Chi osa vince.

Credo che manterrò questa abitudine di scrivere una frase o un particolare del libro che ho letto come titolo della recensione. Mi da l’idea che sia meno banale.

La vita è una lunga caduta, Marcus. La cosa più importante è saper cadere.

Insomma, finalmente ce l’ho fatta: ho finito La verità sul caso Harry Quebert, anche se detto così suona come se fosse stata una lettura alquanto difficile da portare a termine. Beh, non è stato affatto così. E’ vero, forse ci ho messo un po’ più di tempo del previsto, ma come ho spiegato in precedenza, è stato per altri motivi che mi sono interrotta.

Ma passiamo subito ad analizzare il libro…

Scrivere un libro è come amare qualcuno: può diventare molto doloroso.

 

Titolo: La verità sul caso Harry Quebert

Autore: Joel Dicker

Editore: Bompiani

Anno: 2012

Pagine: 770

Trama: Estate 1975. Nola Kellergan, una ragazzina di 15 anni, scompare misteriosamente nella tranquilla cittadina di Aurora, New Hampshire. Le ricerche della polizia non danno alcun esito.

Primavera 2008, New York. Marcus Goldman, giovane scrittore di successo, sta vivendo uno dei rischi del suo mestiere: è bloccato, non riesce a scrivere una sola riga del romanzo che di lì a poco dovrebbe consegnare al suo editore. Ma qualcosa di imprevisto accade nella sua vita: il suo amico e professore universitario Harry Quebert, uno degli scrittori più stimati d’America, viene accusato di avere ucciso la giovane Nola Kellergan. Il cadavere della ragazza viene infatti ritrovato nel giardino della villa dello scrittore, a Goose Cove, poco fuori Aurora, sulle rive dell’oceano. Convinto dell’innocenza di Harry Quebert, Marcus Goldman abbandona tutto e va nel New Hampshire per condurre la sua persona inchiesta.

Marcus, dopo oltre trent’anni deve dare risposta a una domanda: chi ha ucciso Nola Kellergan? E, naturalmente, deve scrivere un romanzo di grande successo.

“Marcus, sai qual è l’unico modo per misurare quanto ami una persona?”

“No.”

“Perderla.”

La mia opinione: mi sento in dovere di fare subito una premessa, ovvero quella di dire che non sono una grande lettrice di libri gialli. Thriller ancor meno. Eppure, ogni tanto ne becco qualcuno che mi attira e mi faccio contagiare, soprattutto quando ne leggo pareri su pareri tramite i gruppi Facebook o le pagine Instagram.

Impara ad amare i tuoi fallimenti, Marcus, perché saranno loro a formarti. Saranno i tuoi fallimenti a dare sapore alle tue vittorie.

Insomma, questo è stato uno dei pochi fortunati. Che cosa posso dire? Che per quanto mi riguarda, questo libro, è stato fenomenale. Mi ha stregato e non volevo più staccarmi dalla lettura.

Già dall’inizio si intuisce che la storia sarà piena di retroscena interessanti, che a poco a poco svelano i segreti più torbidi che si celano persino dietro una cittadina tranquilla come Aurora e questo non può che farci riflettere su come tutti quanti abbiamo qualcosa da nascondere, oltre al fatto che non possiamo mai conoscere veramente le persone che ci circondano.

Ho trovato molto molto bella e originale l’idea di numerare i capitoli a ritroso, oltre al fatto che per ognuno di essi c’è una piccola introduzione che riguarda i famosi 31 consigli che Harry dà a Marcus, quando gli insegna il mestiere dello scrittore. In questo modo si ha un flashback della loro amicizia e al tempo stesso un’anticipazione globale del capitolo che si sta per leggere.

“Quando arrivi alla conclusione di un libro, Marcus, devi regalare al lettore un colpo di scena finale.”

“Perché?”

“E me lo chiedi? Perché bisogna mantenere il lettore con il fiato in sospeso fino in fondo. E’ come quando giochi a carte: devi conservarti qualche asso per l’ultima mano.”

Insomma, è uno di quei romanzi che ti tiene incollato alle pagine e vuoi sapere a tutti i costi come va a finire la storia, finché non viene svelato il nome dell’assassino. E tu sei praticamente pronto a tirare un sospiro di sollievo perché pensi che finalmente ce l’hanno fatta, ma quando osservi bene ti rendi conto che mancano ancora 200 pagine alla fine del libro e anche se sai che ci sono ancora dei punti in sospeso, non puoi fare a meno di domandarti che cosa succederà ancora. 

Ed è a quel punto che… SBAM!

La situazione si ribalta ancora e ancora. Ogni pagina che giri è un nuovo colpo di scena che ti tiene nuovamente con il fiato sospeso.

I libri sono come la vita, Marcus. Non finiscono mai del tutto.

Voto: 5/5. Inevitabile, aggiungerei.

2 risposte a "Chi osa vince."

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  1. Ciao. Ho letto questo libro qualche anno fa. Ero circondata da recensioni positive ovunque… e quando dico ovunque intendo ovunque: supermercato, Goodreads, Anobii, scuola, gommone con tanto di remi in mezzo al mare. Mi sorprende trovare moltissime recensioni positive anche a distanza di anni dalla pubblicazione. Le leggo sempre volentieri, soprattutto perché questo romanzo a me non è piaciuto. Lo ritengo un mix stucchevole e scontato tra Twin Peaks e un manuale di scrittura stile Baci Perugina. Però mi interessa vedere quali sono i dettagli che gli altri lettori hanno apprezzato (e quelli che io non ho saputo cogliere). Anche se difficilmente cambierò opinione su “La verità…”, mi ha fatto molto piacere leggere la tua recensione. 😉

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