Le letture di Martina

Nuove letture, nuovi generi

Titolo: Pista nera

Autore: Antonio Manzini

Editore: Sellerio editore Palermo

Pubblicazione: 2013

Edizione: Trentatreesima, 2016

Pista nera è il primo romanzo della serie che vede come protagonista il vicequestore Rocco Schiavone, un poliziotto che odia il mestiere che fa e lo si capisce subito dalle prime apparizioni nelle pagine di questo romanzo.

Il libro rientra nel genere dei romanzi gialli, pubblicati da Sellerio, infatti si apre subito con un caso di omicidio che mette a dura prova le abilità del Dottor Schiavone, anche se lui non smentisce la sua fama di ottimo investigatore e tassello dopo tassello riesce a mettere dietro le sbarre gli assassini.

Il caso è costruito molto minuziosamente e il lettore si trova ad affrontare ogni singolo passaggio compiuto dal vicequestore, rimanendo però esterno ai fatti, quindi non venendo quasi mai a conoscenza dei pensieri del protagonista. In questo modo, fino all’ultimo, non si capisce chi sono i colpevoli.

Raramente mi cimento con questo genere di libri, nonostante la mia libreria ne ospiti diversi volumi. Questo, in particolare, mi era stato consigliato, ma ho fatto non poca fatica ad arrivare alla fine. La suspense è chiaramente inesistente, in quanto giallo poliziesco, e ho trovato la modalità di scrittura dell’autore particolarmente lenta, secondo i miei gusti.

Non nego che la costruzione dei fatti e dei personaggi sia a regola d’arte e credo sia anche per questo che il genere piace molto.

Voto: 3/5

Le letture di Martina, Pensieri alla rinfusa

Insoddisfazioni…

Per la NON-rubrica di questo 2019 dedicata alla lettura e rilettura della serie di Harry Potter, oggi parliamo de I crimini di Grindelwald.

O, forse dovrei dire non parliamo. Sì, perché che cosa c’è da dire? Vieni mollato a metà della storia e tanti saluti a tutti gli altri. Insomma, questa volta ci sono rimasta davvero male. Non avevo idea che I crimini di Grindelwald non terminasse con questo volume/film. Pensavo fosse finito e passata la metà del libro, ancora non era successo granché e mi rendevo conto che c’era qualcosa che non andava.

Inoltre, non sono soddisfatta perché continuo ad avere l’impressione che in questo libro non accada nulla di così eclatante.

Forse, devo però ammettere che non mi sono goduta troppo la lettura. L’ho letto davvero in maniera rapida, ma non nel senso che ho dato una scorsa alle frasi e via; nel senso che ci ho messo solo due sere per leggerlo tutto. E’ anche vero che è stata forse la prima volta in assoluto da un po’ di tempo che ho avuto il tempo di immergermi corpo e mente in una storia per qualche ora, senza dovermi preoccupare del resto. E’ anche vero, inoltre, che come screenplay si legge velocemente e fai presto a veder scorrere il numero delle pagine.

Fatto sta che resto insoddisfatta e che voglio sapere come prosegue la storia, perché così no, io non ci sto.

Quindi, quando esce il seguito? Quanto ancora dovrò aspettare, MISERIACCIA?

Le letture di Martina

Travolti da un’onda…

Buongiorno lettori!

Oggi vi parlo di un romanzo epistolare, il seguito di Le ho mai raccontato del vento del Nord. Ne avete già sentito parlare?

Titolo: La settima onda

Autore: Daniel Glattauer

Editore: Feltrinelli

Anno: 2010

Pagine: 191

Trama: Emmi e Leo: per chi ancora non li conosce, sono i protagonisti di un amore virtuale appassionante, che ha vissuto ogni sorta di emozione, a parte quella dell’incontro vero. Sì, perché dopo quasi due anni, Leo ha deciso di tagliare definitivamente i ponti con Emmi e partire per Boston, per ricominciare una nuova vita. Emmi però non si da per vinta, e riesce nell’impresa di riallacciare i rapporti con Leo. Mentre lei è ancora felicemente sposata con Bernhard, per Leo in nove mesi le cose sono cambiate, eccome: in America ha conosciuto Pamela e finalmente ha iniziato la storia d’amore che ha sempre sognato. Si sa, però, che l’apparenza inganna.

La mia opinione: quando prendo in mano il secondo volume di una storia che mi è piaciuta ho sempre un po’ paura di rimanerne delusa. “Mi piacerà?” mi chiedo continuamente. 

Ho letto Le ho mai parlato del vento del Nord qualche anno fa ormai ed ero rimasta stregata dalla storia di passione che era nata attraverso un banale ed erroneo scambio di e-mail. Così, appena mi si è presentata l’occasione di acquistare il secondo libro non ho esitato nemmeno un secondo. Tuttavia ho atteso diverso tempo prima di decidermi a leggerlo. E siccome, da un anno a questa parte circa, ho deciso di portare a termine tutte le serie cominciate e mai portate a termine, era venuto il suo turno.

Perché, alla fine, la fine è anche un inizio.

Il libro si legge veramente in pochissimo tempo, lo scambio di messaggi da parte dei due personaggi è travolgente e ti attira dentro la loro storia come un tornado. C’è una nuova evoluzione dei due personaggi ed entrambi si ritrovano a dover affrontare continuamente anche la loro vita reali, consapevoli che non esiste solo quella virtuale. 

Lascio una recensione davvero corta questa volta, perché credo che questo sia uno di quei libri assolutamente da leggere!

Voto: 5/5

Le recensioni di Ranuncolo

Ranuncolo #5: L’amica geniale – vol. 1

Titolo: L’amica geniale

Autore: Elena Ferrante

Editore: Edizioni e/o

Anno: 2011

Pagine: 400

Trama: il romanzo comincia seguendo le due protagoniste bambine, e poi adolescenti, tra le quinte di un rione miserabile della periferia napoletana, tra una folla di personaggi minori accompagnati lungo il loro percorso con attenta assiduità. L’autrice scava nella natura complessa dell’amicizia tra due bambine, tra due ragazzine, tra due donne, seguendo la loro crescita individuale, il modo di influenzarsi reciprocamente, i buoni e i cattivi sentimenti che nutrono nei decenni un rapporto vero, robusto. Narra poi gli effetti dei cambiamenti che investono il rione, Napoli, l’Italia, in più di un cinquantennio, trasformando le amiche e il loro legame. E tutto ciò precipita nella pagina con l’andamento delle grandi narrazioni popolari, dense e insieme veloci, profonde e lievi, rovesciando di continuo situazioni, svelando fondi segreti dei personaggi, sommando evento a evento senza tregua, ma con la profondità e la potenza di voce a cui l’autrice ci ha abituati. Si tratta di quel genere di libro che non finisce. O, per dire meglio, l’autrice porta compiutamente a termine in questo primo romanzo la narrazione dell’infanzia e dell’adolescenza di Lila e di Elena, ma ci lascia sulla soglia di nuovi grandi mutamenti che stanno per sconvolgere le loro vite e il loro intensissimo rapporto.

La nostra opinione: Martina e Francesca.

Questa volta ci siamo dedicate anche noi ad un romanzo che da qualche anno a questa parte, dato che è stato pubblicato nell’ormai “lontano” 2011, sta facendo grande scalpore tra i lettori di tutto il mondo, ovvero L’amica geniale. Di recente, poi, la Rai ne ha fatto anche un telefilm in prima visione. Devo ammettere che la scrittura della Ferrante è a dir poco travolgente e in un attimo sei subito lì, insieme a Lila e Lenù a giocare in mezzo ai palazzoni del rione.

Tra l’altro la mini serie è molto simile ai libri e non era così tanto scontato. Lei – o lui, dato che ancora non si sa chi sia veramente l’autore – ti porta subito dove ti vuole portare. E’ immediata. Come è immediato tutto il racconto. Quando ho comprato i libri nel 2016 credevo fossero di una noia mortale. Mi aveva attirato il caso letterario più che la storia in sé, invece poi li ho letti in un soffio.

Ho letto su internet che molti pensano, sia attraverso la lettura sia attraverso lo schermo, che ci sia addirittura dell’amore attraverso le due ragazze, che siano gelose l’una dell’altra a causa in realtà di un innamoramento. Io, però, non sono riuscita a vederlo questo innamoramento. O almeno per il momento.

Solo un appunto: Lila mi sta sulle scatole. Dal primo all’ultimo romanzo. E dove non la odio, mi fa pena. Non so cosa sia peggio.

Pena tanta, soprattutto alla fine del primo romanzo, quando si ritrova a fare una scelta per la sua stessa vita di cui lei non sa se ne è effettivamente padrona. E, forse, in quel momento si vede quanto sia fragile e piccola, perché è ancora una bambina.

E’ un personaggio triste non solo per l’estrazione sociale e le scelte di vita diverse rispetto a quelle di Elena, ma proprio perché non riesce a godersi niente, vede sempre la vita con il filtro del disprezzo verso qualcosa che nemmeno lei sa definire e trascina con sé tutti quelli che ha vicino. Non credo sia innamoramento, ma ossessione. Elena è ossessionata da Lila. Deve essere come lei o meglio di lei. Vive in corrispondenza di tutto quello che fa e sarà così anche negli altri libri. Cerca di staccarsi, ma non ci riesce. Credo che l’affetto sia un’altra cosa. L’amore quindi per me è una parola troppo grossa per descrivere il loro legame.

Anche io l’ho trovata esagerata. Così come non mi piace l’idea di ridurre l’ossessione solo a Elena. Non dimentichiamo che Lila continua a guardarla da lontano e ad un certo punto ammette persino di invidiarne le scelte di vita.

Sì, è vero anche quello. Lila però riesce sempre ad uscire da tutto a testa alta. Anche quando la testa dovrebbe metterla sotto la sabbia. Elena è un bel personaggio, non che Lila non lo sia perché è caratterizzata benissimo, ma è bellissimo in quanto umanità.

Sono d’accordo. E’ forse quella delle due che più si avvicina a come siamo noi oggi, se poi pensi che è un romanzo ambientato alla fine degli anni 50 (almeno per quanto riguarda il primo volume). Per Elena si prova tanta tenerezza.

Sono belli anche i personaggi di contorno, nel corso dei quattro libri si può vedere anche la loro crescita. Il ritmo è così incalzante che sembra quasi di essere lì a crescere con loro passando di nuovo tutte le tappe della nostra infanzia e adolescenza. Tu cosa pensi dell’uso del dialetto napoletano del libro?

Limitato, ma va bene così. Ovvero, per tutto il romanzo viene sottolineato di continuo il momento in cui i personaggi parlano in dialetto e quando parlano in italiano e viene fatto capire benissimo che l’italiano è usato pochissimo ed è usato soprattutto da Elena, quando vuole farsi un po’ notare per i suoi studi. Quindi, quando ti trovi davanti delle frasi scritte proprio in dialetto napoletano le apprezzi a pieno e sono, oltretutto, frasi di facile comprensione. Anche perché, una come me, non so se avrebbe saputo leggerlo e capirlo.

Io credo che ce ne sia troppo poco, ma che dopo tutto vada bene anche così. La narrazione non necessita di aggiungerne di altro perché ti porta subito a Napoli. Se non lo dicesse si capirebbe lo stesso. La Ferrante è magica in quel senso. Il linguaggio da un senso di appartenenza e radicalizzazione dei personaggi che si riesce a cogliere bene nel libro e ancora meglio nella miniserie interamente in dialetto.

Hai detto bene: la Ferrante è magica.

Mi piacerebbe dare un voto all’intera saga, ma lo faremo durante quest’anno di Ranuncolo. Mi limito al primo romanzo oggi e do un 5 pieno. Tu?

Io non posso ancora darlo all’intera saga perchè la mia lettura è limitata al primo volume. E ad esso do un 5 pieno anche io. Ma tu pensi che sia uomo o donna?

In molti dicono sia uomo. Io sinceramente credo sia una donna. Forse per lo pseudonimo femminile, forse perché me la immagino donna. Mi immagino proprio Elena che scrive. Non potrebbe essere altrimenti.

Mi hai rubato le parole di bocca: anche io per tutto il tempo mi sono immaginata Elena che scrive.

Vedi che amica geniale sono?

P.S.: se siete autori emergenti, o siete anche solo interessati a farci leggere e recensire il vostro libro, non esitate a contattarci!

Le letture di Martina

Benvenuto febbraio!

Buongiorno lettori!

Insomma, anche febbraio è arrivato. Il nuovo feed per Instagram è pronto e i libri sono tutti lì ad aspettare di essere letti. E in giornate come queste, in cui la neve ricopre le nostre strade, ti viene solo voglia di rintanarti in casa a leggere, leggere, leggere.

Se non fosse che devi anche andare a lavorare!

D’altronde, è anche vero che in qualche modo bisogna mangiare.

Dunque… ho ancora in lettura L’amica geniale di Elena Ferrante, che conto di finire a breve dato che mancano meno di cento pagine e di cui dovrebbe uscire la recensione molto presto, sulla serie Ranuncolo insieme a Francesca. Il mio anno è cominciato discretamente per quanto riguarda le letture. Il primo libro del 2019 è stato, infatti, Una Cenerentola a Manhattan di Felicia Kingsley, che mi è piaciuto tantissimo (di cui potete trovare la recensione qui). Subito dopo ho letto Animali fantastici e dove trovarli, lo screenplay originale scritto da J.K. Rowling, di cui non ho scritto una vera e propria recensione, ma un semplice pensiero (che potete trovare qui). Dopo aver letto il libro sono anche riuscita a convincere il mio ragazzo a guardare il film, piaciutissimo anche a lui tra l’altro! Infine, ho letto Gli omicidi dello zodiaco, primo flop lettura dell’anno. Il libro, infatti, non mi è piaciuto e ve ne parlo in maniera più dettagliata nella recensione (qui).

Insomma, al momento sono carica per il nuovo mese! A febbraio, infatti, ho inserito in tbr i seguenti libri: La settima onda, di Daniel Glattauer, seguito di Le ho mai raccontato del vento del nord, un romanzo epistolare nel quale si svolge una storia d’amore. Il primo l’ho letto qualche anno fa, quindi ho deciso che questo era l’anno giusto per leggere il secondo volume e chiudere così questa serie. In seguito, ho intenzione di leggere lo screenplay de I crimini di Grindelwald, anche questo scritto da J.K. Rowling. La mia idea quest’anno, infatti, è quella di riprendere in mano, mese per mese, i sette libri di Harry Potter. È già passato un po’ di tempo da quando li ho letti l’ultima volta, che sento la necessità di rileggerli e di godermeli a pieno. Quindi, mese per mese, assistere anche al mio ritorno tra le pagine create dalla penna di zia Jo e ogni volta ne scriverò una piccola recensione che sarà più un pensiero al riguardo.

Poi, leggerò Pista nera di Antonio Manzini, romanzo caldamente consigliato da mia suocera, che ha anche provveduto a prestarmi i primi due libri di questo autore e che io sto conservando come reliquie. L’idea è quella di avvicinarmi ad autori mai letti e a generi a me sconosciuti, come questo appunto del poliziesco italiano.

Infine, per la serie Ranuncolo, io e la Franci questo mese leggeremo insieme La vita inizia quando trovi il libro giusto di Ali Berg.

Con la sempre presente speranza di poter riuscire a mantenere la promessa di questa tbr, vi mando un abbraccio virtuale.