Le letture di Martina

Benvenuti ad un’altra puntata di Sentimentalisti anonimi.

Titolo: La zona cieca

Autore: Chiara Gamberale

Editore: Bompiani

Anno: 2008

Pagine: 254

Trama: Lidia, da sempre in guerra con se stessa e con gli altri per conquistare l’impossibile controllo di ogni emozione, un giorno s’innamora di Lorenzo, uno scrittore quarantenne fascinoso e arrogante. Comincia una storia d’amore fatta di bugie vere o supposte, e di tradimenti molto reali. In un crescendo di abbandoni e colpi di scena, nel continuo tragicomico cercarsi e ferirsi di Lidia e Lorenzo, all’improvviso arrivano le misteriose lettere di Brian. Sciamano deciso a farsi improbabile protettore di questa improbabile vicenda, Brian ha un’anima e un passato ben precisi, non ha un volto, ma la sua presenza si dimostrerà decisiva. Un romanzo sulla forza dell’amore che guarisce e distrugge, impossibile da abbandonare.

La mia opinione: non a tutti piace la Gamberale, è vero.

Ho trovato diverse persone che mi hanno detto di non apprezzare la sua scrittura, il suo modo viscerale di descrivere un sentimento complesso come l’amore.

Eppure io la adoro, forse proprio per il modo che ha di descrivere i sentimenti.

Con La zona cieca Chiara ci vuole mostrare fin dove l’amore può portare, i lati positivi e negativi che lascia venire fuori. Lorenzo è un personaggio discutibile, che si fa odiare fin da subito e, per quanto mi riguarda, fino alla fine della storia; mentre Lidia è una donna che crede fortemente nel potere dell’amore e riesce quasi a sconfiggere del tutto le sue paure, i suoi mostri interiori. Perchè con la forza dell’amore possiamo sconfiggere anche quelli più radicati in noi.

(Sì, se non si era capito, ci credo anche io 😉 )

E’ difficile capire perché fra tutte le voci e i modi di camminare e di fare l’amore in cui ci imbattiamo, capita quella, capita quello che ci raggiunge proprio lì, dove fa sempre freddo, e a quel punto non può che rimanere.

Ci sono stati momenti in cui ho odiato questo libro e per molte volte mi sono chiesta perché Lidia non si libera di Lorenzo da subito, quando intuisce che la situazione si fa complicata; ma poi mi sono ricordata che quando ti fai prendere dai sentimenti come fa Lidia ci vuole coraggio per aprire gli occhi e capire che la nostra vita vale molto di più, che ci meritiamo molto di più.

Il finale, poi, nel perfetto stile di Chiara: aperto ad ogni possibilità ed emozione.

Voto: 4/5, più che altro per i momenti in cui ho avuto la tentazione di lasciarlo.

P.S.: per fortune che, poi, mi sono ricordata che la Gamberale non si lascia mai!

Le letture di Martina

Amare è distruggere.

Pensavo che non ce l’avrei fatta a finire il libro in tempo per questo lunedì, pensavo che avrei avuto bisogno di qualche giorno in più. Invece, mi ha completamente catturata e ogni secondo libero era buono per tuffarmi in questo mondo.

Titolo: Shaodwhunters – Città di vetro

Autore: Cassandra Clare

Editore: Mondadori

Anno: 2009

Pagine: 574

Trama: Clary era convinta di essere una ragazza come mille altre, e invece non solo è una Shadowhunter, una Cacciatrice di demoni, ma ha l’eccezionale potere di creare rune magiche. Per salvare la vita di sua madre, ridotta in fin di vita dalla magia nera di suo padre Valentine, Clary si trova costretta ad attraversare il portale magico che la porterà nella Città di Vetro, luogo d’origine ancestrale degli Shadowhunters, in cui entrare senza permesso è proibito. Come se non bastasse, scopre che Jace, suo fratello, non la vuole laggiù, e Simon, il suo migliore amico, è stato arrestato dal Conclave, che non si fida di un vampiro capace di sopportare la luce del sole. Con Valentine che chiama a raccolta tutti i suoi poteri per distruggerli, l’unica possibilità per gli Shadowhunters è stringere un patto con i nemici di sempre: i Figli della Notte, i Nascosti e il Popolo Fatato. E mentre Jace si rende conto a poco a poco di quanto sia disposto a rischiare per Clary, lei deve imparare a controllare al più presto i suoi nuovi poteri. L’amore è un peccato mortale… forse, e i segreti del passato rischiano di essere fatali.

La mia opinione: partiamo dal titolo del post. “Amare è distruggere” è una frase all’interno del libro che una mia carissima amica mi ha nominato più volte, in quanto la sente molto vicina a sè. Non ricordo con esattezza se mi aveva detto di averla letta all’interno della saga di Shadowhunters oppure se non ne avevamo mai parlato. Fatto sta che quando l’ho letta sono rimasta colpita e l’ho scelta come titolo del post.

Chiusa questa piccola parentesi riguardante il titolo, che in fondo deve sempre avere un perchè, posso dire con fermezza che questo è, finora, il libro che mi è piaciuto di più della saga. Certo è che devo ancora leggere i prossimi, quindi non è propriamente detta l’ultima parola.

A dirla tutta, non pensavo neanche di trovare un’altra saga che mi appassionasse così tanto come era successo con Hunger Games, di cui ho divorato i tre libri nel giro di una settimana e che ogni tanto mi capita ancora di rileggerli perché li trovo assolutamente fantastici. Ecco, la saga fantasy della Clare mi ha catturata esattamente nella stessa maniera e sarei quasi disposta a correre oggi pomeriggio in libreria solo per comprare il prossimo e per buttarmi a capofitto nel seguito dell’avventura.

Potevi avere qualunque altra cosa al mondo, ma hai voluto me.

Ricco di colpi di scena fino al midollo, in questo volume c’è un grande percorso di crescita interiore dei personaggi: Simon che decide di accettare la sua condizione di vampiro e di far parte del mondo dei Nascosti; Clary che si ritrova ad affrontare una nuova verità, oltre a sentimenti contrastati nei confronti di una persona a lei cara (mi piacerebbe approfondire questa parentesi, ma rischio di fare spoiler e sicuramente in giro c’è ancora qualcuno che come me non ha letto o finito di leggere la storia, quindi non mi sembra corretto!); ultimo ma non ultimo, Jace che forse si trova di fronte al problema maggiore di tutti, capire chi è realmente.

In tutto questo, Valentine che continua imperterrito verso la conquista e il Conclave che come molti governi attuali non sa che pesci prendere e deve continuamente guardarsi le spalle dai membri corrotti che ci sono al suo interno.

La cosa bella, e strana allo stesso tempo, è la fine. Il libro si conclude in una sorta di limbo, in cui i personaggi sembrano pronti ad avviarsi al classico “vissero per sempre felici e contenti”, quindi la storia potrebbe anche concludersi qui. Eppure, si sente nell’aria che qualche tassello non è ancora al posto giusto e che le cose possono ancora cambiare. Questa è la capacità dell’autrice che porta il lettore a voler sapere cosa succede dopo.

Insomma, per dirla in parole brevi: SONO SULLE SPINE!!

Voto: 5/5

Le letture di Martina

Dedicato a chi va controcorrente ma mai controcuore.

La riconoscete?

E’ una frase scritta da Massimo Bisotti, tratta dalla dedica nel suo libro Il quadro mai dipinto, che è il libro di cui parlo oggi.

Forse il destino ha i passi casuali di due fatalità che si stavano cercando.

Titolo: Il quadro mai dipinto

Autore: Massimo Bisotti

Editore: Mondadori

Anno: 2014

Pagine: 219

Trama: Patrick è un pittore che, in una mattina di giugno, lascia Roma per ricominciare da zero a Venezia, città d’acqua e d’incanto. Prima di partire vuole dare un ultimo sguardo al quadro che ritrae la donna che ha molto amato, ma quando scopre la tela la vede vuota. Sgomento, Patrick corre all’aeroporto. Durante il volo batte la testa e all’arrivo si ritrova confuso, non riesce a ricordare il motivo per cui è partito. In tasca ha un biglietto con un indirizzo: “Residenza Punto Feliz”. Qui troverà una strana famiglia ad accoglierlo. La nuova vita di Patrick scorre tra amnesie e scoperte, finché a una festa incontra Raquel e non ha dubbi: è lei la donna sparita dal suo quadro.

Un libro sul perdersi e il ritrovarsi, sulla memoria e l’accettazione di se stessi, sull’importanza di restare fedeli al precetto più vero e necessario: “mai controcuore”.

Il Punto felice è anche sentire il rumore di una chiave nella porta di casa e sapere che è la donna che ami che torna, e che dopo anni ha intorno ai lati della bocca quelle due piccole rughe nate sorrisi che avete condiviso. Avvicinarti per baciarla sugli angoli delle labbra ogni sera, come se fosse la prima sera che ti sorprende la meraviglia, come se fosse la prima sera che ti accorgi della sua bellezza, che ti accorgi delle rughe d’espressione del suo sorriso. E capire che non ti serve davvero nient’altro e che quando non ti accorgi dei miracoli è perché tu sei il miracolo della tua vita e lei è il tuo stato d’attimo e l’attimo infinito.

La mia opinione: dunque… avevo cominciato questo libro lo scorso anno, più o meno in questo stesso periodo, ma mi sono subito accorta che non era il momento giusto. L’ho quindi messo da parte in attesa di essere ripreso.

Non esistono persone giuste o sbagliate. Esiste chi ti arriva in mente nei momenti più sbagliati e rimette tutto al posto giusto.

Oggi, dopo una settimana di lettura, non so dire se il libro mi sia piaciuto oppure no. La storia di per sé è molto bella, purtroppo però si perde un po’ nei lunghi dialoghi dei personaggi, che sembrano quasi non riprendere nemmeno fiato tra una parola e l’altra. Verso la seconda parte, invece, il susseguirsi delle vicende rendono la trama più avvincente e ti trascinano verso il finale, con un clamoroso lieto fine, che seppur prevedibile, non era per niente scontato.

Se il lieto fine non c’è quasi mai, ti regalerò sempre nuovi inizi.

Tutto quanto condito da frasi e citazioni molto molto belle, alcune delle quali mi sono rimaste decisamente sotto pelle, che in parte credo anche di star vivendo, e che provvederò immediatamente a trascrivere sulla mia Moleskine personale. 

Siamo completamente indifesi dinanzi a un sentimento folle, la stessa persona che può guarirci può massacrarci, la stessa persona che può salvarci può ucciderci semplicemente andandosene. Forse molti per questo rinunciano dopo il primo vero dolore. Non ce la fanno più a rischiare un volo d’amore. Non ce la fanno a rischiare tutto per un sorriso.

Non posso, però, ritenermi soddisfatta dalla lettura, contando anche il fatto che più e più volte ho avuto la tentazione di mollarlo di nuovo. Un po’ per orgoglio, un po’ per testardaggine ho scelto di portarlo fino alla fine. E’ un libro che analizza i sentimenti negli abissi più profondi e anche i personaggi fanno delle lunghe introspezioni anche su loro stessi: si capisce fin da subito la volontà di Patrick di arrivare a conquistare il cuore di Raquel, non solo quella di dipingerla; così come si comprende la difficoltà di Raquel nel lasciarsi andare a questa nuova occasione.

Quando non so dove sei perdo un po’ il mio senso d’orientamento. Quando ti trovo mi proteggo meglio.

La nota positiva finale, cosa sulla quale mi sono soffermata a lungo a riflettere, è che il libro trasmette un messaggio importantissimo, ovvero quello di non lasciare mai le cose in sospeso, di parlare parlare e parlare, e di non arrendersi, mai. Concetti sicuramente da non sottovalutare. 

Forse avevo bisogno soltanto di questo. Di trovare chi, con un sorriso, mi rubasse tutto quel che ero per darmi uno sguardo d’infinito. E io vorrei che la mia vita mi regalasse ancora questo, questa splendida e insostituibile moltiplicazione: te per futuro.

Voto: 3/5 – ma è un voto di cui non sono pienamente convinta. Credo che conserverò a lungo questo libro, ma per avere la possibilità di ritornare fra queste pagine e vedere se sapranno dare suggerimenti diversi e se saprò coglierne lati differenti da quelli colti ora.

Lei venne da te piena di tracce di passato, schiva, disillusa ma con quel sorriso ancora acceso di chi non si è arreso. Tu avevi solchi sulle mani, e hai scavato ancora per farne strade di fiducia dove farla camminare. E senza tutta quell’assurda gelosia di quel che è stato, con un abbraccio l’hai spogliata degli amori di ieri e lasciandola vestita della tua vita hai detto: “Quel che hai avuto prima di me lo dimenticherai. Quel che verrà dopo di me non lo vorrai più conoscere”.

Le letture di Martina

Chi osa vince.

Credo che manterrò questa abitudine di scrivere una frase o un particolare del libro che ho letto come titolo della recensione. Mi da l’idea che sia meno banale.

La vita è una lunga caduta, Marcus. La cosa più importante è saper cadere.

Insomma, finalmente ce l’ho fatta: ho finito La verità sul caso Harry Quebert, anche se detto così suona come se fosse stata una lettura alquanto difficile da portare a termine. Beh, non è stato affatto così. E’ vero, forse ci ho messo un po’ più di tempo del previsto, ma come ho spiegato in precedenza, è stato per altri motivi che mi sono interrotta.

Ma passiamo subito ad analizzare il libro…

Scrivere un libro è come amare qualcuno: può diventare molto doloroso.

 

Titolo: La verità sul caso Harry Quebert

Autore: Joel Dicker

Editore: Bompiani

Anno: 2012

Pagine: 770

Trama: Estate 1975. Nola Kellergan, una ragazzina di 15 anni, scompare misteriosamente nella tranquilla cittadina di Aurora, New Hampshire. Le ricerche della polizia non danno alcun esito.

Primavera 2008, New York. Marcus Goldman, giovane scrittore di successo, sta vivendo uno dei rischi del suo mestiere: è bloccato, non riesce a scrivere una sola riga del romanzo che di lì a poco dovrebbe consegnare al suo editore. Ma qualcosa di imprevisto accade nella sua vita: il suo amico e professore universitario Harry Quebert, uno degli scrittori più stimati d’America, viene accusato di avere ucciso la giovane Nola Kellergan. Il cadavere della ragazza viene infatti ritrovato nel giardino della villa dello scrittore, a Goose Cove, poco fuori Aurora, sulle rive dell’oceano. Convinto dell’innocenza di Harry Quebert, Marcus Goldman abbandona tutto e va nel New Hampshire per condurre la sua persona inchiesta.

Marcus, dopo oltre trent’anni deve dare risposta a una domanda: chi ha ucciso Nola Kellergan? E, naturalmente, deve scrivere un romanzo di grande successo.

“Marcus, sai qual è l’unico modo per misurare quanto ami una persona?”

“No.”

“Perderla.”

La mia opinione: mi sento in dovere di fare subito una premessa, ovvero quella di dire che non sono una grande lettrice di libri gialli. Thriller ancor meno. Eppure, ogni tanto ne becco qualcuno che mi attira e mi faccio contagiare, soprattutto quando ne leggo pareri su pareri tramite i gruppi Facebook o le pagine Instagram.

Impara ad amare i tuoi fallimenti, Marcus, perché saranno loro a formarti. Saranno i tuoi fallimenti a dare sapore alle tue vittorie.

Insomma, questo è stato uno dei pochi fortunati. Che cosa posso dire? Che per quanto mi riguarda, questo libro, è stato fenomenale. Mi ha stregato e non volevo più staccarmi dalla lettura.

Già dall’inizio si intuisce che la storia sarà piena di retroscena interessanti, che a poco a poco svelano i segreti più torbidi che si celano persino dietro una cittadina tranquilla come Aurora e questo non può che farci riflettere su come tutti quanti abbiamo qualcosa da nascondere, oltre al fatto che non possiamo mai conoscere veramente le persone che ci circondano.

Ho trovato molto molto bella e originale l’idea di numerare i capitoli a ritroso, oltre al fatto che per ognuno di essi c’è una piccola introduzione che riguarda i famosi 31 consigli che Harry dà a Marcus, quando gli insegna il mestiere dello scrittore. In questo modo si ha un flashback della loro amicizia e al tempo stesso un’anticipazione globale del capitolo che si sta per leggere.

“Quando arrivi alla conclusione di un libro, Marcus, devi regalare al lettore un colpo di scena finale.”

“Perché?”

“E me lo chiedi? Perché bisogna mantenere il lettore con il fiato in sospeso fino in fondo. E’ come quando giochi a carte: devi conservarti qualche asso per l’ultima mano.”

Insomma, è uno di quei romanzi che ti tiene incollato alle pagine e vuoi sapere a tutti i costi come va a finire la storia, finché non viene svelato il nome dell’assassino. E tu sei praticamente pronto a tirare un sospiro di sollievo perché pensi che finalmente ce l’hanno fatta, ma quando osservi bene ti rendi conto che mancano ancora 200 pagine alla fine del libro e anche se sai che ci sono ancora dei punti in sospeso, non puoi fare a meno di domandarti che cosa succederà ancora. 

Ed è a quel punto che… SBAM!

La situazione si ribalta ancora e ancora. Ogni pagina che giri è un nuovo colpo di scena che ti tiene nuovamente con il fiato sospeso.

I libri sono come la vita, Marcus. Non finiscono mai del tutto.

Voto: 5/5. Inevitabile, aggiungerei.