Ranuncolo #4: Vox

Ecco la recensione del mese di gennaio. 

Titolo: Vox

Autore: Christina Dalcher

Editore: Nord Edizioni

Anno: 2018

Pagine: 409

Trama: Jean McClellan è diventata una donna di poche parole. Ma non per sua scelta. Può pronunciarne solo cento al giorno, non una di più. Anche sua figlia di sei anni porta il braccialetto conta parole, e le è proibito imparare a leggere e scrivere. Perché, con il nuovo governo al potere, in America è cambiato tutto. Jean è solo una dei milioni di donne che, oltre alla voce, hanno dovuto rinunciare al passaporto, al conto in banca, al lavoro. Ma è l’unica che ora ha la possibilità di ribellarsi. Per se stessa, per sua figlia, per tutte le donne.

F: Posso fare l’anticonformista e partire dal voto? Un bel dieci pieno! So che da me sembra strano un dieci, però mi sento di darlo. Non mi hanno colpito i personaggi, non mi ha nemmeno colpito il plot che, alla fine della fiera, è un plot classico senza stravolgimenti particolari, ma la storia come tema trattato. Negli ultimi tre anni si è parlato tanto di femminismo, di pari opportunità, della figura della donna nella sua totalità. Questo libro ci riporta indietro di anni pur essendo ambientato in un futuro non definito. Ci riporta indietro al periodo dove la donna era vissuta solo come un’incubatrice. Le donne sono sotto controllo come lo erano le streghe di Salem. Non esiste omosessualità, indipendenza, ribellione; la donna non può leggere, non può scrivere, non può lavorare. Non può parlare. Solo 100 parole al giorno, contate da un braccialetto. Marti, 100. Scherzi? Io ne dirò da sola almeno 10.000.

M: Sono d’accordo con te. Dieci pieno solo per il tema trattato. Alla fine, in quanti poi hanno davvero il coraggio di parlare di un tema del genere? Di solito, nessuno. O meglio, c’è qualcuno che lo fa, ma sono in pochi a trattarlo come lo ha fatto la Dalcher. 10.000? Probabilmente arriviamo anche intorno alle 30.000 noi donne!

F: Senza contare le nostre note vocali, ovvio! Ha avuto il coraggio anche di far vedere quanto possa essere pericolosa la vicinanza e l’unione tra lo Stato e la Chiesa, con il suo Movimento per la Purezza. Ovviamente il termine “purezza” ci porta indietro di una settantina d’anni, come può tenerci nel presente. E’ un libro e una tematica azzeccata se ragioniamo sulla politica attuale americana.

M: Inoltre, non nego che tutto questo mi abbia fatto riflettere. Siamo nel 2019 e ancora dobbiamo batterci a fondo perchè i nostri diritti siano riconosciuti da tutti, perché ci sia quantomeno uguaglianza tra uomini e donne. Eppure, ci sono ancora milioni di PERSONE (dico persone volontariamente, perchè sono molte le donne che si sottomettono per loro volere) che hanno forti pensieri misogini, in grado di schiacciarci in un attimo. Quindi, questo mi porta a pensare: corriamo il rischio di ritrovarci anche noi con un braccialetto contaparole al polso? Spero di no. Potrei quasi scegliere un biglietto di sola andata per Marte.

F: Noi lo faremo esplodere in cinque minuti, nemmeno la scossa dopo le 100 parole potrebbe scalfirci!

M: per quanto riguarda il plot mi aspettavo molto di più, sono quasi rimasta delusa. Se non fosse per il tema trattato, il mio voto si abbasserebbe intorno al 7. Senza contare che anche il finale è stato molto scontato.

F: Penso la stessa cosa. Alla fine per innalzare la figura femminile l’uomo è passato per coglione. Non si possono avere due figure ugualmente forti? Lei è insoddisfatta, per motivi che non raccontiamo torna a lavorare, ritrova la fiamma con la quale aveva già tradito il marito. Resta con lui e alla fine il marito martoriato e cornuto si fa anche vittima sacrificale e martire. Nessuno pensa ai figli rimasti come possano stare per la morte del padre, tanto è intercambiabile, ce ne è un altro. Questo secondo me è l’unico punto a sfavore. Ripensandoci tolgo il 10 e metto un 9.

M: Ecco sì, questo è stato il punto che più mi ha delusa. La storia extraconiugale io non l’avrei inserita nella trama, perchè distoglie completamente l’attenzione dal resto e le viene data un’importanza esagerata, a mio parere. Senza contare, che lei fin dall’inizio è stressata dal dover far vivere quella brutta situazione alla figlia di sei anni e infatti non appena può tornare a lavorare, fa togliere il braccialetto anche a lei. E poi? Si perde in un bicchiere d’acqua, rischia tutto, vita della figlia tanto amata compresa, per? Una scopata? Nah. Insomma, è stato un tantino surreale quel punto. Da che non poteva fare niente a che poteva fare tutto.

F: In pratica è stata scambiata l’immagine femminile con quella peggiore maschile. Non so se mi spiego. E’ un comportamento forse più da uomo – non che noi donne ne siamo estranee sia chiaro. Ha sbagliato nel fare uno switch invece che trovare quelle diversità di genere che ci rendono simili, ma allo stesso tempo complementari. Non serve sminuire una figura per farne splendere un’altra.

M: Non posso essere più d’accordo con quello che stai dicendo.

F: L’indipendenza non sta in quanti uomini ti porti a letto o nel dire “faccio quello che voglio a discapito degli altri”, né sacrificio vuol dire per forza morire per l’altro quando l’altro neanche ti considera. E’ stata ingenua su quello. Sto scendendo ad 8. Fermami o ritorno a fare le mie consuete stragi.

M: Allora, per una volta, lascialo a me il voto più basso 😉

F: Con piacere!

M: Nonostante ciò, però, continuo a consigliare a tutti di leggere questo libro, perché fa riflettere molto sul ruolo della donna, e anche dell’uomo ovviamente, ieri oggi e domani.

Insomma, se la recensione vi è piaciuta lasciate un like a questo post e ci rivediamo a febbraio con qualcosa di nuovo. Ranuncolo si prepara a spaziare!

P.S.: se siete interessati a farci recensire il vostro libro, non esitate a contattarci in direct su Instagram, @appuntidilibri e @frahope90! See you soon!

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