Prima o poi arrivano, no?

Ultimo libro all’interno della mia libreria di Chiara Gamberale.

Titolo: Arrivano i pagliacci

Autore: Chiara Gamberale

Editore: Mondadori

Anno: 2014

Pagine: 193

Pensa ai bruchi: loro credono oddio sto morendo e invece di lì a poco si trasformano in farfalle.

Trama: Allegra Lunare ha vent’anni, è nel momento in cui la vita, per molti, comincia: invece per lei finisce, e deve trovare il coraggio d’iniziarne una nuova. Allora Allegra scrive: non avere paura, per salvarsi l’infanzia, per non dimenticare il senso delle persone e delle cose che sono state il suo mondo fino a quel momento. Scrive una lettera ai nuovi inquilini che abiteranno la casa dove ha vissuto con la sua bizzarra famiglia, prendendo spunto dagli oggetti che rimangono nell’appartamento e da quei pochi che porterà con sé. Ognuno di essi racconta una storia: quella di suo padre, universitario rivoluzionario, e della mamma, giovanissima modella americana; la nascita di suo fratello Giuliano, con la sindrome di Down; l’amore magico tra Adriana e Matilde; l’incontro strepitoso con Zuellen; le cose che ha imparato al teatro e al circo. Fra cui la più importante: dopo il numero dei trapezi – quando trattieni il fiato e la felicità sembra spezzarsi a ogni passo – arriva sempre il numero dei pagliacci…

Più divento grande e più mi accorgo di come sia terribilmente complesso volersi bene attraverso gli anni e riuscire a rispettarsi malgrado la confidenza e l’alito che certe mattine puzza di quello che la sera prima non hai digerito e le bollette… ma non ha detto che le pagavi tu? No, no. E le taglie che aumentano, diminuiscono, comunque deludono e la televisione.

La mia opinione: con le parole di questo libro ancora fresche negli occhi, mi appresto a scrivere qualcosa di sensato che mi appartenga.

E’ peggio correre il rischio di fare una cosa male che non correrlo perché tanto la stai facendo per finta.

L’inizio non è stato dei migliori, ho letto diversi altri libri di Chiara Gamberale e devo dire che questo è quello che all’inizio mi ha lasciato più perplessa. Dovevo solo dargli il tempo di prendere il via, di lasciarmi trascinare dalle parole di Allegra sparse a manciate sul foglio. Alla fine è quello che mi ha stupita di più. Perché è un libro carico di emozioni, forse di malessere. L’unica certezza che abbiamo, come ci racconta la protagonista, è che alla fine arrivano i pagliacci. Perché, in qualche modo, è bello sapere cosa succede dopo, avere appunto la certezza che prima o poi le cose si aggiusteranno.

Voi avrete la possibilità di farcela a volervi bene senza farvi troppo del male: basta non scambiare un muro per una porta, no?

Purtroppo, scrivere una recensione di un libro di Chiara Gamberale mi risulta sempre un po’ difficile, non perché il libro non mi sia piaciuto, tutt’altro. Solo che lei è così: o la ami o la odi. O la leggi o non la leggi. Non puoi passare il tuo tempo a commentare i suoi libri. Devi leggerla, leggerla e ancora leggerla e lasciarti sopraffare dalle sue parole, che solitamente ti entrano dentro come artigli sulla pelle. Questo, per me, è Chiara Gamberale. So che esistono altri suoi libri, che ancora non ho letto, ma che ho intenzione di recuperare non appena ne avrò l’occasione. Credo sia una di quelle autrici che non stancano proprio mai.

Voto: 4/5

E allora non può esistere la paura, perché non c’è paura maggiore di quella di ritrovarci un giorno a mangiare questa merda e dire “mhhhh” e scambiare la puzza di un ordine che ci arriva per il profumo di una scelta che, dovunque va, magari anche a puttane, almeno è nostra.

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