Ranuncolo #10: Macchine mortali

Titolo: Macchine mortali

Autore: Philip Reeve

Editore: Mondadori

Collana: Chrysalide

Pubblicazione: 2004

Edizione: seconda edizione, 2018

Nella polverosa penombra delle sale c’era un silenzio adeguato al mattino successivo alla morte di un’intera città. I rumori della strada giungevano ovattati, come se spesse e morbide cortine di tempo fossero state appese ovunque fra una bacheca e l’altra.

M: Partiamo dal fatto che so già che non ti è piaciuto e che non ho voglia di innescare una guerra. Cosa vuoi dirmi, in generale, di questo libro?

F: Che per me è troppo distopico. Ho fatto molta fatica ad immaginarmi Londra caricata su un cingolo che se la viaggia tranquillamente o vola, o chissà cos’altro, e si fagocita le città più piccole di lei per poter sopravvivere. Non mi è piaciuto neanche il fatto che in ogni città ci sia una divisione interna per classi sociali e che si senta così tanto. Insomma, perché tutti i distopici che leggiamo devono farci tornare indietro di anni invece che farci andare avanti e farci vedere qualcosa di diverso?

Se dovessi rispondere liberamente alla tua domanda, dovrei aprire un dibattito politico-sociale che non la finiremmo più, quindi in questo caso preferisco evitare. Tieni sempre conto che è stato pubblicato per la prima volta in lingua originale nel 2001, quindi stiamo parlando di un sacco di anni fa ormai. Io non posso dire di aver avuto le tue stesse difficoltà, anzi mi è piaciuto molto, anche con i suoi piccoli difetti.

Nel 2001 avevamo undici anni, non è stato scritto molto tempo fa. Che piccoli difetti hai trovato?

Ho trovato i personaggi poco costruiti, anche Hester stessa nell’ultimo capitolo fa un cambiamento improvviso, ma non se ne avverte l’arrivo, se non in maniera minima. C’è stata maggior concentrazione sull’ambiente e sulla storia, che va apprezzato perché ti aiuta a comprendere meglio di cosa si sta parlando, però mi piace sempre vedere il percorso di crescita dei personaggi.

Questa è stata una grande pecca! Dovuta probabilmente al fatto che all’inizio doveva essere un volume unico. Mi spiego, l’autore aveva scritto tutto insieme, non pensava che il suo lavoro sarebbe stato diviso in quattro parti, forse le caratterizzazioni e le spiegazioni arriveranno dopo nei successivi tre – che io non credo leggerò. Un altro “problema” è che una delle rivelazioni che si trova a fine libro è intuibile già dal terzo capito. Sotto sotto sai già nella prima metà del romanzo che ci sarà una svolta a livello di parentela. Non siamo in un giallo, non mi devi dare indizi. Devi sorprendermi.

Attenta, però. E’ vero che probabilmente voleva scrivere tutto su un unico volume, ma qui non stiamo parlando di una saga, bensì di un ciclo. Un po’ come Le cronache di Narnia, quindi ogni libro può essere preso a sé, anche se vengono ripresi i personaggi. Quindi, cade il discorso che le spiegazioni me le può dare in un secondo libro, perché in realtà la storia di Macchine mortali finisce qui.

Mea culpa, chiedo umilmente scusa per la parola errata che ho usato. Comunque questo fa sì che l’errore di caratterizzazione sia ancora più forte. Soprattutto se doveva finire lì. Questo però non esclude il fatto che gli stessi personaggi possano cambiare ancora. O magari spiegare meglio qualcosa del loro passato. Lo spero per te e per tutti quelli che leggeranno anche gli altri tre.

In realtà, non so ancora se leggerò i prossimi. Cioè, questo mi è piaciuto. Ma quando vedo che la storia si ferma non ho mai tutta questa voglia di proseguire. In più, ammetto che la narrazione è stata piuttosto lenta, a salvarmi in alcuni casi c’erano i capitoli corti. Quindi, per concludere, che voto daresti?

Vero anche questo, non è un libro che scorre facilmente, è più il classico mattone – nonostante conti solo 250 pagine o giù di lì. Per leggerlo devi essere motivato o un estimatore del genere distopico. Io ero andata molto veloce verso la fine, ma perché mi sono messa a leggerlo per sommi capi, l’occhio scorreva veloce. Forse troppo. Io non mi sposto dal 2 questa volta. Neanche per incentivarne comunque la lettura. Piuttosto ragazzi, andate a vedere il film, dove si capisce bene quello che succede perché lo si vede. E io non consiglio mai di vedere un film senza aver prima letto il libro.

Io, invece, do un 3. La storia è accattivante, pur con i suoi difetti. E sì, il film penso che valga veramente la pena.

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