Irresistibile Fannie Flagg

Anche se ammetto di aver avuto qualche difficoltà a capire il senso del titolo di questo libro, non posso negare che la lettura sia stata piacevole!

Titolo: Pane cose e cappuccino dal fornaio di Elmwood Springs

Autore: Fannie Flagg

Editore: Rizzoli

Anno: 1998

Pagine: 464

Trama: Dena Nordstrom è alta, bionda e bellissima, lavora come giornalista televisiva a Manhattan e la sua carriera è al massimo dello splendore. La sua vita sembra perfetta, ma in realtà Dea è sfinita dai ritmi frenetici della metropoli, ed è infelice, anche se non se ne è ancora resa conto. Ci vorrà un tracollo fisico per costringerla a una vacanza e riportarla a Elmwood Springs, la piccola e sonnolenta cittadina in cui è cresciuta. Comincia qui per Dena il viaggio in un passato che la riguarda e che sembra nascondere qualcosa che potrebbe condizionare il suo futuro. Uno per volta, i segreti della sua famiglia sfuggono dallo scrigno in cui erano gelosamente custoditi, rivelando un’insospettabile verità.

La mia opinione: è vero, la verità che si cela alla fine del libro e che permea praticamente l’intera vita di Dena è decisamente insospettabile. Forse non troppo se si pensa che stiamo parlando della società americana degli anni Cinquanta. 

(Sia chiaro, non è mia intenzione svelarvi tale verità. Leggetevi il libro!)

Lì per lì, Dena è costruita come un personaggio rispettabile, una donna in carriera tutta d’un pezzo, a tratti persino discutibile. Eppure, è solo una delle tante che sapeva dove voleva arrivare e ce l’ha fatta. E, quasi come un cliché (che nel caso della Flagg non sono mai scontati), si ritrova a dover affrontare un passato che ha tenuto nascosto per lungo tempo in un cassetto della sua mente. Ma l’unico modo per uscire dall’incubo in cui è andata a cacciarsi, è affondare le dita nelle domande senza risposta e ribaltarle fino a far saltare fuori la verità.

Mentre affronta il suo passato, si nota piano piano la fragilità che riempie il personaggio di Dena e, inevitabilmente e improvvisamente, ci si affeziona a lei, quasi fosse una casa, quasi fossimo tutti abitanti di Elmwood Springs.

L’abilità della Flagg di rendere i suoi personaggi terribilmente reali credo non abbia eguali. A tratti mi innervosiva Norma, parente di Dena a Elmwood Springs, con quel suo comportamento isterico e saccente, come se fosse la donna più intelligente e furba sulla faccia del pianeta. Per non parlare della dolcezza che ispira zia Elner, con quel modo di fare che solo le anziane zie che ci circondano hanno.

Insomma, per l’ennesima volta, Fannie Flagg ci trascina in un mondo di altri tempi e ci fa sentire parte di una storia, di una famiglia, di qualcosa di forte.

Mi restano solo qualche interrogativo, tra cui il perché del titolo, dato che nel libro si accenna solo brevemente al fornaio di Elmwood Springs. Sarei anche curiosa di sapere che risposta darebbe Dena, alla fine del libro, quindi dopo aver trovato le risposte che tanto cercava, alla domanda della sua psicologa: “Chi sei?”.

Ma nonostante questo non si può far altro che rimanere incantati dai mondi creati da Fannie Flagg.

Voto: 4/5

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