Ranuncolo #9: Tea e il Salice ridente

Titolo: Tea e il salice ridente

Autore: Elisabetta e Monica Maruffo

Editore: youcanprint.it self-publishing

Collana: –

Pubblicazione: 2016

Edizione: PDF fornito dalle autrici

“Teaaaa ti sei lavata le mani… è prontoooo!” urlava la tata dalla cucina mentre appoggiava i piatti fumanti sul tavolo.  Tea però non si era lavata le mani era seduta nella sua cameretta e, con lo sguardo sognante, osservava le magnifiche immagini di un libro sulla Natura. “Vorrei essere lì a giocare! Pensava…”

 

Martiiiii, sei pronta per un Ranuncolo extra?

Ma cosa urli a fare?

Non lo so, ma quanto pare nei libri per bambini si fa così.

Sei sempre sul piede di guerra quando facciamo dei Ranuncoli, ti svegli dal tuo letargo e inizi a borbottare come una pentola di fagioli.

Hai ragione, ma sai che io sono fatta così. Premetto che ci ha fatto molto piacere che Elisabetta e Monica ci abbiano contattato per poter sapere cosa ne pensassimo della loro opera, sono due ragazze molto gentili e pronte a mettersi in gioco. Su questo non possiamo fare altro che inchinarci e fare chapeau.

Allora inizio io, visto che i convenevoli li hai fatti tu. Io mi concentro un attimo sull’ultima parte della prefazione fatta dal Professor Foderaro: «“Tea e il salice ridente” è un libro che scalda il cuore. Un libro per bambini che ogni genitore dovrebbe leggere».

Che è un po’ una frase fatta. Non mi fraintendere, ma credo che questo non sia un libro adatto ai genitori e, a tratti, neanche ai bambini. È un libro scritto per divertimento, questo sì. Da rivedere per dargli una direzione non diversa, ma più definita. Credo sia più “bambinesco” che per bambini.

Anche io ho trovato quel difetto. Di pecche ce ne sono: la Natura con la “N” maiuscola va bene, viene personificata e nel contesto ci sta benissimo, ma non la maiuscola in parole come “Formiche”, “Vermetti”, “Ragni” e “Lumachine”. Loro portano la minuscola, se no un bambino rischia anche di confondersi.

Bellissime invece le illustrazioni, mi sono piaciute molto. Anche se le didascalie sono scritte male e sono storte.

Comunque è sempre più evidente la tua indole editoriale in questi commenti, almeno io posso fare il poliziotto buono e fare bella figura. Le illustrazioni sono piaciute anche a me, come mi è piaciuto molto l’incontro con il folletto sul bus e la trasformazione del mezzo in una sorta di bosco con le ruote.

E Califano il Tulipano? Molto Brucaliffo. Ci sono delle somiglianze impercettibili con il romanzo di Lewis Carroll.

Quello che mi fa pensare è che ci sono troppi luoghi comuni sui genitori. O meglio, ce ne è uno in particolare che mi fa storcere il naso: la non presenza dei genitori, che la sommergono di «regali inutili e costosi». Purtroppo spesso succede che i genitori si debbano assentare per lavoro, ma è solo per poter permettere ai figli di studiare e di realizzare i loro sogni. Questo non significa affatto che non li amino o che non si preoccupino per loro, anzi. E trovo che insinuarlo sia sbagliato.

Come sbagliato, secondo me, è il ragionamento che viene fatto dal folletto quando Tea si preoccupa per i genitori perché sta per assentarsi da casa. Lui risponde in modo strano, la incoraggia ad andare con lui perché può realizzare i suoi sogni. Però Tea non conosce il folletto. Forse questa parte doveva essere scritta in un altro modo, soprattutto con i tempi che corrono oggi.

Hai qualcosa di positivo da dire?

Sì, di positivo ho sempre qualcosa da dire. Secondo me è bello che le ragazze si siano cimentate nella scrittura e che abbiano voluto puntare sulla narrativa per bambini perché è un settore dove c’è una possibilità di sbocco. Comunque, so che hanno avuto dei riscontri positivi e il libro è stato anche pubblicato in spagnolo. Auguro loro la miglior fortuna possibile. Sono sicura che nel caso dovessero scrivere qualcos’altro, avendo già fatto un po’ di esperienza, non potranno che migliorare.

Parole sante. Io volevo ringraziarle per la possibilità che ci hanno dato di prendere in mano un libro per bambini dopo anni che non ne leggevamo uno, e soprattutto per la fiducia che hanno riposto in noi.  Spero che non si offendano o spaventino per quello che abbiamo scritto; non c’è malizia ma il nostro background editoriale e letterario ci porta ad avere un occhio molto critico. L’idea di base è bella, e  questo è anche la riprova che non tutto quello che nasce su internet è da buttare.

Per tutte queste considerazioni, il nostro voto è 3 stelline su 5. In bocca al lupo, ragazze!

 

Voto: 3/5

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