Le letture di Martina

La trilogia delle Gemme: Red

Titolo: Red

Autore: Kerstin Gier

Editore: Tea

Collana: I grandi Tea

Pubblicazione: 2011 per Corbaccio

Edizione: 2016

Ex hoc momento pendet aeternitas.

L’eternità è appesa a questo momento.

In pieno regime di lettura fantasy, mi sono lasciata convincere da una collega a iniziare la Trilogia delle Gemme, scritta da Kerstin Gier, che aspettava invano sulla libreria di essere letta da diverso tempo.

Come tanti altri prima di me, mi ritrovo catturata dalle pagine di questo libro, tanto che non vedo l’ora di andare avanti. La scrittura della Gier è frizzante e lascia trasparire energia ad ogni singola parola. Le pagine scorrono sotto il naso del lettore.

La storia, inoltre, mi pare costruita molto bene: abbiamo un po’ di sano mistero, in mezzo a viaggi nel tempo passato e qualche chiacchiera con i fantasmi, oltre a una stramba avventura che sta pian piano prendendo forma.

Inutile dire che sono già affezionata a Gwendolyn e preoccupata per lei che le possa accadere qualcosa. E come lei, sono caduta anch’io nel fascino di Gideon, che potrebbe quasi diventare il mio personaggio maschile preferito, facendo le scarpe al povero Jace di Shadowhunters.

Ma non posso espormi oltre, d’altronde questo era soltanto il primo libro!

Voto: 4/5

Le letture di Francesca

Shadowhunters: Lady Midnight

Titolo: Lady Midnight

Autore: Cassandra Clare

Editore: Simon & Schuster

Collana: –

Pubblicazione: 2016

Edizione: prima edizione, 2016

There was beauty in the idea of freedom, but it was an illusion. Every human heart was chained by love.

C’era della bellezza nell’idea di libertà, ma era anche illusione. Tutti i cuori sono incatenati dall’amore.

Mi sembra doveroso iniziare dicendo che la mia tesi triennale è stata sul fenomeno Cassandra Clare e che, proprio per questo, sono piuttosto critica su qualunque sua opera. Mi piacciono, non fraintendetemi, ma dopo centotrenta pagine di studio ha iniziato anche ad uscirmi dalle orecchie. Vi giuro che avevo letto tutto ciò che c’era da leggere. Quando è uscito Signora della Mezzanotte (titolo originale Lady Midnight, nda) tutto volevo tranne che leggerlo, l’ho comprato e l’ho messo in libreria nella sua versione originale inglese. A distanza di tre anni: eccomi qui.

Delusa.

Delusa non perché non sia un bel libro. Per chi ama il fantasy, i romanzi Young Adult e le storie un po’ romantiche è molto bello. Delusa perché rispetto ai libri precedenti è scadente. Scade la storia, i personaggi si ripetono, sembra che tutto si sia cristallizzato e che nonostante degli elementi nuovi ci siano, ricadano nello scontato.

Ho amato molto gli otto libri precedenti, soprattutto la serie The infernal devices, prequel della successiva The mortal instruments.

Credo sia un grosso problema continuare per tanto tempo su una stessa saga perché la si banalizza. La scrittura è sempre vivace, è sempre la Clare: umorismo allo stato puro, sentimento e azione, tuttavia non riesco più ad avere lo stesso entusiasmo.

Per ora Emma e Jules mi piacciono, mi ricordano molto Clary e Jace, sempre presenti. Però non riesco ad amarli.

Adesso vi dico solo questo, il mese prossimo vi parlerò del secondo libro e vi svelerò qualcosa in più, sperando ci sia qualcosa da svelare.

Voto: 3.5/5

Disclaimer: a causa di una distanza geografica proibitiva tra le due editor la foto del post ritrae solo la foto di copertina del libro preso in oggetto. Il libro è stato letto in versione cartacea, ma fotografato su supporto digitale.

Le letture di Francesca

Mai all’altezza

Titolo: Mai all’altezza. Come sentirsi sempre inadeguata e vivere felice.

Autore: Veronica Pivetti

Editore: Mondadori

Collana: Ingrandimenti

Pubblicazione: 2017

Edizione: prima edizione gennaio 2017

Perdere tutto non significa niente. Specialmente se quel tutto ti scricchiola sotto i piedi. Non è perso se lo schiacci. È lì. Sminuzzato, ma è lì. Perdere tutto non è qualcosa a cui puoi dare una faccia, un corpo. […] Tutto quello che avevi e ti era caro, è violato. Difficilissimo da raccontare. Posso solo dire che odore ha. Sa di bruciato.

Non amo i libri scritti dai personaggi pubblici, non li leggo quasi mai. Poi un nome: Veronica Pivetti. Il primo dubbio è stato, sarà proprio lei a scrivere o un ghost writer come al solito? Una volta accertatami che fosse veramente lei l’ho letto e sì, è veramente lei.

Parto col dire che io adoro Veronica Pivetti in primis come attrice, ma vi garantisco che anche come scrittrice non è niente male, si ritrova tutto quello che si ama di lei.

È un’autobiografia la sua, molto ironica e divertente, nonostante il filo rosso del racconto non lo sia per niente.

Nel 2014 una mattina si sveglia, mette un pentolino di acqua sul fornello nella sua casa in affitto, esce dodici secondi in terrazza e quando entra è scoppiato un incendio che le porterà via tutto, ad eccezione di due o tre cose. Riesce a salvare sé stessa e i suoi due amati cani scappando prima che fosse troppo tardi.

Da quel momento in poi parte il racconto e alla sventura si intreccia il suo modo esilarante di raccontare quello che gli succede intorno e quegli episodi del suo passato che non l’hanno mai fatta sentire all’altezza.

Trova una bambola e parte il ricordo di quanto l’aveva voluta tanto e di quanto ci ha messo a romperla involontariamente.

È il racconto di una bambina dinoccolata di otto anni con il trentasette di piede che crescendo diventa una donna simpaticamente goffa e timidamente insicura che prende tutto ciò che ha e cerca di mettere delle toppe qua e là con la sua arte.

La Pivetti scrive e ti senti parte della sua famiglia, sembra che sia una zia, una sorella maggiore o la vicina che quando sei triste ti porta la tua torta preferita. È rassicurante, tutto passa, anche quando apparentemente ti sembra di non avere più niente. È un esempio, nel suo piccolo, per tutte quelle persona che si sentono sempre inadeguate, mai abbastanza, mai all’altezza. Che poi cosa vuol dire essere all’altezza? Ognuno ha la propria e bisogna accettarla.

Lei cerca un po’ di insegnare questo al lettore, di accettarsi e di fare di tutto questo un punto di forza.

Lo consiglio? Decisamente sì, anche solo come lettura di svago. È un libricino che ti riempie la giornata.

Voto:3.5/5

Disclaimer: a causa di una distanza geografica proibitiva tra le due editor la foto del post ritrae solo la foto di copertina del libro preso in oggetto. Il libro è stato letto in versione cartacea, ma fotografato su supporto digitale.

Le letture di Martina

L’Attraversaspecchi: Fidanzati dell’inverno

Titolo: Fidanzati dell’inverno

Autore: Christelle Dabos

Editore: Edizioni E/O

Anno: 2013

Edizione: prima edizione, 2018

Titolo originale: Le Passe-Miroir. Livre 1. Les fiancés de l’hiver

Traduttore: Alberto Bracci Testasecca

Mi sono lasciata trascinare nella lettura di questo fantasy soprattutto dalla copertina e, poi, dalle chiacchiere che ne sono state fatte in rete. Insomma, ero alla ricerca di un libro travolgente ed eccolo qui!

L’autrice ti trascina in questo mondo fatto di persone dalle incredibili capacità e da oggetti con una loro anima attraverso una scrittura ricca di contenuti e dettagli, quasi come se non volesse lasciare niente al caso. Il lettore, quindi, si trova come Ofelia, la nostra protagonista, a dover affrontare qualcosa di molto più grande di lei. E lo affronta mettendo in gioco tutta se stessa, mettendosi a nudo di fronte alla capacità di reagire e all’incapacità a volte di non poter fare in altra maniera.

E’ uno di quei libri che riesce a tenerti incollato alle pagine, mentre il resto della vita scorre senza scalfirti nemmeno un po’. E’ un’avventura semplice, ma ricca di impatto emotivo che porterà la nostra protagonista alla scoperta di se stessa. Una storia che lascia in sospeso: cosa accadrà alla giovane Ofelia quando finalmente incontrerà il sire Faruk? Per scoprirlo, devo aspettare di leggere il secondo volume, Gli scomparsi di Chiardiluna.

Voto: 5/5

Le letture di Francesca

Perduti nei quartieri spagnoli

Titolo: Perduti nei Quartieri Spagnoli

Autore: Heddi Goodrich

Editore: Giunti

Collana: Scrittori Giunti

Pubblicazione: 2019

Edizione: prima edizione, gennaio 2019

«E perché sei venuto a Napoli?»

Domanda ipocrita, perché era stata rivolta mille volte a me, come se la mia risposta potesse giustificare il perché di tutti noi eravamo là. E infatti Napoli non era mai una scelta. Era un regalo che ti veniva imposto con le spalle al muro, una questione di nascita o di destino.

 

La puzza invadente dei vicoli pieni di spazzatura, i semafori sempre rotti; tanto a cosa servono se poi passi sempre con il rosso? La Goodrich riesce a descrivere la Napoli sregolata, esagerata e sublime di cui si è innamorata nel suo periodo di studi universitari.

Quanto ci sia o meno di biografico in questo romanzo non posso saperlo, ma so che non ho mai amato una storia così tanto. Heddi, o Eddi per i suoi amici italiani, dei Quartieri Spagnoli si è innamorata veramente e si è innamorata veramente anche di un Pietro qualsiasi. Si fa veramente molta fatica a non affezionarsi alla protagonista e a non sentire tutto quello che lei sente.

La scrittura è viva, reale esattamente come lo è Heddi che cresce e matura ogni capitolo che passa.

È la storia di un amore nato per caso, rafforzato dal destino, andato avanti con le ginocchia sbucciate, finito per delle scelte codarde e rimasto sopito come quella cenere che ancora è calda, ma non accenna a raffreddarsi.

È anche la storia di una città, di un quartiere, che nonostante tutto il suo chiasso e la sua confusione riesce ad ammaliarti. Non è la Napoli della Ferrante, è uno spaccato diverso e multietnico, colorato. Vi garantisco che sentirete il profumo lontano del mare e i borbottii dell’Etna.

Ho fatto fatica a chiudere il libro una volta finito, lo consiglierei soprattutto a chi sta arrivando sulla trentina e magari l’ha anche passata; a tutti quelli che hanno avuto un amore smisurato per una persona che adesso non è più nelle loro vita, a chi si innamora di quelle città che sono eterne e poi capisce che casaforse non è più neanche un luogo alla fine.

A chi ha voglia di amare ancora.

Insomma, leggetelo. Ne vale veramente la pena!

Voto: 5/5

Disclaimer: a causa di una distanza geografica proibitiva tra le due editor la foto del post ritrae solo la foto di copertina del libro preso in oggetto. Il libro è stato letto in versione cartacea, ma fotografato su supporto digitale.

Le recensioni di Ranuncolo

Ranuncolo #6: La vita inizia quando trovi il libro giusto

Titolo: La vita inizia quando trovi il libro giusto

Autore: Ali Berg & Michelle Kalus

Editore: Garzanti

Anno: 2019

F: Abbiamo rimandato così tanto questa recensione che quasi non mi ricordo più di cosa parli questo libro, se non d’amore.

M: Beh, direi che è già un buon inizio. E ti ricordi se ti era piaciuto oppure no?

Diciamo che è particolare. È da leggere. Certo, ne hanno parlato così tanto che mi aspettavo qualcosa di assolutamente diverso. Le mie aspettative sono state deluse al 100%. Non so come spiegarmi, l’ho letto velocemente non perché non avessi tempo, ma è proprio tutto molto incalzate che più che un libro sembra un film.

Mi trovi d’accordo. La trama mi piaceva tantissimo, quando l’avevo letta non vedevo l’ora che il libro uscisse. Inoltre, non ho fatto altro che leggere pareri positivi in ogni dove. Eppure, non sono soddisfatta. La storia è il classico cliché di sempre, un lui e una lei che si incontrano per caso, manco fossero Mirco e Licia. Che a me piacciono pure i cliché, ma non li vendo agli altri come oro colato.

Credo sia assolutamente pieno di cliché. La vita inizia quando trovi il libro giusto, ma qui è più: la vita inizia quando trovi l’uomo giusto. Sì, i libri la fanno da protagonisti perché se ne parla spesso, per i capitoli aperti a citazioni, ma non perché siano veramente il centro. Dei personaggi invece tu cosa pensi?

La caratterizzazione l’ho trovata molto banale, nessuno di loro spiccava per qualche innata capacità o peculiarità. Forse, quelli costruiti meglio sono la migliore amica e la madre: totalmente insopportabili ed ogni loro mossa rimane coerente con il personaggio costruito.

Secondo me invece sono tutti completamente fuori da ogni normalità per la loro stravaganza. Un personaggio stravagante va bene, ma quando lo sono tutti all’interno dello stesso romanzo qualcosa stona e questa stonatura rimane costate. È come avere una cimice che gironzola in salotto sbattendo di continuo contro la lampada accesa. E sotto ci sei tu.

E tu sai BENE quanti problemi ho io con le cimici.

Con questo non posso dire che mi stiano tutti antipatici, però la maggior parte. Se ne salvano due o tre.

Sì, forse la tartaruga.

Non essere così negativa, non ti può piacere l’unico “personaggio” che non arriva alla fine.

Ah no? Beh, peccato! Che poi, a dirla tutta, a me la storia sarebbe anche piaciuta; ormai è risaputo la passione che ho io per le storie d’amore banali e piene di cliché. Credo che il problema di fondo sia stato il prima, la vendita. Ha messo in allerta le mie aspettative e poi ha fatto in modo che crollasse tutto.

Sì, probabilmente è così. Ammetto però che, per quanto mi riguarda, il giudizio non sarebbe cambiato. Poi, per dirla tutta, se dovessi fare anche io il tuo ragionamento il mio “prima” sei stata tu che hai scelto il libro. Io ero solo la povera vittima.

Stai dicendo, quindi, che è colpa mia?

Decisamente! Passiamo al voto?

Mi fai venire i sensi di colpa, sappilo. Il mio voto è basso, ma non troppo. Colpa delle aspettative deluse. Do un 2!

Nonostante quanto detto lo consiglierei perché è sicuramente brillante e divertente, una lettura un po’ di svago. Darei tre su cinque questa volta.

Vedi, alla fine sei anche più brava di me.

Non posso mica sempre essere il poliziotto cattivo!

P.S.: se siete interessati a farci leggere qualcosa di vostro per avere una piccola recensione e un po’ di pubblicità, non esitate a contattarci!

Pensieri alla rinfusa

BENVENUTO MARZO…!

Grandi cambiamenti in questo mese in casa Appunti di libri. Ebbene sì, perché a partire da questo marzo, il blog si amplierà: cambia leggermente il nome e insieme a me, Martina, si unisce anche Francesca! Fino a poco tempo fa, leggevate di lei soltanto nelle recensioni di Ranuncolo, mentre da adesso avrà un piccolo spazio tutto suo, con libri tutti suoi da recensire.

I cambiamenti sono ancora in corso, infatti stiamo pensando e progettando diverse soluzioni per cercare di ampliare questo nostro progetto e di plasmarlo il più possibile a nostra immagine e somiglianza. Come sempre, per ogni articolo sul blog, creeremo un post anche su Instagram e, a tal proposito, ci tengo a precisare che per ragioni logistiche  (abitiamo a circa 150 chilometri di distanza l’una dall’altra) le foto delle letture di Francesca saranno tutte, o per la maggior parte, in formato digitale, riprese su cellulare o tablet, in quanto la fotografa delle due sono io!

Passiamo, ora, alle cose più importanti: le nostre tbr.

Cosa leggerà Martina? Per il mese di marzo ho deciso di leggere Fidanzati dell’inverno di Christelle Dabos; Harry Potter e la pietra filosofale per proseguire il percorso ormai iniziato dall’inizio dell’anno. Infine, ho intenzione di iniziare la trilogia delle Gemme di Kerstin Gier, perché è davvero troppo tempo che aspetta di essere letto.

Cosa leggerà, invece, Francesca? Lei ha scelto: Perduti nei quartieri spagnoli di Heddi Goodrich; Lady Midnight di Cassandra Clare, la versione in lingua originale. Sarà lei, infatti, ad occuparsi delle recensioni degli ultimi capitoli della saga di Shadowhunters. Infine, Mai all’altezza di Veronica Pivetti.

Da non dimenticare, poi, la lettura di Ranuncolo. Per questo mese abbiamo scelto L’isola dell’abbandono, l’ultimo libro di Chiara Gamberale, edito da Feltrinelli.

Come sempre, rinnovo l’invito ad eventuali autori, emergenti e non, che hanno voglia o piacere a farci leggere qualcosa, a scriverci senza esitazione!