Quando la felicità è qualcosa che cade.

Questa volta torno con una recensione che sono davvero entusiasta di scrivere e per la prima volta, non inserisco nemmeno il titolo del libro nel titolo del post. Che caos! Sono quasi riuscita ad intortare anche me.

Beh, facciamo così: se non avete capito, passate pure oltre! 😉

Titolo: Eppure cadiamo felici

Autore: Enrico Galiano

Editore: Garzanti

Anno: 2017

Pagine: 369

Trama: Il suo nome esprime allegria, invece agli occhi degli altri Gioia non potrebbe essere più diversa. A diciassette anni, a scuola si sente come un’estranea per i suoi compagni. Perché lei non è come loro. Non le interessano le mode, l’appartenere a un gruppo, le feste. Ma ha una passione speciale che la rende felice: collezionare parole intraducibili di tutte le lingue del mondo, come cwtch, che in gallese indica non un semplice abbraccio, ma un abbraccio affettuoso che diventa un luogo sicuro. Gioia non ne ha mai parlato con nessuno. Nessuno potrebbe capire. Fino a quando una notte, in fuga dall’ennesima lite dei genitori, incontra un ragazzo che dice di chiamarsi Lo. Nascosto dal cappuccio della felpa, gioca da solo a freccette in un bar chiuso. A mano a mano che i due chiacchierano, Gioia, per la prima volta, sente che qualcuno è in grado di comprendere il suo mondo. Per la prima volta non è sola. E quando i loro incontri diventano più attesi e intensi, l’amore scoppia senza preavviso. Senza che Gioia abbia il tempo di dare un nome a quella strana sensazione che prova. Ma la felicità a volte più durare solo un attimo. Lo scompare, e Gioia non sa dove cercarlo. Perché Lo nasconde un segreto. Un segreto che solamente lei può scoprire. Solamente Gioia può capire gli indizi che lui ha lasciato. E per seguirli deve imparare che il verbo amare p una parola che racchiude mille e mille significati diversi.

La mia opinione: credo sia stata a tutti gli effetti la prima volta che mi capita. La prima volta che scelgo un libro e leggendolo scopro che mi legge dentro, dalla prima all’ultima pagina. Chiaramente, in riferimento a questo periodo.

Ho scelto questo libro quasi solo esclusivamente dal titolo. Anzi, è praticamente l’unico motivo. Quando poi ho letto la trama, sono quasi rimasta delusa che fosse un romanzetto banale.

Eppure, l’ho portato lo stesso a casa e nonostante mi ci sia voluto un po’ per leggerlo, non ho potuto fare a meno di apprezzarlo.

“Tutti in fissa con questa storia che l’amore è pazzia, le canzoni, i film… sembra sempre che quando due si amano perdano completamente il cervello e si mettano a fare cose assurde, oppure non capiscono più niente, insomma se ne stanno totalmente al buio, senza più luce, ciechi di passione eccetera.”

“E lei non crede sia così… giusto?”

“No, non è così neanche un po’. Non è che quando ami ti ammali: quando ami guarisci. Sono gli altri, tutti quelli che non amano, loro sono i pazzi, loro sono quelli fuori di testa. Quelli che amano, quelli che amano davvero, loro sono i sani, gli unici sani in un mondo di pazzi.”

La storia narra di un amore adolescenziale, ma quello in cui, alla fine, ci riconosciamo tutti. La sensibilità di Gioia mi ha colpito enormemente ed è stato inevitabile affezionarsi a lei, sperare con lei, soffrire con lei.

E nonostante tutto quello che lei subisce ha un modo tutto suo di vedere la vita, che forse può aiutare ad aprirci gli occhi, soprattutto quando vediamo o conosciamo qualcuno che se ne resta un po’ in disparte, poco partecipativo.

Il libro è suddiviso in quattro parti, ognuna delle quali è intitolata con una parola intraducibili, una di quelle che Gioia colleziona. Ho trovato questo dettaglio molto affascinante, soprattutto se si pensa che si tratta di una ragazza di diciassette anni.

L’inizio l’ho trovato un po’ lento, ma verso la metà della prima parte, il ritmo diventa subito incalzante e non vorresti mai smettere di leggere, finché non sei arrivato all’ultima pagina.

Nonostante l’anno non sia ancora terminato mi sento di dire che questo sia il libro migliore che ho letto durante questo 2017.

Voto: 5/5

P.S.: ho appena deciso che questo libro si aggiudica la mensola dei miei preferiti, che in questo momento è abitata da Avrò cura di te di Gramellini e Gamberale e Ma le stelle quante sono di Giulia Carcasi. In realtà, sulla mensola dovrebbe essere anche Petali di me di Serena Di Caprio, ma al momento si trova tra le mani di una persona da me molto amata, perché credo che quello sia il suo posto migliore.

Wenn ein Glückliches fallt.

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