Le letture di Martina

Tirando le somme di questo 2018…

Siamo, quindi, giunti alla fine di questo 2018. Quasi non mi sembra vero.

E’ stato un anno un po’ pesante, quindi sono davvero contenta che termini finalmente.

E’ arrivato, quindi, anche il momento di tirare le somme “letterarie” di questo anno.

Partiamo prima da dicembre. Dicembre non è stato proficuo come pensavo. Tra i libri letti, infatti, ci sono soltanto: Vox di Christina Dalcher di cui potrete leggere presto la recensione, scritta in collaborazione con Francesca; Hai detto trenta? di cui potete trovare la recensione qui; e Una vita sottile di Chiara Gamberale, di cui potete trovare la recensione qui. Avrei voluto portare a termine (o quantomeno proseguire) la lettura di Anna Karenina, che mi sto trascinando da diverso tempo. Vuoi o non vuoi, faccio una fatica tremenda. Non fraintendetemi: la storia mi piace un sacco, mi affascina questo mondo così diverso dal mio e il loro modo di ragionare, ma probabilmente non è il momento giusto per me, quindi ho deciso di accantonare il libro per il momento. Così, ho terminato gli ultimi giorni di dicembre senza leggere nulla di particolare, ma ne ho approfittato per portarmi avanti con i manga che avevo in arretrato da mesi.

Natale, poi, ha portato qualche libro nuovo e questo apre subito la porta della tbr di gennaio. Mi sono stati regalati i primi due volumi della quadrilogia de L’amica geniale di Elena Ferrante che non vedo l’ora di leggere e penso potrebbero far parte delle prossime recensioni di Ranuncolo, insieme a Francesca. Poi, proprio Francesca, mi ha regalato lo screen play de I crimini di Grindelwald e questo mi fa venire in mente che ancora non ho letto quello di Animali fantastici. Infine, ho ricevuto Una cenerentola a Manhattan di Felicia Kingsley, anche questo non vedo l’ora di leggerlo, proprio perché è un sacco di tempo che vorrei leggere qualcosa di questa autrice che mi incuriosisce troppo e ancora non l’ho fatto e, ultimo ma non ultimo, Come una favola di Danielle Steel.

Quindi, come dicevo, potrebbe essere all’incirca questa la mia tbr per il mese di gennaio. Speriamo di cominciare bene l’anno con delle super letture!

Sono, poi, riuscita a segnarmi il mio “best of 2018”, ovvero i libri che mi sono piaciuti di più quest’anno. L’ordine è totalmente casuale.

  • The Hate U Give, di Angie Thomas. Rientra nella mia top 3 personale di quest’anno, è stato uno dei primi libri letti e uno dei più belli che consiglio assolutamente a tutti, perché tutti dovremmo imparare un po’ più il rispetto verso il prossimo.
  • Una valigia piena di sogni, di Paullina Simons. Mentre tutti si immergevano e si immergono tuttora nella trilogia de Il cavaliere di inverno, io (da buona pecora nera) ho deciso di partire a scoprire quest’autrice da questo romanzo. Ci si aspetta una cosa e si trova tutt’altro e, come accade spesso, quello di cui più abbiamo bisogno ce l’abbiamo proprio sotto i nostri stessi occhi.
  • Dopo di te, di Jojo Moyes. Quante lacrime avete versato per Io prima di te? Ecco, la stessa cosa farete con questo secondo volume. La magia creata da quest’autrice è proprio quella di lasciare ognuno di questi tre libri come una storia a sé. E, ovviamente, far sentire la mancanza di Will ad ognuna di noi come se tutte fossimo Louis Clark.
  • Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop, di Fannie Flagg. Ronzava da anni nella mia testa il titolo di questo libro e del film omonimo e quando l’ho trovato alla Feltrinelli di Pavia non potevo di certo lasciarmelo scappare. Di una bellezza unica.
  • Tartarughe all’infinto, di John Green. Solo due parole per questo autore: lo adoro! Niente da fare, ho proprio una passione senza limiti per gli Young Adult.
  • Sempre d’amore si tratta, di Susanna Casciani. Ho atteso, e atteso, e atteso. E finalmente la Casciani ha pubblicato di nuovo. Potevo non amarlo? Anche questo rientra nella mia top 3 personale. In assoluto, uno dei più bei libri letti quest’anno.
  • Tutta la vita che vuoi, di Enrico Galiano. Secondo libro del prof più social del momento. Mi è piaciuto un sacco, ma devo ammettere che il primo, Eppure cadiamo felici, mi aveva lasciato senza fiato. E, infatti, l’avevo eletto libro migliore dell’anno 2017!
  • Il contrario delle lucertole, di Erika Bianchi. Questo romanzo, edito Giunti, aveva stuzzicato la mia attenzione mentre lavoravo in libreria. Il titolo era misterioso abbastanza da volermi spingere a leggerlo. Scelta più che azzeccata. Intrecci familiari a non finire tra Italia e Francia, una piacevole scoperta.
  • Ogni giorno come il primo giorno, di Giorgia Penzo. Quando ho visto sbucare i link sponsorizzati su Facebook, sono subito stata attratta dalla scrittura di questa autrice emergente. Una volta acquistato ho aspettato diverso tempo prima di leggerlo, ma quando l’ho fatto mi sono resa conto che mi stavo perdendo un mondo intero. Giorgia Penzo ha un modo tutto suo di entrarti in testa e nel cuore e la sua Petra non è da meno. Anche lui rientra nella mia top 3 di quest’anno.
  • Ink, di Alice Broadway. Finalmente un fantasy come si deve, che lascia con l’amaro in bocca per come finisce, perché vorresti leggere subito il seguito. E invece no, per il seguito mi tocca aspettare!
  • Vox, di Christina Dalcher. Piacevole scoperta, piacevole romanzo ambientato in un futuro apocalittico, non troppo difficile da immaginare (purtroppo!) in cui le donne sono trattate come suole da scarpe. Si legge tutto d’un fiato e tiene incollati fino all’ultima parola.

Per concludere, vorrei parlarvi dei buoni propositi che mi sono prefissata per questo 2019. Vorrei, innanzitutto, leggere almeno 50 libri: quest’anno sono arrivata a 47, non pretendo troppo, giusto un minimo. Ma soprattutto, vorrei leggere tanti classici e tanti gialli/thriller. E questo proposito va subito a scontrarsi con l’ultimo, ovvero quello di fare in modo di diminuire la lista di libri da leggere che ho casa, dal momento che non ho poi così tanti classici e gialli a casa.

Il problema, comunque, non è mai prefissarsi degli obiettivi, dei buoni propositi. Il problema è riuscire a mantenere ciò che si è detto! 🙂

Tanti auguri di felice anno nuovo a tutti!

Le letture di Martina

Cosa abbiamo da perdere?

Ecco, la domanda che appare sul retro del libro che ho appena finito di leggere. Cosa abbiamo da perdere?

Tre ragazze, poco più che trentenni, sull’orlo della vita che decidono di partire. 

Titolo: Hai detto trenta?

Autore: I trentenni (Silvia, Stefania e Ilaria)

Editore: Rizzoli

Anno: 2018

Pagine: 332

Trama: Lea, Andrea e Viola a scuola erano inseparabili. Poi è arrivata la vita adulta, che oggi per un trentenne può essere molto complicata, tra il lavoro che non c’è e i progetti che slittano sempre in attesa di un momento migliore (mentre tutti ti ricordano che il momento migliore, in realtà, è passato da un pezzo). Ora quel legame che tra i banchi sembrava indissolubile ha fatto posto ad altre cose: Viola sogna un figlio dal suo compagno, Lea ha un marito e un lavoro part-time, Andrea sta per andare a convivere… Ma è proprio mentre impacchetta le sue cose che ritrova un tesoro: la vecchia Smemo, piena di dediche flou, pagine sbruciacchiate con l’accendino, glitter e adesivi. E poi una lista: quella delle cose da fare prima dei trent’anni. E’ così che il trio si riunisce e parte per una vacanza folle e nostalgica, a cui si aggiunge anche Martino, in fuga da una relazione che non sa se desidera più. Quattro amici, un’auto, una Kodak usa e getta e una sola regola: vietato usare i social. Un tuffo negli anni Novanta tra le note di Cremonini e le vecchie foto sbiadite, il ricordo degli amori passati e un presente da prendere al volo. Perché la vita che sognavano, in fondo, è ancora tutta da incominciare…

La mia opinione: la prima cosa che mi viene da dire è che ero in viaggio con loro, mentre con la loro macchina partivano alla volta di Bologna e di tutte le altre tappe che hanno caratterizzato questo loro viaggio folle. Mi sono entusiasmata insieme ad Andrea, mi sono lasciata spaventare dalla trasgressione delle regole insieme a Lea e mi sono fatta prendere dalla malinconia con Viola.

Questo per dire che la storia che viene raccontata in questo libro è molto molto bella. Solo serve il tempo giusto, o meglio l’età giusta. Quando il pensiero delle cose fatte o non fatte in adolescenza ti suscita emozioni discordanti tra loro, a tratti malinconiche, a tratti divertenti. Devi essere in quella fase in cui sai che la tua vita sta cambiando, sta prendendo la forma da te desiderata, in cui sei ormai pronta per i passi importanti, per i passi dei grandi. La fase in cui ti rendi conto che ormai sei parte integrate del mondo “dei grandi”. 

Lo stile di questo libro è fluido e scorrevole, travolge il lettore fino a sentirsi parte integrante del racconto. I personaggi mantengono intatte le loro caratteristiche dall’inizio alla fine, senza mai deludere. Anzi, a volte lasciando sorpresi. 

Il finale lascia spazio a un grande punto interrogativo: cosa succederà adesso? Non ci viene ovviamente svelato, non c’è un epilogo che si svolge anni dopo. Ci si accontenta di immaginare come saranno adesso le vite di queste tre giovani donne. D’altronde, la vita è ogni giorno un grande punto interrogativo.

Cosa mi aspetto dal domani?

Il sole in faccia no

Ma in fondo io ci spero ancora

Che tu ci sia nel mio domani

E se ti incontrerò

Spero di sfiorare le tue mani

Voto: 5/5

Le letture di Martina

Vita sottile

Da troppo tempo attendeva di essere acquistato, una presenza perenne nella mia wishlist di Amazon. Finalmente, l’ho acquistato, letto, divorato, amato.

Titolo: Una vita sottile

Autore: Chiara Gamberale

Editore: Feltrinelli

Anno: 2012

Pagine: 158

Trama: Chiara Gamberale parla con tono spensierato di tutto ciò che la circonda ogni giorno, delle persone che incontra, di quelle che sanno tutto e la sostengono, e di quelle che ignorano il suo dramma quotidiano: la lotta con la bilancia, il terrore di ingrassare e il rifiuto del cibo fino a che il corpo quasi si fa aria. E la reazione incontrollata, l’assalto al frigo e la grande abbuffata, per poi sentire ancora il bisogno di svuotarsi. Dialoghi vivaci, versi senza pretese, riflessioni e prese di coscienza unite al piacere delle piccole conquiste si alternano tra tensione e dolcezza.

La mia opinione: chi mi segue da un po’, sa bene quanto sia profonda la mia passione per i libri di Chiara Gamberale, quanto io adori la sua scrittura, sempre di “pancia”, di getto e di cuore. 

Anche questa volta, non si è smentita nonostante questo sia stato il suo primo libro e io lo abbia letto a distanza di diversi anni dalla pubblicazione. 

Breve, scorrevole, pieno di tutte le emozioni viscerali che solo Chiara sa farci vivere, questo libro è scritto come una sorta di diario, attraverso cui l’autrice ci racconta del suo cattivo rapporto con la bilancia e ci mostra quei pezzetti della sua vita, persone e animali, che l’hanno portata ad essere la donna che è. 

Voto: 5/5

Le letture di Martina

Marchiati o intonsi?

Di nuovo, sono riuscita a scegliere un libro che mi ha rapita.

Titolo: Ink

Autore: Alice Broadway

Editore: Rizzoli

Anno: 2018

Pagine: 374

Trama: immagina un mondo in cui ogni tua azione, ogni evento della tua vita ti viene tatuato sulla pelle, perché tutti lo possano vedere. Immagina se avessi qualcosa da nascondere…

Non ci sono segreti a Saintstone: dall’istante in cui si nasce, successi e fallimenti vengono tatuati sulla pelle, così che tutti possano vederli e giudicarti, come un libro aperto. E proprio un libro i morti diventano: la pelle viene asportata, rilegata e consegnata ai familiari, come antidoto all’obbligo che è ancora più temibile della morte. A patto che le pagine della vita superino il giudizio del consiglio: in caso contrario il libro viene gettato alle fiamme, e con lui il ricordo di un’intera vita. Quando l’amato papà muore, Leora, sedici anni, è convinta che il giudizio su di lui sarà pura formalità, e invece si rende conto che l’uomo nascondeva dei segreti, ma che di segreti ne cela anche il Consiglio…

La mia opinione: è una di quelle recensioni che devi scrivere di getto, non appena finisci il libro. Non perché hai paura di dimenticare dei dettagli, ma perché senti soltanto il bisogno di parlarne a più non posso.

Ink è uno di quei libri che quando finisce hai subito bisogno di leggere il seguito, perché ti lascia talmente in sospeso che non puoi pensare di proseguire la tua vita senza sapere come andrà avanti la storia. Scritto molto bene, l’autrice è in grado di coinvolgere il lettore e di trascinarlo all’interno della storia, di farlo sentire parte dello stesso sistema. Una storia intricata, piena di misteri, bugie e segreti, da cui la protagonista cerca di venirne fuori.

Passo dopo passo si osserva la veloce crescita di una ragazzina a cui viene strappata via la possibilità di una vita normale.

Voto: 5/5

Le letture di Martina

Alla fenice che c’è in ognuno di noi

Titolo: Ogni giorno come il primo giorno

Autore: Giorgia Penzo

Editore: Nord Edizioni

Anno: 2018

Pagine: 357

Trama: Petra e Cloe erano diversissime – una ribelle, insicura, chiusa in se stessa; l’altra solare e amata da tutti – eppure unite da un legame profondo e sincero. E, adesso che è rimasta da sola, Petra fa una promessa alla sorella: vivrà anche per lei, s’impegnerà a migliorare e a non buttare più la sua esistenza. Niente più feste sfrenate, niente più alcol, niente più brutti voti a scuola. Ma è tutto così maledettamente difficile, con la famiglia che cade a pezzi e tutto il mondo che le urla in faccia che è colpa sua se Cloe è morta in un incidente d’auto. Ma Petra non si arrende e, spinta da una forza di volontà che non sospettava di avere, affronta un percorso di rinascita, aiutata prima da Lore, una compagna di classe scozzese arrivata in Italia per uno scambio culturale, e poi da Dario, uno studente universitario che le fa ripetizioni di matematica in vista dell’esame di maturità. Dario, un ragazzo enigmatico e affascinante, che la sorprende in ogni occasione e che le apre le porte di un futuro nuovo, radioso. Ma che allo stesso tempo nasconde un passato oscuro che presto tornerà a reclamare il suo prezzo, mettendo in discussione tutto ciò che Petra ha costruito fino a quel momento… I problemi a scuola, il rapporto con i genitori, l’amore, le fughe, i traguardi, le delusioni, il bisogno di trovare il proprio posto nel mondo: per Petra, senza più Cloe ma con Dario al suo fianco, ogni giorno sarà come il primo giorno della sua nuova vita.

La mia opinione: finalmente un libro che mi coinvolta e sconvolta dall’inizio alla fine. Giorgia Penzo è stata in grado di farmi piangere, ridere, sorridere, commuovere, arrabbiarmi ed essere felice in ogni singola pagina di questo libro-diario. 

C’è un po’ di ognuno di noi all’interno di questo romanzo. C’è un po’ di ognuno di noi in Petra. E’ un libro che mostra la rinascita, che ci fa capire quanta forza possediamo all’interno del nostro essere, della nostra anima e che sarà ciò che poi ci farà restare in piedi quando ci ritroveremo a un passo dal crollare.

Era davvero da qualche mese che non mi capitava di leggere un libro così bello e sono contenta che questa volta le mie aspettative non mi abbiano deluso.

La trama è forte e regge bene anche sulle pagine di un diario, giorno dopo giorno si scopre come la protagonista riesca a risollevarsi dalle sue ceneri come solo una fenice è in grado di fare. L’autrice è stata molto brava, il suo stile di scrittura è scorrevole e in un attimo ti ritrovi a metà del libro e non sai come hai fatto ad arrivarci e sai già che sarà dura lasciarsi alla fine. Perché sì, questo è uno di quei libri che alla fine lascia il vuoto.

Entra ufficialmente a fare parte della serie dei miei libri preferiti, sicuramente uno dei più belli che ho letto quest’anno.

Voto: 5/5

Le letture di Martina

Aggiornamento letture

Insomma, ci siamo. Siamo a dicembre. Mi sembra quasi impossibile che franano molto festeggeremo già la fine di questo anno.

Ma scriverò un post parlando di questo 2018 più avanti, adesso cerco di non perdermi troppo.

Sono davvero davvero contenta di essere riuscita a rispettare la tbr che mi ero prefissata il mese scorso. Anche se Ink di Alice Broadway devo ancora finire di leggerlo, per me fa parte ancora del mese di novembre. Insieme a Ink, ho quindi letto: Il libro dei Baltimore di Joel Dicker (di cui potete trovare la recensione qui), Mi sposo a New York di Cassandra Rocca (di cui trovate la recensione qui), Tre ragazze in fuga dalla realtà di Marina Cappelli (recensione qui) e Domani sarà un giorno migliore di Francesco Merlin (recensione qui). Per quanto riguarda, invece, Ink e Ogni giorno come il primo giorno di Giorgia Penzo potrete leggere le recensioni questo mese.

Inoltre, sono riuscita anche a finire il manga di Sailor Moon, che devo dire mi è piaciuto davvero molto, sicuramente più del cartone, anzi anime.

Anche questo mese, invece, non sono riuscita a rimanere lontana dagli acquisti: infatti, mi sono portata a casa, da una retata in Giunti al Punto, Hai detto trenta? scritto da alcune giovani Trentenni (sì, giovani perché ormai ne faccio parte anche io, e io sono CCCCIOVANE!) e Una vita sottile di Chiara Gamberale.

Questi due libri entrano ovviamente subito nella tbr di dicembre. A questi, poi, si aggiungono Vox di Christina Dalcher, di cui scriverò la recensione in collaborazione con Francesca (prima o poi dovrai svelarti, non puoi continuare a rimanere nell’anonimato!) e (sarebbe anche ora) Anna Karenina di Tolstoj. Ebbene sì, questo mese ho optato per una lista più corta proprio per dare spazio a questo libro decisamente più impegnativo degli altri!

Per tutto il resto non mi resta che dirvi… stay tuned!