Il rumore dei tuoi passi

Titolo: Il rumore dei tuoi passi

Autore: Valentina D’Urbano

Editore: TEA

Collana: I grandi

Pubblicazione: 2018

Edizione: aprile 2018

Quando muore qualcuno che ami, arriva qualcosa che ti prende alla pancia e non ti lascia andare. Niente cuore, no, il battito cardiaco rimane uguale, il sangue pompa dentro e fuori, il petto non fa male, la famosa fitta al cuore è solo un’invenzione di quelli che scrivono i romanzi a puntate sul settimanale del giovedì. Il dolore che ti fa piegare in due è quello allo stomaco. Non è forte come quello di un pugno, ma riesce a essere peggiore, perché parte dall’interno, striscia giù dalla gola, ti allaga le viscere e chiude tutto. Il dolore di un amore morto è feroce come soffocare, ma mi abituerò.

Bellissimo, commovente, forte.

È una di quelle letture che leggi spasmodicamente. Finisci un capitolo e devi iniziare subito l’altro, un po’ come le caramelle. Ho iniziato a leggere ieri sera alle 21 e l’ho finito in pausa pranzo. Senza contare che senza rendermene conto piangevo.

La D’Urbano è magica secondo me, ti fa provare tutte le emozioni che provano i personaggi, in particolare Beatrice perché è lei la voce narrante del romanzo. Mi sono ritrovata con le budella che si contorcevano, anche se non è una bellissima visione, tutte le volte che si contorcevano quelle di Bea e il finale è un finale con il botto.

Chi ha già letto il romanzo sa a cosa mi riferisco, chi invece deve ancora leggerlo deve assolutamente leggerlo e chi invece è solo all’inizio probabilmente crede che io mi sia bevuta qualcosa.

“Ma come, si sa subito come va a finire. Inizia con la fine!”, voi che non lo avete ancora finito penserete sicuramente questo, sento già le vostre vocine nell’orecchio.

Inizia con la morte dell’altro protagonista, siamo al suo funerale con Beatrice nelle prime pagine, dopo di che si sviluppa il resto del racconto.

Io non saprei come descriverlo, più che dalla storia fortemente straziante sono stata catturata dal rapporto dal sapore primitivo di Beatrice e Alfredo e dalla potenza dei personaggi che saltano fuori dalle pagine del libro e si siedono vicino a te mentre leggi.

Beatrice e Alfredo sono i “gemelli”, non sono fratelli, ma crescono insieme fin da piccoli. Lui viene un po’ adottato dalla famiglia di lei e da lì parte una storia di amore e odio continuo tra i due che dall’amicizia e la fratellanza si trasforma in un rapporto che sfocia nell’amore che però non è un amore romantico, bensì possessivo, insolito e ai limiti del sopportabile perché sono due anime che seppur continuano a toccarsi e a sostenersi non riescono ad unirsi pacificamente. È un amore di morsi e rimorsi quello di Alfredo e Beatrice. Di dipendenza fisica, spirituale e morale. Un amore di stenti, che non riesce a sopravvivere alla debolezza di Alfredo, ma che in qualche modo accompagnerà Beatrice per tutta la vita.

Credo che tutti dovremmo leggere questo libro almeno una volta nella vita, non perché ti dia qualcosa di più rispetto ad altri, non perché c’è di mezzo una storia d’amore, non per la simpatia dei personaggi, ma per la forza dei loro sentimenti. Non penso di aver mai letto un libro così prorompente nei sentimenti e che ti muova così tanto l’anima.

Consigliatissimo.

Voto: 5/5

Disclaimer: a causa di una distanza geografica proibitiva tra le due editor la foto del post ritrae solo la foto di copertina del libro preso in oggetto. Il libro è stato letto in versione cartacea, ma fotografato su supporto digitale.

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