizione: Ristampa 2018

«La vera democrazia non può esistere senza la libertà di immaginazione e il diritto di usufruire liberamente delle opere di fantasia. Per vivere una vita vera, completa, bisogna avere la possibilità di dar forma ed espressione ai mondi privati, ai propri sogni, pensieri e desideri; bisogna che il tuo mondo privato possa sempre comunicare col mondo di tutti. Altrimenti, come facciamo a sapere che siamo esistiti?»

 

Sono i primi anni del 1990, più precisamente il 1995, e una professoressa di letteratura occidentale decide di lasciare la sua cattedra all’Università di Allameh Tabatabai di Teheran. La professoressa Nafisi è stufa del clima all’interno dell’ateneo, del continuo biasimo delle autorità e della Repubblica Islamica dell’Iran e del trattamento riservato alle donne.

Decide di lasciare tutto e scegliere sette tra le sue migliori studentesse per poter iniziare delle lezioni conferenza a casa sua tutti i giovedì mattina.

Manna, Nassrin, Mahshid, Yassi, Azin, Mitra e Sanaz sono studentesse brillanti, ma soprattutto donne figlie di un paese che non le vuole, che le vuole zittire, che le fa vivere nell’ombra di patriarchi non sempre amorevoli e che trovano a casa della professoressa un rifugio. Ragazze che arrivano da ceti diversi che costruiscono dibattiti sui romanzi presi in oggetto e che riescono a conoscersi e ad accettarsi con e senza il velo addosso. Sono ragazze che vivono vite diverse, che riescono ad essere raccontate brillantemente e che rappresentano tuti i problemi che una donna può avere in una società come quella di Teheran. Dalla ragazza sposata per amore con un ragazzo che ha le sue stesse passioni, a quella che ha un marito ricco che la picchia; da quella che subisce le ire del fratello, a quella che viene violentata da bambina dallo zio. Dalla ragazza che viene obbligata a portare un velo che odia, a quella che il velo rifiuta di portarlo.

La Nafisi riesce a spiegarci, attraverso un romanzo che è anche un memoir, ciò che è l’Iran attraverso le sue lezioni. I capitoli sono divisi in macro sezioni che rappresentano i libri di cui parla – anche se in realtà ne cita anche molti altri: abbiamo Lolita, Il grande Gatsby, Piazza Washington, Daisy Miller, Orgoglio e pregiudizio, Invito ad una decapitazione e altri ancora.

I libri diventano un rifugio per le ragazze e Azar inizia a considerarle come parte integrante della famiglia, tanto che iniziano ad avere bisogno una dell’altra e della letteratura per poter sopravvivere e per proteggere la parte di loro stesse che sentivano essere in pericolo.

Ammetto che, per quanto il libro sia molto interessante, a volte ci si perde via perché la narrazione ha i toni del saggio. Non è lezioso, ma a tratti è come leggere gli appunti di una lezione universitaria vera e propria e fatica ad essere scorrevole nonostante la penna brillante della Nafisi.

Consiglio di leggere il libro a chi è curioso di sapere qualcosa in più sulla cultura Iraniana, per chi ancora pensa che sono persone che non hanno bisogno di aiuto e chi sottovaluta tutte quelle situazioni che non sono abbastanza sotto il loro naso.

Voto: 2.5/5

Disclaimer: a causa di una distanza geografica proibitiva tra le due editor la foto del post ritrae solo la foto di copertina del libro preso in oggetto. Il libro è stato letto in versione cartacea, ma fotografato su supporto digitale.

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