Le letture di Martina

Domani sarà un giorno migliore?

Il punto di domanda nel titolo era d’obbligo.

Titolo: Domani sarà un giorno migliore

Autore: Francesco Merlin

Editore: self-publishing

Trama: Due amici, anzi tre. Un oscuro mistero. E un siero che non avrebbe mai dovuto essere creato… Un’emozionante storia che ricorderà ad Alex e Kevin, una volta per tutte, che, comunque vada, il domani sarà un giorno migliore.

La mia opinione: avrei voglia di inserire in questa opinione tutta una serie di puntini di sospensione a indicare il mio giudizio riguardo a questo libro. Tutta una serie di puntini di sospensione che sono anche presenti all’interno del libro. 

Io non lo so cosa esattamente mi sia passato per la testa quando ho scelto e deciso di scaricare questo ebook. Per fortuna, anche questo faceva parte anche questo di una serie che ho scaricato gratuitamente.

La storia avrebbe anche potuto avere un senso, ma la scrittura sembra quella di un bambino delle medie e i personaggi sono anonimi e anomali. Per quasi l’intera durata del libro vengono raccontati fatti di ben poca importanza ai fini della trama stessa che fanno perdere e stufare il lettore. Io stessa ci ho messo più di due settimane per terminarlo. 

Il risultato è che alla fine si ha una storia senza capo né coda.

Voto: 1/5

Le letture di Martina

Cattive scelte di lettura…

Avete presente il film “Una serie di sfortunati eventi”? Ecco, io credo di essere incappata in “Una serie di sfortunati libri”, dato che quelli che leggo ultimamente mi deludono molto facilmente.

Titolo: Tre ragazze in fuga dalla realtà

Autore: Marina Cappelli

Editore: Youcanprint

Anno: 2013

Trama: quando sei adolescente e passi quell’infame periodo di scontri col mondo degli adulti; quando pare che tutto quanto, o tutti quanti ce l’abbiano con te e pretendano di insegnarti, di plasmarti, di incanalarti verso obbiettivi per i quali tu non provi interesse alcuno; quando ti guardi allo specchio e ti maledici per non essere in grado ancora di tirare fuori il meglio di te, che sai che c’è, ma anche lo specchio pare remare contro. In quel momento la smania di fuggire è grande…

Ci sono così tanti modi di evadere, più o meno sbagliati, più o meno giusti. Quando scegli di affidare i tuoi sfoghi a una penna e a un foglio, possono nascere cose che nemmeno tu sapevi di poter creare e qualche volta lasci andare quella penna e ti accorgi che essa continua ad andare sul foglio da sola.

La mia opinione: l’idea di fondo di questo libro è buona. Si tratta, infatti, di una raccolta di tre racconti, scritti dall’autrice durante appunto il suo periodo adolescenziale. Gli errori ci sono, soprattutto quelli di uno scorretto uso della punteggiatura che rendono la lettura scorrevole solo a tratti, mentre in altri si ha l’impressione di non riuscire a prendere fiato dalla presenza di troppe virgole e in altri ancora, invece, si viene bloccati da segni messi un po’ a caso.

I tre racconti non mi sono piaciuti. Sono racconti fantastici che hanno come protagonista una ragazza, diversa per ognuno dei racconti, e sono in tutti e tre i casi dei personaggi atipici, isolati, che si sentono diversi dal resto della massa e per questo non accettate. Manca, però, in tutti e tre i casi una costruzione interiore di tali personaggi. È vero che sono racconti, ma se il personaggio, a parere mio, è privo di significato, tutta la storia perde di significato.

Voto: 1/5

Le recensioni di Ranuncolo

Ranuncolo #3: La specialista

Dopo un paio di mesi di assenza, causa impegni reciproci, torniamo con una nuova recensione di coppia!

Titolo: The Chemist – La specialista

Autore: Stephenie Meyer

Editore: Rizzoli

Anno: 2016

Pagine: 540

Trama: lei lavorava per il governo degli Stati Uniti, per un’agenzia così segreta che non ha neanche un nome. È un’esperta nel suo campo, ma adesso sa qualcosa che non dovrebbe sapere, e i suoi ex capi la vogliono morta. Subito. Non può restare a lungo nello stesso posto, né mantenere la medesima identità per troppo tempo, e l’unica persona di cui si fidava è stata uccisa. Quando le viene offerta la possibilità di mettersi in salvo, in cambio di un ultimo lavoro, lei accetta, ma nel momento in cui si prepara ad affrontare la sfida più dura, si innamora di un uomo. E sarà una passione che può soltanto diminuire le sue possibilità di sopravvivenza. Mentre tutto si complica, la Specialista sarà costretta a mettere in pratica il suo “talento” come mai prima. In un mondo in cui i rapporti di fiducia mutano di continuo, dovrà muoversi con ingegno e astuzia per proteggere se stessa e l’uomo che ama.

La nostra opinione: 

M: sei già agguerrita Franci?

F: ho tutte le mie pistole cariche e sono pronta a sparare a zero come sempre!

Mi sa che questa volta saremo in due a sparare a zero, sai?

Quindi questa volta niente poliziotto buono e poliziotto cattivo?

No, direi di no. Anche la mia recensione non è positiva questa volta. Insomma, dalla sinossi mi aspettavo tutt’altro. Ero, come hai detto tu, carica di pistole per sparare al nemico, ma alla fine… chi era il nemico? A chi c’era da sparare? Cosa è successo veramente? Sono ancora qui a farmi domande per cercare di sciogliere i nodi.

Alla fine un romanzo, sempre se così si può chiamare, che sembrava potesse essere avvincente e che promettesse chissà quale storia fantastica sui servizi segreti si è rivelata la classica storia d’amore che si leggeva una volta sugli Harmony. Niente da dire su quei libricini che hanno insegnato le arti amorose a molte ragazzine negli anni ottanta e già di lì, ma in questo caso direi che ci sta.

Sì, esatto. Viene lasciato intendere che possa trattarsi di un giallo ricco di spionaggio. Invece, di tutto ciò c’è ben poco e nel giro di un centinaio di pagine ci ritroviamo immersi nella saga di Twilight. Non fraintendetemi, però: Twilight, a 17 anni, mi era piaciuto. Dopo di che, non l’ho mai più riletto per non infrangere i miei sogni adolescenziali.

Io non amo l’autrice in sé. Non ho mai amato Twilight per la sua banalità e superficialità. Melenso come pochi. Ha usato creature del fantasy solo per avere visibilità in un periodo in cui questo andava alla stragrande. Contrariamente mi era piaciuto molto “L’Ospite” dove ho iniziato a vederla più come scrittrice. Poi ho letto questo con te e se avessi avuto una pistola carica sotto mano probabilmente avrei trasformato il libro in uno scolapasta. I personaggi non esistono. Lei chi è? Che storia ha? Come si chiama il posto in cui lavora? Cosa fa esattamente? E’ una specialista nel torturare la gente con sostanza chimiche? Deve aver mangiato pesante e male l’autrice per inventarsi una storia del genere.

Paradossalmente, si sa qualcosa in più dei due fratelli, ma anche loro, alla fine della fiera, non sono costruiti per niente. Presi, buttati lì a casaccio, senza una minima connessione con il resto del mondo. Di una cosa, però, non posso lamentarmi. Il finale. Nel senso che ormai l’intero libro era caduto talmente tanto nel banale che alla fine non mi aspettavo niente di diverso, quindi non posso dire che abbia deluso le mie aspettative. Erano basse e basso è stato il risultato.

Quello è vero, sul finale date le aspettative, non ho niente da dire. La banalità è sempre quella. I fratelli costruiti meglio, ma sempre in modo confuso. Il modo in cui entra Daniel è assurdo. Anche lui non si capisce come sia entrato a far parte dei giochi. Lo scambiano per il fratello, lo mettono lì a posta per attirare il fratello? Alla fine lei è un’assassina che uccideva legalmente e che ha continuato ad uccidere dopo. Dove sta la forza in un personaggio del genere? Non c’è. Dalla Meyer non ti puoi aspettare altro che un romanzetto che non va bene neanche da leggere sotto l’ombrellone.

Non so, è l’ennesimo libro, quest’anno che mi delude. Vogliamo dargli un voto?

Esiste lo zero meno?

Purtroppo, non credo. Io posso astenermi dal votare? Ma, soprattutto, io e te, insieme, riusciremo a trovare un libro che piaccia ad entrambe?

Io spero di no, se no ci togliamo il divertimento! Allora il mio voto è 1-. E no, non puoi astenerti!

1 ma senza il meno. Solo perché di solito sono io quella che fa la parte del poliziotto buono.

Almeno alzi la media, è una cosa buona! 🙂

Cosa avremo da dire alla prossima occasione? Stay tuned!

Le letture di Martina

Segreti di famiglia

E’ istintivo: appena finisco un libro devo subito scriverne la recensione. A maggior ragione se il libro mi è anche piaciuto.

Titolo: Il libro dei Baltimore

Autore: Joel Dicker

Editore: La Nave di Teseo

Anno: 2016

Pagine: 587

Perché scrivo? Perché i libri sono più forti della vita. Sono la più bella delle rivincite. Sono i testimoni dell’inviolabile muraglia della nostra mente, dell’inespugnabile fortezza della nostra memoria.

Trama: sino al giorno della Tragedia, c’erano due famiglie Goldman. I Goldman di Baltimore e i Goldman di Montclair. Di quest’ultimo ramo fa parte Marcus Goldman, il protagonista di La verità sul caso Harry Quebert. I Goldmand di Montclair, New Jersey, sono una famiglia della classe media e abitano in un piccolo appartamento. I Goldman di Baltimore, invece, sono una famiglia ricca e vivono in una bellissima casa nel quartiere residenziale di Oak Park. A loro, alla loro prosperità, alla loro felicità, Marcus ha guardato con ammirazione sin da piccolo, quando lui e i suoi cugini, Hillel e Woody, amavano di uno stesso e intenso amore Alexandra. Otto anni dopo una misteriosa tragedia, Marcus decide di raccontare la storia della sua famiglia: torna con la memoria alla vita e al destino dei Goldman di Baltimore, alle vacanze in Florida e negli Hamptons, ai gloriosi anni di scuola. Ma c’è qualcosa, nella sua ricostruzione, che gli sfugge. Vede scorrere gli anni, scolorire la patina scintillante dei Baltimore, incrinarsi l’amicizia che sembrava eterna con Woody, Hillel e Alexandra. Fino al giorno della Tragedia. E da quel giorno Marcus è ossessionato da una domanda: cosa è veramente accaduto ai Goldman di Baltimore? Qual è il loro inconfessabile segreto?

La mia opinione: di inconfessabili segreti ce n’è più di uno e Marcus li scopre ad uno ad uno, mentre il lettore viene letteralmente catturato in un vortice di avventure ed emozioni. E’ quello che succede quando si legge un libro di Joel Dicker. La stessa cosa, infatti, mi successe lo scorso anno quando lessi La verità sul caso Harry Quebert, ad oggi ancora uno dei miei libri preferiti. 

Ad essere sincera, quando ho letto la trama, ero convinta di trovarmi davanti ad un nuovo giallo di questo autore. Il libro in questione, invece, non è un vero e proprio giallo. Si tratta semplicemente della storia della famiglia dei Goldman di Baltimore, che per cercare di salvarsi dallo sfacelo, inizia a barricarsi dietro alcuni segreti, che portano poi alla Tragedia, di cui Marcus parla in continuazione per tutto il libro.

Molti di noi cercano di dare un senso alla propria vita, ma la nostra vita ha un senso solo se siamo capaci di raggiungere questi tre traguardi: amare, essere amati è saper perdonare. Il resto è soltanto tempo perso.

Attraverso i suoi racconti, scopriamo insieme quali sono le verità che si celano dietro le scelte dei Baltimore, le invidie e le gelosie, da sempre acerrime nemiche della serenità. 

Dicker, come sempre, riesce a tenere il lettore sulle spine e fino alle ultimissime pagine non rivela assolutamente nulla di ciò che poi sarà l’evento che farà sciogliere la matassa di nodi di domande che si è formata nella vita del protagonista.

Voto: 5/5

Grazie ai libri.

Tutto era cancellato.

Tutto era dimenticato.

Tutto era perdonato.

Tutto era riparato.

Le letture di Martina

Concludere una trilogia

E con questo capitolo finale, concludo la trilogia di New York…

Titolo: Mi sposo a New York

Autore: Cassandra Rocca

Editore: Newton Compton

Anno: 2014

Trama: è possibile rinunciare per sempre a un sogno? Liberty Allen non ha dubbi: la risposta è sì. Dopo aver provato il dolore cocente di continue delusioni, ha deciso di trasformarsi in una donna razionale e controllata, ben lontana dalla ragazzina romantica e affamata d’affetto che era in passato. Adesso è serena, ha un lavoro soddisfacente ed è in procinto di sposarsi con un uomo perfetto, o almeno è quello che crede. Ha detto addio a tutto ciò che può incrinare la sua determinazione: i legami troppo profondi, le emozioni incontrollabili, il romanticismo. E il cibo, che per tanti anni è stato per lei un surrogato dell’amore. Ma quando Zack Sullivan riappare nella sua vita, ogni certezza inizia a vacillare. Perché Zack rappresenta tutto ciò che lei vuole evitare: è diventato un pasticciere di successo, è peccaminosamente attraente ed è determinato a riportare alla luce la Liberty di un tempo…

La mia opinione: terminare una saga, una trilogia, una serie, chiamatela come volete, ha sempre il suo lato nostalgico. Per un certo periodo i personaggi di questa serie mi hanno fatto compagnia e tenuto in piedi alcune delle mie serate. 

Questo terzo volume, però, è quello che mi è piaciuto un po’ meno rispetto agli altri. Ormai troppo abituata alla romanica Clover e all’impavida Zoe, non ero pronta alla rigidità del personaggio di Liberty, che nei primi due romanzi resta molto in disparte. Mi ha lasciata quasi completamente di stucco il suo essere così imperturbabile di fronte alle emozioni che prova. E non sopportavo in alcun modo quando cercava in tutti i modi di nascondersi ed evitava, quindi, di lasciarsi andare.

Per il resto, l’ho adorato: carico di romanticismo fino al punto giusto e con l’aggiunta, questa volta, di cioccolata in abbondanza! Cosa si può volere di più?

Ancora una volta, mi vedo costretta a ringraziare mamma per avermi consigliato la lettura di questi tre romanzi e per avermi fatto conoscere questa bravissima autrice. Non vedo l’ora che arrivi gennaio per poter leggere il suo nuovo romanzo L’amore secondo me.

Voto: 4/5

Le letture di Martina

Aggiornamento letture di ottobre e tbr di novembre

Here we are!

Siamo già a novembre e, a parere mio, il tempo sta passando un po’ troppo velocemente. Se penso che fra meno di due mesi è già Natale mi viene male.

In ogni caso, sono qui per aggiornarvi sulle lettura di ottobre, anche se in realtà c’è ben poco da aggiornare. Quello che ho letto questo mese lo trovate tutto recensito. Speravo di riuscire a fare qualcosa di più, ecco perché ho deciso di fare una tbr per il mese di novembre. La domanda cruciale è sempre la solita: riuscirò mai a rispettare le mie scelte?

Tra i libri che ho letto questo mese ci sono il secondo e il terzo volume della prima trilogia di Shadowhunters, Le Origini, ovvero Il principe e La principessa (di cui trovate le recensioni qui e qui). Ho poi letto Buonanotte a te di Roberto Emanuelli (recensione qui). E’ stato il mese delle alte aspettative che si sono poi rivelate un po’ più basse di quel che pensavo o speravo. Nota positiva: sono riuscita a riprendere in mano i miei adorati manga. Quindi, mi sono portata avanti con la lettura di Fruits basket e di Sailor Moon. Non appena terminerò la lettura di quest’ultimo, di cui mi mancano gli ultimi due numeri, proseguirò anche con Death Note e Le situazioni di lui e lei.

Restano indietro le letture di Anna Karenina, palesemente abbandonato, più per pigrizia, credo, che per altro, e de Il libro dei Baltimore che rientra subito nella tbr di novembre (obbligatorio direi!!).

Oltre a Dicker, per la tbr di novembre ho scelto: Ink di Alice Broadway e Ogni giorno come il primo giorno di Giorgia Penzo in cartaceo; mentre, dal Kindle, Mi sposo a New York di Cassandra Rocca, per concludere la trilogia di New York in attesa che esca il nuovo libro, Domani sarà un giorno migliore di Francesco Merlin e Tre ragazze in fuga dalla realtà di Marina Cappelli. Questi ultimi due li avevo trovati tra gli ebook gratuiti offerti da Amazon, ma non mi sono mai messa di impegno per leggerli.

Farò tutto il possibile per rispettare questa libri che ho deciso di leggere questo mese, ma non posso promettere nulla. La scadenza del contratto di lavoro si avvicina e sto cercando di concentrarmi maggiormente su quello per evitare di rimanere a casa.

Incrociate le dita per me!

A presto.