Alla fine andrà tutto bene, Raquel Martos

Titolo: Alla fine andrà tutto bene (e se non va bene… non è ancora la fine)

Autore: Raquel Martos

Editore: Feltrinelli

Anno: 2013

Pagine: 267

Trama: sei settimane di silenzio forzato. Un incubo, per chi come Carla Dìaz non sa tacere un secondo. Di indole fortemente comunicativa, Carla vive di parole, non solo per il bisogno di condividere i propri stati d’animo con chi le è vicino, ma anche per lavoro, essendo una presentatrice radiofonica. Quando un’operazione alle corde vocali la costringe a rimanere in silenzio per ben sei settimane, per giunta proprio in un momento di crisi personale e professionale, per Carla – pessimista di natura – è la fine del mondo. Costretta a non parlare, ma incapace di restare in silenzio, come potrà esternare pensieri ed emozioni e mantenere i rapporti con gli altri? Aiutata da whatsapp, email e bigliettini e armata di una buona dose di inventiva e di autoironia, Carla scoprirà di saper comunicare come non aveva mai fatto prima. Fino a trovare, mettendosi veramente in ascolto, la propria vera voce. Una storia fresca e originale, con un messaggio positivo e ottimista.

La mia opinione: “E se non va bene… non è ancora la fine” dice il sottotitolo del libro. E questo può dire tutto e può dire niente, ma già di per sè ha un significato molto importante.

E’ la prima volta che leggo qualcosa di questa autrice ed è pure la prima volta che leggo un libro spagnolo. La Spagna trasuda da ogni singola pagina, a partire dai dialoghi, dalle particolari cadenze che si riconoscono immediatamente per far parte della cultura iberica, fino ad arrivare alla descrizione di Madrid, passando per i personaggi stessi che profumano di Spagna attraverso le pagine del libro.

Per tutta l’intera durata del libro l’autrice immerge il lettore nella testa e nei pensieri della protagonista, costretta al mutismo in seguito ad un’operazione alle corde vocali, e ci trascina nel vortice di parole che vorrebbe esternare e condividere con il mondo intero.

Ho trovato questo libro molto frizzante, ma allo stesso tempo con un’ampia profondità d’animo che porta inevitabilmente a riflettere e a farsi domande. La più importante, forse quella che ci poniamo tutti: stiamo vivendo davvero o sopravviviamo e basta?

Io credo di aver imparato che, qualsiasi cosa si faccia, l’importante è avere la felicità nel cuore e sentire fermamente la sicurezza di quello che si fa. E non posso che essere d’accordo con Juan: “alla fine andrà tutto bene. E se non va bene, allora non è la fine”.

Consiglierei questo libro? Assolutamente sì. Ti permette di guardarti all’interno, di riflettere come fa Carla, di pensare che è giusto rischiare, che bisogna cogliere le occasioni quando ci vengono date.

Voto: 5/5

2 risposte a "Alla fine andrà tutto bene, Raquel Martos"

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