Le letture di Martina

Non piangere. La vita è bella.

Ci ho messo un po’ per terminare questo libro, ma alla fine, districandomi tra altri mondi (di recente ho scoperto i manga), ce l’ho fatta!

Titolo: Una valigia piena di sogni

Autore: Paullina Simons

Editore: HarperCollins

Anno: 2016

Pagine: 714

Trama: Chloe e Mason, Hannah e Blake. Due coppie, due fratelli, due migliori amiche. Il viaggio dopo il diploma è l’occasione per vivere una nuova avventura insieme prima che le loro vite prendano strade diverse. La prima tappa è l’Europa dell’Est e qui, tra i tesori di una terra che muove i primi timidi passi dopo il crollo dei regimi comunisti, Chloe incontra Johnny Rainbow, un misterioso ragazzo americano che gira il mondo con la chitarra sulle spalle, un sorriso sulle labbra e un oceano di segreti negli occhi.

Con lui i quattro amici attraversano in treno il vecchio mondo, in un viaggio indimenticabile che li porta nel cuore dell’Europa e nell’oscuro passato di Johnny… un viaggio che rischia di far saltare i progetti di Chloe per il futuro, che la costringe a mettere in discussione tutto ciò che era convinta di volere, che spoglia di ogni falsità il suo legame con gli amici di una vita finché non le rimane che un’unica certezza: comunque vada a finire, dopo questo viaggio le loro vite non saranno più le stesse.

La mia opinione: sono ancora annebbiata dalla fine della lettura. E per tutto il tempo, mentre leggevo, non ho fatto altro che dubitare del personaggio di Johnny. Per quanto fosse dolce, carino, gentile, c’era sempre qualcosa di lui che non mi convinceva mai.

Credevo di trovarmi di fronte un romanzo colmo d’amore nel vero senso della parola, invece non è proprio così.

È una storia drammatica in cui, sì, c’è il lieto fine, ma forse non è come ce lo si può aspettare. È questo che siamo: anime inquiete alla ricerca della nostra strada da intraprendere. Chloe pensa che la sua vita vada bene così com’è, anche se si trova a nascondere un enorme segreto con i suoi più grandi amici. E lo stesso fanno loro. Continuando a nascondersi dettagli importanti non fanno altro che alimentare una lontananza che era già in qualche modo prevista.

Non credo sia chiaro quello che voglio dire, ma non trovo neanche altre parole per dirlo. Johnny è forse stato l’effetto collaterale, ha solo fatto in modo che questi segreti venissero a galla prima del tempo. Anche se mi chiedo: esiste un tempo ben preciso per i segreti? Forse sarebbe meglio non averne.

Il peggiore di tutti è Mason. Alla fine si è rivelato una persona orribile e per lui non credo ci siano scusanti valide.

Nel complesso, comunque, il libro mi è piaciuto, anche se sono presenti alcuni errori di sillabazione, quando le parole vengono tagliate per andare a capo (non mi risulta che la parola “via” si possa spezzare 🤔). Lento e prolisso in alcuni passaggi, molto più svelta la narrazione in altri, forse è per questo motivo che ci ho messo un po’ di più a leggerlo. Posso ritenermi abbastanza soddisfatta, visto che è stato uno di quegli acquisti di impulso, solo perché ti ispirava moltissimi il titolo. Ecco, forse da sognatrice, mi aspettavo qualcosa in più al riguardo!

Voto: 3,5/5

Le letture di Martina, Pensieri alla rinfusa

Quando una cosa bella finisce.

La verità è che non ho mai ragionato molto su quale dovesse essere il mio futuro, su cosa volessi davvero dalla vita, su cosa volessi fare nella mia vita. L’unica cosa che ho dato per scontata, l’unica presenza che volevo fosse certa, era quella dei libri. Sì, i libri. E lo so che può sembrare assurdo sotto certi punti di vista, ma quello che ho imparato è che nella vita bisogna saper contare prima di tutto su se stessi, fare affidamento sulle piccole cose, creare un appoggio sulle proprie passioni per proseguire, per continuare a mettere un piede davanti all’altro, anche quando ci sembra impossibile anche solo stare in piedi.

Questo appoggio, io l’ho trovato nei libri.

Per cui, quando mi è stata data la possibilità di lavorare in Giunti, non ho esitato, sapevo perfettamente quale fosse la scelta da prendere.

E in barba a quello che mi veniva offerto, ho accettato. Quasi ad occhi chiusi.

È stata un’esperienza unica: svegliarsi al mattino e immergersi in un mondo speciale, fatto di carta, parole, storie. Un mondo che permette l’accesso a molti altri mondi, altrettanto belli, altrettanto speciali.

Ho scoperto la voglia di scoprire, di lasciarsi affascinare, di mettersi alla prova anche in quelle materie che non ci appartengono per niente, di capire, fidarsi, ricredersi.

È stato un periodo breve, ma piuttosto intenso. Ho conosciuto nuove persone, colleghi, amici; ho allargato i miei orizzonti; ho condiviso emozioni, risate, momenti, clienti insopportabili.

E anche se purtroppo quel periodo è finito, dentro porto un bellissimo ricordo: i caffè nei cambi turno con Giorgia, una sorta di rito ormai; il periodo natalizio, con le corna da renna sulla testa, proprio per sentirci in tema; i conti in chiusura che a volte non tornano e chiami mille altre sedi per fare venire il panico anche agli altri; i rifornimenti da sistemare; “mi scusi, mi può fare un pacchetto?”; “che cosa mi consiglia?” “Harry Potter, io consiglio sempre Harry Potter!”.

Conserverò sempre dei bellissimi momenti, anche quelli in cui i clienti sono un po’ noiosi (sappiamo essere delle pessime persone quando siamo clienti, davvero pessime).

Prima di chiudere, però, vorrei solo fare riflettere su un punto, che fa parte anche di questa storia: il punto vendita Giunti al Punto di Casale Monferrato ha chiuso. Ho visto persone spalancare gli occhi e guardarmi inorriditi, di fronte a ciò che gli stavo dicendo, eppure è così. È successo che abbiamo fatto fallire la cultura. E questo, inevitabilmente, mette un po’ di tristezza.

Le letture di Martina

Thug Life

The Hate U Give Little Infants Fuck Everybody.

Titolo: The Hate U Give. Il coraggio della verità

Autore: Angie Thomas

Editore: Giunti

Anno: 2017

Pagine: 405

Trama: Starr si muove tra due mondi: abita in un quartiere di colore dove imperversano le gang ma frequenta una scuola prestigiosa, soprattutto per volere della madre, determinata a costruire un futuro migliore per i suoi figli. Vive quasi una doppia vita, a metà tra gli amici di infanzia e i nuovi compagni.

Questo fragile equilibrio va in frantumi quando Starr assiste all’uccisione di Khalil, il suo migliore amico, per mano della polizia. Ed era disarmato.

Il caso conquista le prime pagine dei giornali. C’è chi pensa che Khalil fosse un poco di buono, perfino uno spacciatore, il membro di una gang, e che, in fin dei conti, se lo sia meritato.

Quando appare chiaro che la polizia non ha alcun interesse a chiarire l’episodio, la protesta scende in strada e il quartiere di Starr si trasforma in teatro di guerriglia. C’è una cosa che tutti vogliono sapere: cos’è successo davvero quella notte? Ma l’unica che possa dare una risposta è Starr. Quello che dirà – o non dirà – può distruggere la sua comunità. Può mettere in pericolo la sua vita stessa.

La mia opinione: ho letteralmente divorato questo libro. Ed è stato uno di quelli che ti lasciano svuotato di ogni emozione quando l’hai finito.

È un libro che tratta argomenti delicati, a partire dal razzismo. E mentre leggi ti ritrovi a vedere il mondo con gli occhi di qualcuno che fa parte della cosiddetta minoranza. Ti si apre letteralmente una pagina nuova, bianca, vuota, da riempire di informazioni, per cacciare via i pregiudizi, gli stereotipi, i luoghi comuni.

È un libro che parla di coraggio, di quanto ce ne voglia per fare la cosa giusta, quando questa cosa sembra essere più grande di te.

È un libro che parla d’amore, di come è in grado di superare ogni ostacolo, di vedere oltre la maschera che indossiamo, abbattere muri e difese e lasciarci nudi, scoperti e anche un po’ vulnerabili.

È un libro che parla di famiglia, quella in cui nasci, quella in cui cresci, quella che ti crei, le persone che ti stanno accanto, che ti proteggono. “Qualcosa per cui vivere; qualcosa per cui morire” si è fatto tatuare il padre di Starr, sotto il ritratto della figlia. Qualcosa per cui vale la pena combattere, dico io.

È un libro che parla di amicizia, che poi è strettamente legata all’amore e all’amicizia. Di quanto sia difficile alle volte, di come è difficile credere di avere accanto delle persone fantastiche, nonostante tutto il marcio che c’è in giro.

È un libro che parla di odio, di come è facile fomentarlo e renderlo devastante.

È un libro che parla di giustizia e di come spesso, essa non viene fatta.

È un libro che tutti dovrebbero leggere.

Voto: 5/5.

Ho in mente un po’ di idee per il blog, non appena mi saranno più chiare le metterò in pratica. Stay tuned! 😉

Le letture di Martina

…e adesso?

È solo il 2 gennaio, ma ho già una nuova lettura finita. Anzi, ad essere precisi è il 3 gennaio, perché è ormai passata la mezzanotte.

La considero la prima lettura del 2018 anche se l’ho iniziata due giorni prima che finisse l’anno. Non ha senso stare lì a pensarci troppo, intanto.

È che ci sono sette miliardi di persone, al mondo.

Ma fondamentalmente si dividono in due categorie.

Ci sono quelle che amiamo.

E poi ci sono tutte le altre.

Titolo: Adesso

Autore: Chiara Gamberale

Editore: Feltrinelli

Anno: 2016

Pagine: 216

Trama: Esiste un momento nella vita di ognuno di noi dopo il quale niente sarà più come prima: quel momento è adesso.

Arriva quando ci innamoriamo, come si innamorano Lidia e Pietro.

Sempre in cerca di emozioni forti lei, introverso è prigioniero del passato lui: si incontrano.

Rinunciando a ogni certezza, si fermano, anche se affidarsi alla vita ha già tradito entrambi, ma chissà, forse proprio per questo, finalmente, adesso… e allora Lidia che ne farà della sua ansia di fuga? E di Lorenzo, il suo “amoreterno”, a cui la lega ancora qualcosa di ostinato? Pietro come potrà accedere allo stupore, se non affronterà un trauma che, anno dopo anno, si è abituato a dimenticare?

“Ti capisco e non mi spaventi.”

“Pietro, ma sei scemo? Perché mi guardi così?”

“Cambia treno.”

“Cambiare treno?”

“Parti nel pomeriggio.”

“Perché?”

“Andiamo di là e facciamo l’amore.”

“Ma chi?”

“Tu e io.”

“E quando?”

“Adesso.”

La mia opinione: ho letto questo libro al momento della sua uscita, a febbraio 2016. L’avevo apprezzato, ma non a pieno; ero consapevole di non essere riuscita a comprendere ciò che l’autrice vuole trasmettere. Da un po’ di tempo mi sono apparse immagini e pensieri su questo libro e di recente avevo letto quelli che vengono considerati i prequel, che spiegano quindi il tormentato rapporto tra Lidia e Lorenzo: La zona cieca e Le luci nelle case degli altri.

A distanza di tempo, con la voglia giusta di immergermi in un qualcosa che sto vivendo, sono riuscita ad apprezzare la bellezza di questo libro. Chiara Gamberale non si smentisce mai e anche questa volta riesce a farci vivere emozioni molto forti attraverso i suoi enigmatici, ma non troppo, personaggi, in cui alla fine è quasi inevitabile rispecchiarsi.

Succede che fra tutte le persone che corrono e si accalorano e parlano fitto al telefonino sulla metro e ti costringono a prendere atto dell’assoluta mancanza di senso, una ti convince che invece un senso ce l’hai.

Succede che fra tutte le persone senza senso, una ti pare ce l’abbia.

La storia racconta di due persone che hanno dovuto attraversare momenti difficili nella loro vita, si sono visti rifiutati, abbandonati, e quando si incontrano, però, decidono che forse è arrivato il momento di provare ad abbassare completamente le difese. Perché ci sarà sempre qualcosa di cui aver paura, ma non esiste niente di più importante che vivere il nostro adesso. Ed è sempre una grande emozione quando riusciamo a trovare qualcuno che ci apprezza per quello che siamo, con i nostri difetti e le nostre cicatrici, come parte di un intero essere. E oltre ad apprezzarci, ci ama profondamente. Tanto da aiutarci a combattere i demoni che ci portiamo dietro dal passato e che abbiamo difficoltà a lasciar andare.

Non sono pronto, nessuno lo è, in verità?, in verità ho paura, tanto ormai è successo, e quando?, adesso.

Voto: 5/5