Sui passi di un mondo perduto

Non perdo tempo in chiacchiere questa volta, passo subito a raccontarvi dell’ultimo libro che ho letto, che ha subito messo radici profonde nel mio cuore.

C’è qualcos’altro che devi sempre ricordare. Ci sono persone magnifiche su questa terra, che se ne vanno in giro travestite da normali esseri umani. Non scordarlo mai, Stump, hai capito?

Titolo: Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop

Autore: Fannie Flagg

Editore: Rizzoli

Anno: 1987

Pagine: 359

Trama: Coniungando uno humor irresistibile alla rievocazione struggente di un mondo che non c’è più, Fannie Flagg racconta la storia del caffè aperto in un’isolata località dell’Alabama dalla singolare coppia formata da Ruth, dolce e riservata, e Idgie, temeraria e intraprendente. Un locale, il loro, che è punto di incontro per i tipi umani più diversi e improbabili: stravaganti sognatori, poetici banditi, vittime della Grande Depressione. La movimentata vicenda che coinvolge Ruth e Idgie, implicate loro malgrado in un omicidio, e la tenacia che dimostrano nello sconfiggere le avversità, donano a chiunque segua le loro avventure la fiducia e la forza necessarie per affrontare le difficoltà dell’esistenza.

A volte mi domando che cosa la gente usi al posto del cervello. Pensa a quei ragazzi: hanno paura di sedersi a mangiare vicino a un negro, ma divorano le uova che escono dal culo delle galline.

La mia opinioneda qualche parte, nel corso della mia esistenza, ho sempre sentito nominare questi “Pomodori verdi fritti”, senza mai comprendere esattamente di cosa si trattasse. Poi, lo scorso anno, durante una pausa dal lavoro, mi capitò di vedere uno spezzone del film, che non sono mai riuscita a finire di vedere. Ma mi era piaciuto moltissimo e ne ero rimasta affascinata. Presentava un mondo lontano anni luce da quello che viviamo noi oggi, un’epoca che non riusciremmo nemmeno ad immaginare.

La settimana scorsa, mentre gironzolavo alla Feltrinelli di Pavia (e cercavo con tutte le mie forze di trattenermi dal comprare ogni singolo libro presente), mi sono imbattuta in questa creatura di carta. Non ho saputo resistere, o forse non ho affatto voluto resistere. Doveva essere mio.

Così, l’ho portato a casa e ho cominciato subito a leggerlo. E per qualche giorno ho avuto il piacere di immergermi nella vita degli anni Trenta, in una cittadina sperduta dell’Alabama.

Se chiudi in trappola un animale selvatico, puoi star certa che morirà, ma se lo lasci libero, nove volte su dieci tornerà a casa.

E’ un libro a tratti drammatico, a tratti divertente. Divertente, perchè come succede a tutti nei periodi di crisi, cerchiamo di affrontare la vita al meglio che possiamo. La Flagg racconta le avventure di Ruth e Idgie, come se fossero vecchie conoscenze del lettore, attraverso brevi capitoli, tutti con una data ben precisa, in alcuni casi come se fossero articoli di giornale, raccolti qua e là. La storia di un’amicizia, bizzarra alle volte, che viaggia continuamente sul filo sottile dell’amore. Due persone che sono ben volute da tutti e vogliono altrettanto bene a tutti, proprietarie del Caffè di Whistle Stop, lo snodo attorno al quale si svolgono la maggior parte delle vicende. E narra anche delle difficoltà che la gente ha dovuto affrontare durante la Depressione, i barboni continuamente affamati, le persone che si aiutano gli uni con gli altri, le difficoltà che avevano le persone di colore a farsi accettare e ad adattarsi in un mondo in cui nessuno voleva accettarli.

E come contorno, l’autrice ci racconta un’altra storia di amicizia, quella tra una signora di quasi cinquant’anni, depressa e con la voglia di suicidarsi, con un’anziana ospite di una casa di riposo. Un’amicizia attraverso la quale Evelyn, riscopre la voglia di vivere e di fare qualcosa per volersi bene e accettare se stessa, mentre Ninny le racconta tutte le vicende di Whistle Stop che fanno da filo conduttore. 

Tutti e due avevano capito fin troppo bene i sentimenti dell’altro. Da quel momento in poi era cominciato per entrambi un lutto senza fine. Non che ne avessero mai parlato. Quelli che soffrono davvero non lo dicono mai.

E, fortunatamente, Fannie Flagg non lascia niente in sospeso, ma ci racconta la vita di ogni singolo personaggio presente nella storia, fino al finale, in cui per un attimo Evelyn tocca quasi con mano uno di loro.

Voto: 5/5

Una risposta a "Sui passi di un mondo perduto"

Add yours

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑

Sognare tra le pagine di un libro

Se puoi sognarlo puoi farlo

live&read

Libri, le perle di saggezza

lemillestorie

"Chi legge vive mille vite prima di morire. Chi non legge mai, ne vive una sola" (R.R. Martin)

Diario di una lettrice rampante

"Un buon romanzo inizia con una piccola domanda e finisce con una ancora più grande". -Paula Fox

Gio.✎

Avete presente quegli scomodi abiti vittoriani? Ecco. Io non vorrei indossare altro.

Adrenalibri

Siamo due amici con una forte passione per i libri, gli animali e le storie. Abbiamo aperto questo spazio per condividere le nostre letture e per confrontarci col mondo.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: