Caro A.

Ti scrivo questa lettera perché a parole, lo sai, non sono così brava, eppure ho bisogno di esprimerti quello che sento in questo momento.

Vorrei che tu potessi vedermi quando durante il giorno ti penso, con la faccia imbambolata, persa nel vuoto. Un po’ come succede nei cartoni animati. E tu dici sempre che io sembro uscita da un cartone animato.

Vorrei che tu potessi vedermi mentre mi preparo per uscire con te, quante volte mi cambio i vestiti perché penso sempre di non essere adatta, di non essere abbastanza bella per te. Poi tu non fai altro che riempirmi di complimenti, come se fossi la cosa più bella del mondo.

Vorrei che tu potessi sentire il mio cuore che salta i battiti ogni volta che mi fai un complimento, ogni volta che mi stringi tra le braccia, con quel tuo modo di fare protettivo, che saresti in grado anche di proteggermi da una pioggia di meteoriti.

Vorrei che tu potessi sentirli davvero i miei sospiri quando mi abbracci, quando mi baci, quando mi rendo conto di quale fortuna ho ad avere te.

Vorrei che tu potessi sentire i miei pensieri, perché fin dall’inizio mi sono sempre sentita al posto giusto, che per me è una rarità.

Ti scrivo una lettera fatta di tutti “vorrei”, nemmeno un po’ poetici, che a me la poesia un po’ scappa via in questi momenti. E sì, forse preferirei essere più romantica e scriverti qualcosa di più dolce.

Ma mi disarmi.

E io mi lascio disarmare.

E io mi lascio amare.

Che se ci pensi non c’è niente di più bello e di più vero di due persone che hanno passato la vita a cercare di farsi andare bene tutti, ma che finalmente si sono trovate. Io e te ci siamo trovati.

Ieri sera mi hai detto che se io mai ti dovessi lasciare, tu ne moriresti. Devi sapere che per me vale lo stesso. Mi tremano le gambe alla sola idea di perderti. Mi si spezza il cuore alla sola idea che tu non sia più accanto a me, a sorreggermi, a sostenermi. E, a volte, invece, riesco persino a sorprendermi. Perché comprendo che quando mi dici così è perché hai un piccolo momento di debolezza, di paura ed è umano avere paura, io per prima ho paura. E allora ti stringo forte, ti abbraccio, ti faccio sentire la mia presenza come meglio riesco. E provo a cancellare la tua paura. E insieme anche la mia. Perché lo devi sapere che le nostre paure, ormai, sono collegate. Le nostre vite sono collegate.

Ma se hai ancora paura, ridammi la mano.

Sei la cosa più bella che mi potesse capitare, il mio arcobaleno durante la tempesta, il mio sole e la mia luna. Sei tutto ciò di cui ho sempre avuto bisogno.

Ti amo.

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