“E a te, se sei rimasto con Harry fin proprio alla fine…”

Tutti sappiamo che cosa intendeva J.K. Rowling quando ha scritto quella dedica.

E tutti, soprattutto, sapevamo che cosa significano quelle parole: era la fine di un mondo.

La storia di Harry Potter ha riempito le case, l’adolescenza e la vita di moltissime persone e sono sincera quando dico che ancora non ho trovato una sola persona che mi abbia detto di non essere rimasta affascinata da quel magico mondo. Qualcuno storce il naso quando se ne parla, ma si tratta solo di Babbani che hanno visto solamente i film e, in tutta sincerità, non hanno decisamente idea di quello che si perdono.

Insomma, oggi è il 1 settembre.

Ma oggi, per ogni potterhead che si rispetti, non è un 1 settembre qualsiasi. Oggi non parte un qualsiasi Hogwarts Express, diretto alla scuola di Magia e Stregoneria più famosa al mondo. No.

Oggi è il 1 settembre 2017.

La cicatrice non gli faceva male da diciannove anni.

Andava tutto bene.

Sull’Hogwarts Express di oggi salgono Albus Severus Potter, Rose Weasley e Scorpius Malfoy. Iniziano una nuova grande avventura, che culmina nell’ottavo libro “Harry Potter e la maledizione dell’erede“.

La mia tesi di laurea parlava in tutto e per tutto del mago con la cicatrice a forma di saetta sulla fronte, di come è costretto ad affrontare la morte di più persone che gli sono accanto e che combattono per avere un mondo migliore, permettendogli così la salvezza che lo porterà poi alla sconfitta di Lord Voldemort.

Quello che ho appreso durante il percorso di stesura della tesi è che tutto il mondo è stato coinvolto, nel bene e nel male. Anche se è stato vietato in alcuni Paesi, anche se copie dei libri sono stati bruciati perché incitava i giovani alla stregoneria.

Eppure, la sua storia è passata oltre. Oltre i pregiudizi, oltre il fatto che fosse solo un libro per bambini.

Ancora oggi ritengo che in libreria venga collocato sugli scaffali sbagliati, che dovrebbe trovarsi in mezzo ai Fantasy veri e propri, accanto a colossi come Il Trono di Spade, e non nella zona per i lettori più piccini.

Quando mi sono ritrovata in libreria per acquistare una copia dell’ultima edizione, quella con la copertina che riporta l’immagine del castello, alla cassa la commessa mi ha chiesto se doveva fare un “pacchettino regalo”, con una voce mielosa e un sorrisetto strano. Credo di averla guardata storta per un momento e poi le ho risposto nel modo più tagliente che potevo che quel libro era per me e che non era necessario nessun pacchetto. Harry ha vinto anche in quel caso.

Vince anche quando la gente dice che è solo una storia di fantasia. Ma chi l’ha letto, chi è entrato in quel mondo e ha scelto di lasciarsi rapire, sa che non è così. Sa che si affrontano i temi più importanti della vita, dalla morte, all’amicizia, passando per l’avidità di potere.

Harry, Ron e Hermione mi hanno insegnato che è importante credere in se stessi, che bisogna imparare a tenersi strette le persone giuste, che anche quando tutto va storto ci sarà sempre un modo per raddrizzare la situazione.

Mi hanno insegnato ad essere forte, a combattere.

A sognare.

Scena finale “Harry Potter e i doni della morte – parte 2”

E non c’è davvero modo di dire come ci si sente. Senti la musica crescere, vedi il treno partire, i protagonisti restare fermi. E ti senti come se improvvisamente fosse davvero finito tutto. Non ci sarà un nuovo capitolo, un nuovo film, una nuova avventura. Quello che hai è tutto lì. E allora vorresti salire su quel treno anche tu, vedere come va avanti. Invece, resti ferma lì, con le lacrime che ti riempiono gli occhi e lo schermo che si fa nero, mentre la musica raggiunge il suo culmine. Resti lì, su quella banchina. Perché Harry, Ron e Hermione sono diventati te, o tu sei diventata loro. Fatto sta che Lord Voldemort l’hai sconfitto anche tu, hai riso della stranezza di Luna Lovegood o della sfortuna di Neville. Eri con loro nella Foresta Proibita, hai cavalcato un ippogrifo, hai salvato Sirius Black e l’hai visto morire due anni dopo, andarsene dietro il velo bianco. Hai sofferto per la morte di Cedric e ti sei sentito solo ed incompreso.

“Andava tutto bene.” dice la Rowling. No, zia Jo. Non va bene proprio per un cazzo!

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