What about Tre volte te?

ATTENZIONE RISCHIO SPOILER!!

Quando ho letto per la prima volta Tre metri sopra il cielo avevo circa 12 anni. Forse, mi tocca ammetterlo, è stato il mio primo romanzo importante.

Eppure quella coppia che ha deciso di amarsi nonostante tutto e tutti a me aveva fatto sognare per davvero. Forse è lì che mi è venuta la fissa per i ragazzi grandi, o forse mi è venuta perché doveva venirmi, un po’ come succede a tutte, credo.

Crescendo ho rivisto il film qualche volta e riletto un paio di volte il libro. Di Ho voglia di te ho visto soltanto il libro, cosa di cui sono pentita perché credo che mi manchi qualche punto da chiarire e, poi perché, si sa, il libro è meglio del film.

Quest’anno, quindi, quando ho scoperto dell’uscita di Tre volte te non ho potuto resistere. Dovevo averlo e dovevo sapere come andava a finire. Avevo bisogno di sapere che ci sarebbe stato un lieto fine per tutti, che la storia si sarebbe conclusa nel migliore dei modi. Invece, così non è stato, soprattutto per la povera Gin che dopo tutto quello che ha dovuto subire, ci si è messa anche la vita stessa remarle contro. Ma nonostante tutto quello che le accade per l’ennesima volta, lei ci sorprende tutti e dimostra di amare Step fino all’ultima particella di sé. Persino Babi ammette che è stata migliore di lei e io credo che siano in poche quelle che riescono ad avere il coraggio che ha avuto Gin, anche se in fondo ha chiesto solo quello che chiediamo tutti per la persona che amiamo: che sia felice. Ma credo che sia difficile il doppio quando sai che non potrà essere felice grazie a te.

Insomma, questo libro alla fine è stata una sorpresa, una sorpresa un po’ triste, se posso, io che mi aspettavo il grande lieto fine per tutti. Il lieto fine, invece, non c’è stato. O meglio, c’è stato in una minima parte, ma non come me lo ero immaginato io. E questo, forse, ci fa riflettere sul fatto che è la vita che è una continua sorpresa, a volte triste, a volte allegra, e tutti speriamo per un lieto fine per tutti quelli che ci circondano, ma a volte sappiamo che non è così.

Dobbiamo imparare ad apprezzare quello che abbiamo, senza vergognarcene mai.

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