Ranuncolo #1: Miss Peregrine e la casa dei ragazzi Speciali di Ransom Riggs

Apriamo le porte, le danze, quello che volete ad una nuova categoria su questo blog: le recensioni di “Ranuncolo“.

Ranuncolo” è il nome di un fiore e quello di un gatto rosso famoso. “Ranuncolo” è il nome di un’idea piccola ma grande, di un sogno inesplorato, di un progetto che ancora non esiste e non ha forma e che non sappiamo dove ci porterà. “Ranuncolo“, prima di tutto, siamo noi: Martina e Francesca.

Le recensioni che scriveremo in questa categoria riguardano libri che abbiamo letto insieme, più o meno a tempo e saranno scritte in uno scambio continuo di battute tra di noi, proprio come se fosse una chat.

Ready? GO!

Per prima, abbiamo scelto la saga di Ransom Riggs, Miss Peregrine e la casa dei ragazzi Speciali, edito da Rizzoli.

Trama: Jacob è un ragazzino all’apparenza normale che alla morte del nonno scopre un mondo tutto nuovo fatto di persone speciali. Inizia così il suo volo pindarico alla ricerca di spiegazioni riguardanti la vita di Abraham e di tutti quei racconti della buona notte che ascoltava quando era piccolo.

Parte per un viaggio alla scoperta di un’isoletta del Galles dopo aver trovato una lettera spedita qualche anno prima dall’ex governante di suo nonno, Miss Peregrine. Nel giro di poche ore Jacob si ritrova in un mondo dove gli anelli non sono quelli da mettere al dito, ma strani archi temporali di diverse epoche in cui il tempo viene bloccato in una determinata giornata: qui vivono i ragazzi Speciali, ci sono bambine che possono volare, pupazzetti d’argilla che prendono vita e qualcuno può maneggiare il fuoco con le mani. Eppure, questo è anche il mondo in cui i mostri esistono e solo Jacob può vederli.

Il ragazzo si innamora e dopo aver vissuto per un po’ di giorni in quello strano turbinio di avventure straordinarie il vento inizia a cambiare portando con sé una quantità esorbitante di guai. I mostri rapiscono Miss Peregrine e altre sue colleghe e lui – insieme ai suoi compagni – salpano in mare aperto per poterla recuperare: saltano da un anello all’altro incontrando animali parlanti, fratelli traditori e un altro mondo parallelo somigliante ad una prigione dove gli Speciali vivono di dipendenza.

Riuscirà Jacob a tornare a casa?

Cosa ne pensano Martina e Francesca.

Abbiamo letto questa saga, Miss Peregrine e la casa dei ragazzi Speciali, più o meno a tempo. Riprendere in mano questa storia è stato strano, un po’ come quando apri un album di vecchie fotografie di quando eri bambino e ti ritrovi immerso in ricordi lontani. Ecco, a tratti è stato questo per me: un’immersione in ricordi lontani. I ricordi non erano chiaramente i miei, ma di Jacob, un ragazzino all’apparenza normale che un giorno scopre di essere speciale.  Non so perché, ma detto così suona un po’ come l’incipit di Harry Potter, eppure sappiamo bene tutti che NESSUNO può imitare, o anche tentarci solo lontanamente, Harry Potter. I libri sono ambientati in diverse epoche temporali, in quanto ogni anello rappresenta un preciso spazio di tempo, solitamente limitato ad una giornata, in cui gli Speciali restano bloccati e non hanno così modo di invecchiare. La narrazione delle epoche temporali non è fatta in maniera minuziosa, anzi i dettagli sono proprio quelli che a mio avviso mancano all’interno di questa saga. Persino l’amore che prova Jacob, oltre ad essere passato in secondo piano per ovvie ragioni (c’è un mondo da salvare!), è reso sciatto dalle scarne descrizioni di un rapporto tra i due personaggi che non sembra formarsi veramente.

Aspetta, cosa diavolo stai facendo? Vuoi paragonarmi questa trilogia con la saga di Harry? Ma stiamo scherzando? No, Marti, non puoi farmi questo. E’ assolutamente fuori discussione! Jacob ed Emma non fanno un baffo a Ron e Hermione, tanto meno a Harry e Ginny. Qua si parla di un ragazzino che si innamora di un’ottantenne. Si parla di un amore grandissimo; lui quanto avrà, quattordici anni?

No, infatti non l’ho paragonata ad Harry. Mi sono fermata prima di averlo fatto. Niente si può paragonare a Harry. Sei la solita esagerata! 😉

E’ stato così interessante che per ricordarmi i nomi dei personaggi ho fin dovuto aprire una pagina sul web. Quindi cosa ne pensi?

Mentre leggevo il terzo volume continuavo a pensare che in libreria viene inserito in mezzo ai Fantasy, ma forse non è il posto che merita. Voglio dire, se Harry Potter (dato che lo abbiamo già nominato in precedenza) viene messo tra i libri per bambini, penso che anche questa saga si meriti quella posizione.

Sì, credo tu abbia ragione. Io sarei stata fin più cattiva. Anzi, sarò quella cattiva! Il primo sì, direi che potrebbe stare nella sezione bambini perché effettivamente è bello ed avvincente. Oddio, avvincente… Diciamo che crea curiosità. Ma per il secondo e il terzo si può parlare di un climax nella noia più totale. Per la prima volta dico: meglio il film. Anche se con il libro non c’entra nulla. Dici che per quello è meglio?

Probabilmente sì! Anche se io non posso dire la stessa cosa perché il film non l’ho mai visto e in tutta sincerità non so neanche se lo voglio vedere.

Se vuoi un giorno lo guardiamo insieme. Con un platò di birre. Di quelli grandi. Da 12.

In pratica guardiamo le birre, non il film! Sì, direi che “noia” è la parola che più si addice per descrivere questa saga. Il primo libro ricordo che mi era piaciuto. E anche il secondo devo dire che tutto sommato è riuscito a trascinarmi abbastanza. Ma con il terzo credo di aver raggiunto il colmo della sopportazione: le scene più importanti in cui c’erano battaglie, pericoli o tutto ciò che poteva tenere alto l’umore del lettore sono state trattate con una sufficienza tale da far stufare.

E’ molto semplice e tuttavia credo che neppure “semplice” sia la parola adatta. E’ a misura di bambino. O di tutte quelle persone che leggono solo una volta all’anno, che pretendono tutto e subito. Senza la minima voglia di aspettare sette od otto pagine. “Una guerra? Bene! Aspetta che la faccio iniziare a pagina 134 e la faccio finire alla metà della stessa pagina”. Semplice, veloce, da ombrellone. Senza offesa per tutti gli altri libri da ombrellone. Marti, però se non dici niente di positivo, nessuno leggerà mai questi libri, lo sai?

Beh, è qui che devi porti la domanda cruciale. Ma prima di fartela, ti chiedo un’altra cosa: dimmi un aspetto positivo. Almeno uno, dai.

Uno? Sto facendo fatica. Forse tutto il primo libro è il fattore positivo. Avrebbe dovuto fermarsi lì. Svilupparlo di più e poi chiudere.

Sai cosa è piaciuto a me? Osservare il cambiamento di Jacob. Anche se, riflettendoci, è avvenuto in un lasso di tempo brevissimo, il protagonista fa un cambiamento enorme. Passa da essere un ragazzino amorfo, ebete, che non sa cosa fare della propria vita, a qualcuno che sa prendere le sue decisioni. Con un po’ di titubanza, è vero, ma direi che può anche essere concessa ad un ragazzino di sedici o diciassette anni. Purtroppo, però, il rapporto con i genitori, che continuano a trattarlo come uno scemo, “rovina” in qualche modo questo suo cambiamento. Ed è lì che ti viene voglia di lanciare il libro fuori dalla finestra.

Ah, non ne aveva meno? Questo ti fa capire il mio livello di interesse. Sì, solo che è un cambiamento che non viene sviluppato, come se fosse stato dato per scontato. Secondo me è stato trattato male anche quello.

Viene fatto notare poco, in realtà. Perciò sì, è stato trattato male.

Quindi, cosa volevi chiedermi?

Hai ragione, è il momento della domanda cruciale: consiglieresti questo libro?

No, a meno che tu non abbia meno dell’età del protagonista principale. E tu lo consiglieresti?

No e sì. No per tutti i motivi che abbiamo elencato prima. E sì, perché la storia di per sé è bella, quindi se uno ha voglia di leggersi un Fantasy senza troppe pretese, può essere il libro giusto.

Stai facendo la politically correct?

Dici che non devo?

Diciamo che devi. Almeno tu.

Sì, hai ragione. Almeno una delle due deve farlo. Ho un’ultimissima domanda per te. Che voto daresti da 1 a 5 a questa saga?

Due, per grazia ricevuta. Tu?

Tre. Per lo stesso motivo.

Concludiamo così la nostra prima recensione “a quattro mani” che entra appunto a far parte del progetto “Ranuncolo”. Un passo alla volta e avremo sicuramente modo di dirvi di più.

Stay tuned!

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