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Alla fenice che c’è in ognuno di noi

Titolo: Ogni giorno come il primo giorno

Autore: Giorgia Penzo

Editore: Nord Edizioni

Anno: 2018

Pagine: 357

Trama: Petra e Cloe erano diversissime – una ribelle, insicura, chiusa in se stessa; l’altra solare e amata da tutti – eppure unite da un legame profondo e sincero. E, adesso che è rimasta da sola, Petra fa una promessa alla sorella: vivrà anche per lei, s’impegnerà a migliorare e a non buttare più la sua esistenza. Niente più feste sfrenate, niente più alcol, niente più brutti voti a scuola. Ma è tutto così maledettamente difficile, con la famiglia che cade a pezzi e tutto il mondo che le urla in faccia che è colpa sua se Cloe è morta in un incidente d’auto. Ma Petra non si arrende e, spinta da una forza di volontà che non sospettava di avere, affronta un percorso di rinascita, aiutata prima da Lore, una compagna di classe scozzese arrivata in Italia per uno scambio culturale, e poi da Dario, uno studente universitario che le fa ripetizioni di matematica in vista dell’esame di maturità. Dario, un ragazzo enigmatico e affascinante, che la sorprende in ogni occasione e che le apre le porte di un futuro nuovo, radioso. Ma che allo stesso tempo nasconde un passato oscuro che presto tornerà a reclamare il suo prezzo, mettendo in discussione tutto ciò che Petra ha costruito fino a quel momento… I problemi a scuola, il rapporto con i genitori, l’amore, le fughe, i traguardi, le delusioni, il bisogno di trovare il proprio posto nel mondo: per Petra, senza più Cloe ma con Dario al suo fianco, ogni giorno sarà come il primo giorno della sua nuova vita.

La mia opinione: finalmente un libro che mi coinvolta e sconvolta dall’inizio alla fine. Giorgia Penzo è stata in grado di farmi piangere, ridere, sorridere, commuovere, arrabbiarmi ed essere felice in ogni singola pagina di questo libro-diario. 

C’è un po’ di ognuno di noi all’interno di questo romanzo. C’è un po’ di ognuno di noi in Petra. E’ un libro che mostra la rinascita, che ci fa capire quanta forza possediamo all’interno del nostro essere, della nostra anima e che sarà ciò che poi ci farà restare in piedi quando ci ritroveremo a un passo dal crollare.

Era davvero da qualche mese che non mi capitava di leggere un libro così bello e sono contenta che questa volta le mie aspettative non mi abbiano deluso.

La trama è forte e regge bene anche sulle pagine di un diario, giorno dopo giorno si scopre come la protagonista riesca a risollevarsi dalle sue ceneri come solo una fenice è in grado di fare. L’autrice è stata molto brava, il suo stile di scrittura è scorrevole e in un attimo ti ritrovi a metà del libro e non sai come hai fatto ad arrivarci e sai già che sarà dura lasciarsi alla fine. Perché sì, questo è uno di quei libri che alla fine lascia il vuoto.

Entra ufficialmente a fare parte della serie dei miei libri preferiti, sicuramente uno dei più belli che ho letto quest’anno.

Voto: 5/5

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Aggiornamento letture

Insomma, ci siamo. Siamo a dicembre. Mi sembra quasi impossibile che franano molto festeggeremo già la fine di questo anno.

Ma scriverò un post parlando di questo 2018 più avanti, adesso cerco di non perdermi troppo.

Sono davvero davvero contenta di essere riuscita a rispettare la tbr che mi ero prefissata il mese scorso. Anche se Ink di Alice Broadway devo ancora finire di leggerlo, per me fa parte ancora del mese di novembre. Insieme a Ink, ho quindi letto: Il libro dei Baltimore di Joel Dicker (di cui potete trovare la recensione qui), Mi sposo a New York di Cassandra Rocca (di cui trovate la recensione qui), Tre ragazze in fuga dalla realtà di Marina Cappelli (recensione qui) e Domani sarà un giorno migliore di Francesco Merlin (recensione qui). Per quanto riguarda, invece, Ink e Ogni giorno come il primo giorno di Giorgia Penzo potrete leggere le recensioni questo mese.

Inoltre, sono riuscita anche a finire il manga di Sailor Moon, che devo dire mi è piaciuto davvero molto, sicuramente più del cartone, anzi anime.

Anche questo mese, invece, non sono riuscita a rimanere lontana dagli acquisti: infatti, mi sono portata a casa, da una retata in Giunti al Punto, Hai detto trenta? scritto da alcune giovani Trentenni (sì, giovani perché ormai ne faccio parte anche io, e io sono CCCCIOVANE!) e Una vita sottile di Chiara Gamberale.

Questi due libri entrano ovviamente subito nella tbr di dicembre. A questi, poi, si aggiungono Vox di Christina Dalcher, di cui scriverò la recensione in collaborazione con Francesca (prima o poi dovrai svelarti, non puoi continuare a rimanere nell’anonimato!) e (sarebbe anche ora) Anna Karenina di Tolstoj. Ebbene sì, questo mese ho optato per una lista più corta proprio per dare spazio a questo libro decisamente più impegnativo degli altri!

Per tutto il resto non mi resta che dirvi… stay tuned!

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Domani sarà un giorno migliore?

Il punto di domanda nel titolo era d’obbligo.

Titolo: Domani sarà un giorno migliore

Autore: Francesco Merlin

Editore: self-publishing

Trama: Due amici, anzi tre. Un oscuro mistero. E un siero che non avrebbe mai dovuto essere creato… Un’emozionante storia che ricorderà ad Alex e Kevin, una volta per tutte, che, comunque vada, il domani sarà un giorno migliore.

La mia opinione: avrei voglia di inserire in questa opinione tutta una serie di puntini di sospensione a indicare il mio giudizio riguardo a questo libro. Tutta una serie di puntini di sospensione che sono anche presenti all’interno del libro. 

Io non lo so cosa esattamente mi sia passato per la testa quando ho scelto e deciso di scaricare questo ebook. Per fortuna, anche questo faceva parte anche questo di una serie che ho scaricato gratuitamente.

La storia avrebbe anche potuto avere un senso, ma la scrittura sembra quella di un bambino delle medie e i personaggi sono anonimi e anomali. Per quasi l’intera durata del libro vengono raccontati fatti di ben poca importanza ai fini della trama stessa che fanno perdere e stufare il lettore. Io stessa ci ho messo più di due settimane per terminarlo. 

Il risultato è che alla fine si ha una storia senza capo né coda.

Voto: 1/5

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Cattive scelte di lettura…

Avete presente il film “Una serie di sfortunati eventi”? Ecco, io credo di essere incappata in “Una serie di sfortunati libri”, dato che quelli che leggo ultimamente mi deludono molto facilmente.

Titolo: Tre ragazze in fuga dalla realtà

Autore: Marina Cappelli

Editore: Youcanprint

Anno: 2013

Trama: quando sei adolescente e passi quell’infame periodo di scontri col mondo degli adulti; quando pare che tutto quanto, o tutti quanti ce l’abbiano con te e pretendano di insegnarti, di plasmarti, di incanalarti verso obbiettivi per i quali tu non provi interesse alcuno; quando ti guardi allo specchio e ti maledici per non essere in grado ancora di tirare fuori il meglio di te, che sai che c’è, ma anche lo specchio pare remare contro. In quel momento la smania di fuggire è grande…

Ci sono così tanti modi di evadere, più o meno sbagliati, più o meno giusti. Quando scegli di affidare i tuoi sfoghi a una penna e a un foglio, possono nascere cose che nemmeno tu sapevi di poter creare e qualche volta lasci andare quella penna e ti accorgi che essa continua ad andare sul foglio da sola.

La mia opinione: l’idea di fondo di questo libro è buona. Si tratta, infatti, di una raccolta di tre racconti, scritti dall’autrice durante appunto il suo periodo adolescenziale. Gli errori ci sono, soprattutto quelli di uno scorretto uso della punteggiatura che rendono la lettura scorrevole solo a tratti, mentre in altri si ha l’impressione di non riuscire a prendere fiato dalla presenza di troppe virgole e in altri ancora, invece, si viene bloccati da segni messi un po’ a caso.

I tre racconti non mi sono piaciuti. Sono racconti fantastici che hanno come protagonista una ragazza, diversa per ognuno dei racconti, e sono in tutti e tre i casi dei personaggi atipici, isolati, che si sentono diversi dal resto della massa e per questo non accettate. Manca, però, in tutti e tre i casi una costruzione interiore di tali personaggi. È vero che sono racconti, ma se il personaggio, a parere mio, è privo di significato, tutta la storia perde di significato.

Voto: 1/5

Le recensioni di Ranuncolo

Ranuncolo #3: La specialista

Dopo un paio di mesi di assenza, causa impegni reciproci, torniamo con una nuova recensione di coppia!

Titolo: The Chemist – La specialista

Autore: Stephenie Meyer

Editore: Rizzoli

Anno: 2016

Pagine: 540

Trama: lei lavorava per il governo degli Stati Uniti, per un’agenzia così segreta che non ha neanche un nome. È un’esperta nel suo campo, ma adesso sa qualcosa che non dovrebbe sapere, e i suoi ex capi la vogliono morta. Subito. Non può restare a lungo nello stesso posto, né mantenere la medesima identità per troppo tempo, e l’unica persona di cui si fidava è stata uccisa. Quando le viene offerta la possibilità di mettersi in salvo, in cambio di un ultimo lavoro, lei accetta, ma nel momento in cui si prepara ad affrontare la sfida più dura, si innamora di un uomo. E sarà una passione che può soltanto diminuire le sue possibilità di sopravvivenza. Mentre tutto si complica, la Specialista sarà costretta a mettere in pratica il suo “talento” come mai prima. In un mondo in cui i rapporti di fiducia mutano di continuo, dovrà muoversi con ingegno e astuzia per proteggere se stessa e l’uomo che ama.

La nostra opinione: 

M: sei già agguerrita Franci?

F: ho tutte le mie pistole cariche e sono pronta a sparare a zero come sempre!

Mi sa che questa volta saremo in due a sparare a zero, sai?

Quindi questa volta niente poliziotto buono e poliziotto cattivo?

No, direi di no. Anche la mia recensione non è positiva questa volta. Insomma, dalla sinossi mi aspettavo tutt’altro. Ero, come hai detto tu, carica di pistole per sparare al nemico, ma alla fine… chi era il nemico? A chi c’era da sparare? Cosa è successo veramente? Sono ancora qui a farmi domande per cercare di sciogliere i nodi.

Alla fine un romanzo, sempre se così si può chiamare, che sembrava potesse essere avvincente e che promettesse chissà quale storia fantastica sui servizi segreti si è rivelata la classica storia d’amore che si leggeva una volta sugli Harmony. Niente da dire su quei libricini che hanno insegnato le arti amorose a molte ragazzine negli anni ottanta e già di lì, ma in questo caso direi che ci sta.

Sì, esatto. Viene lasciato intendere che possa trattarsi di un giallo ricco di spionaggio. Invece, di tutto ciò c’è ben poco e nel giro di un centinaio di pagine ci ritroviamo immersi nella saga di Twilight. Non fraintendetemi, però: Twilight, a 17 anni, mi era piaciuto. Dopo di che, non l’ho mai più riletto per non infrangere i miei sogni adolescenziali.

Io non amo l’autrice in sé. Non ho mai amato Twilight per la sua banalità e superficialità. Melenso come pochi. Ha usato creature del fantasy solo per avere visibilità in un periodo in cui questo andava alla stragrande. Contrariamente mi era piaciuto molto “L’Ospite” dove ho iniziato a vederla più come scrittrice. Poi ho letto questo con te e se avessi avuto una pistola carica sotto mano probabilmente avrei trasformato il libro in uno scolapasta. I personaggi non esistono. Lei chi è? Che storia ha? Come si chiama il posto in cui lavora? Cosa fa esattamente? E’ una specialista nel torturare la gente con sostanza chimiche? Deve aver mangiato pesante e male l’autrice per inventarsi una storia del genere.

Paradossalmente, si sa qualcosa in più dei due fratelli, ma anche loro, alla fine della fiera, non sono costruiti per niente. Presi, buttati lì a casaccio, senza una minima connessione con il resto del mondo. Di una cosa, però, non posso lamentarmi. Il finale. Nel senso che ormai l’intero libro era caduto talmente tanto nel banale che alla fine non mi aspettavo niente di diverso, quindi non posso dire che abbia deluso le mie aspettative. Erano basse e basso è stato il risultato.

Quello è vero, sul finale date le aspettative, non ho niente da dire. La banalità è sempre quella. I fratelli costruiti meglio, ma sempre in modo confuso. Il modo in cui entra Daniel è assurdo. Anche lui non si capisce come sia entrato a far parte dei giochi. Lo scambiano per il fratello, lo mettono lì a posta per attirare il fratello? Alla fine lei è un’assassina che uccideva legalmente e che ha continuato ad uccidere dopo. Dove sta la forza in un personaggio del genere? Non c’è. Dalla Meyer non ti puoi aspettare altro che un romanzetto che non va bene neanche da leggere sotto l’ombrellone.

Non so, è l’ennesimo libro, quest’anno che mi delude. Vogliamo dargli un voto?

Esiste lo zero meno?

Purtroppo, non credo. Io posso astenermi dal votare? Ma, soprattutto, io e te, insieme, riusciremo a trovare un libro che piaccia ad entrambe?

Io spero di no, se no ci togliamo il divertimento! Allora il mio voto è 1-. E no, non puoi astenerti!

1 ma senza il meno. Solo perché di solito sono io quella che fa la parte del poliziotto buono.

Almeno alzi la media, è una cosa buona! 🙂

Cosa avremo da dire alla prossima occasione? Stay tuned!

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Segreti di famiglia

E’ istintivo: appena finisco un libro devo subito scriverne la recensione. A maggior ragione se il libro mi è anche piaciuto.

Titolo: Il libro dei Baltimore

Autore: Joel Dicker

Editore: La Nave di Teseo

Anno: 2016

Pagine: 587

Perché scrivo? Perché i libri sono più forti della vita. Sono la più bella delle rivincite. Sono i testimoni dell’inviolabile muraglia della nostra mente, dell’inespugnabile fortezza della nostra memoria.

Trama: sino al giorno della Tragedia, c’erano due famiglie Goldman. I Goldman di Baltimore e i Goldman di Montclair. Di quest’ultimo ramo fa parte Marcus Goldman, il protagonista di La verità sul caso Harry Quebert. I Goldmand di Montclair, New Jersey, sono una famiglia della classe media e abitano in un piccolo appartamento. I Goldman di Baltimore, invece, sono una famiglia ricca e vivono in una bellissima casa nel quartiere residenziale di Oak Park. A loro, alla loro prosperità, alla loro felicità, Marcus ha guardato con ammirazione sin da piccolo, quando lui e i suoi cugini, Hillel e Woody, amavano di uno stesso e intenso amore Alexandra. Otto anni dopo una misteriosa tragedia, Marcus decide di raccontare la storia della sua famiglia: torna con la memoria alla vita e al destino dei Goldman di Baltimore, alle vacanze in Florida e negli Hamptons, ai gloriosi anni di scuola. Ma c’è qualcosa, nella sua ricostruzione, che gli sfugge. Vede scorrere gli anni, scolorire la patina scintillante dei Baltimore, incrinarsi l’amicizia che sembrava eterna con Woody, Hillel e Alexandra. Fino al giorno della Tragedia. E da quel giorno Marcus è ossessionato da una domanda: cosa è veramente accaduto ai Goldman di Baltimore? Qual è il loro inconfessabile segreto?

La mia opinione: di inconfessabili segreti ce n’è più di uno e Marcus li scopre ad uno ad uno, mentre il lettore viene letteralmente catturato in un vortice di avventure ed emozioni. E’ quello che succede quando si legge un libro di Joel Dicker. La stessa cosa, infatti, mi successe lo scorso anno quando lessi La verità sul caso Harry Quebert, ad oggi ancora uno dei miei libri preferiti. 

Ad essere sincera, quando ho letto la trama, ero convinta di trovarmi davanti ad un nuovo giallo di questo autore. Il libro in questione, invece, non è un vero e proprio giallo. Si tratta semplicemente della storia della famiglia dei Goldman di Baltimore, che per cercare di salvarsi dallo sfacelo, inizia a barricarsi dietro alcuni segreti, che portano poi alla Tragedia, di cui Marcus parla in continuazione per tutto il libro.

Molti di noi cercano di dare un senso alla propria vita, ma la nostra vita ha un senso solo se siamo capaci di raggiungere questi tre traguardi: amare, essere amati è saper perdonare. Il resto è soltanto tempo perso.

Attraverso i suoi racconti, scopriamo insieme quali sono le verità che si celano dietro le scelte dei Baltimore, le invidie e le gelosie, da sempre acerrime nemiche della serenità. 

Dicker, come sempre, riesce a tenere il lettore sulle spine e fino alle ultimissime pagine non rivela assolutamente nulla di ciò che poi sarà l’evento che farà sciogliere la matassa di nodi di domande che si è formata nella vita del protagonista.

Voto: 5/5

Grazie ai libri.

Tutto era cancellato.

Tutto era dimenticato.

Tutto era perdonato.

Tutto era riparato.

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Concludere una trilogia

E con questo capitolo finale, concludo la trilogia di New York…

Titolo: Mi sposo a New York

Autore: Cassandra Rocca

Editore: Newton Compton

Anno: 2014

Trama: è possibile rinunciare per sempre a un sogno? Liberty Allen non ha dubbi: la risposta è sì. Dopo aver provato il dolore cocente di continue delusioni, ha deciso di trasformarsi in una donna razionale e controllata, ben lontana dalla ragazzina romantica e affamata d’affetto che era in passato. Adesso è serena, ha un lavoro soddisfacente ed è in procinto di sposarsi con un uomo perfetto, o almeno è quello che crede. Ha detto addio a tutto ciò che può incrinare la sua determinazione: i legami troppo profondi, le emozioni incontrollabili, il romanticismo. E il cibo, che per tanti anni è stato per lei un surrogato dell’amore. Ma quando Zack Sullivan riappare nella sua vita, ogni certezza inizia a vacillare. Perché Zack rappresenta tutto ciò che lei vuole evitare: è diventato un pasticciere di successo, è peccaminosamente attraente ed è determinato a riportare alla luce la Liberty di un tempo…

La mia opinione: terminare una saga, una trilogia, una serie, chiamatela come volete, ha sempre il suo lato nostalgico. Per un certo periodo i personaggi di questa serie mi hanno fatto compagnia e tenuto in piedi alcune delle mie serate. 

Questo terzo volume, però, è quello che mi è piaciuto un po’ meno rispetto agli altri. Ormai troppo abituata alla romanica Clover e all’impavida Zoe, non ero pronta alla rigidità del personaggio di Liberty, che nei primi due romanzi resta molto in disparte. Mi ha lasciata quasi completamente di stucco il suo essere così imperturbabile di fronte alle emozioni che prova. E non sopportavo in alcun modo quando cercava in tutti i modi di nascondersi ed evitava, quindi, di lasciarsi andare.

Per il resto, l’ho adorato: carico di romanticismo fino al punto giusto e con l’aggiunta, questa volta, di cioccolata in abbondanza! Cosa si può volere di più?

Ancora una volta, mi vedo costretta a ringraziare mamma per avermi consigliato la lettura di questi tre romanzi e per avermi fatto conoscere questa bravissima autrice. Non vedo l’ora che arrivi gennaio per poter leggere il suo nuovo romanzo L’amore secondo me.

Voto: 4/5

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Aggiornamento letture di ottobre e tbr di novembre

Here we are!

Siamo già a novembre e, a parere mio, il tempo sta passando un po’ troppo velocemente. Se penso che fra meno di due mesi è già Natale mi viene male.

In ogni caso, sono qui per aggiornarvi sulle lettura di ottobre, anche se in realtà c’è ben poco da aggiornare. Quello che ho letto questo mese lo trovate tutto recensito. Speravo di riuscire a fare qualcosa di più, ecco perché ho deciso di fare una tbr per il mese di novembre. La domanda cruciale è sempre la solita: riuscirò mai a rispettare le mie scelte?

Tra i libri che ho letto questo mese ci sono il secondo e il terzo volume della prima trilogia di Shadowhunters, Le Origini, ovvero Il principe e La principessa (di cui trovate le recensioni qui e qui). Ho poi letto Buonanotte a te di Roberto Emanuelli (recensione qui). E’ stato il mese delle alte aspettative che si sono poi rivelate un po’ più basse di quel che pensavo o speravo. Nota positiva: sono riuscita a riprendere in mano i miei adorati manga. Quindi, mi sono portata avanti con la lettura di Fruits basket e di Sailor Moon. Non appena terminerò la lettura di quest’ultimo, di cui mi mancano gli ultimi due numeri, proseguirò anche con Death Note e Le situazioni di lui e lei.

Restano indietro le letture di Anna Karenina, palesemente abbandonato, più per pigrizia, credo, che per altro, e de Il libro dei Baltimore che rientra subito nella tbr di novembre (obbligatorio direi!!).

Oltre a Dicker, per la tbr di novembre ho scelto: Ink di Alice Broadway e Ogni giorno come il primo giorno di Giorgia Penzo in cartaceo; mentre, dal Kindle, Mi sposo a New York di Cassandra Rocca, per concludere la trilogia di New York in attesa che esca il nuovo libro, Domani sarà un giorno migliore di Francesco Merlin e Tre ragazze in fuga dalla realtà di Marina Cappelli. Questi ultimi due li avevo trovati tra gli ebook gratuiti offerti da Amazon, ma non mi sono mai messa di impegno per leggerli.

Farò tutto il possibile per rispettare questa libri che ho deciso di leggere questo mese, ma non posso promettere nulla. La scadenza del contratto di lavoro si avvicina e sto cercando di concentrarmi maggiormente su quello per evitare di rimanere a casa.

Incrociate le dita per me!

A presto.

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Aspettative troppo alte?

Dobbiamo imparare a proteggere i baci sul collo, le mani fra i capelli, gli sguardi sul cuore.

Vi capita mai di avere alte aspettative nei confronti di un libro e di rimanerne delusi? Ecco, è quello che mi è successo con l’ultimo libro letto.

Titolo: Buonanotte a te

Autore: Roberto Emanuelli

Editore: Rizzoli

Anno: 2018

Pagine: 354

Buonanotte a te che volevi solo essere capita, senza troppo rumore, senza troppe parole. Perché qualche volta spiegarsi è difficile, e parlare fa male. Qualche volta i mostri tornano, insieme al passato e alle paure, e abbiamo bisogno solo di un abbraccio silenzioso in cui perderci e sentirci al sicuro.

Trama: capita a tutti, sai? Capita a tutti di guardare le stelle, prima di addormentarsi, e desiderare che ci regalino qualcosa di buono. Capita a tutti, alla fine di una giornata storta, di sperare che quella dopo sia migliore. Capita a tutti di credere nel destino. Ma il destino, a volte, è solo una scusa. Il destino esiste se noi ne siamo i padroni: lui ti passa accanto, sta a te decidere se coglierlo al volo o lasciarlo andare.

E’ quello che succede ai protagonisti di questa storia. Due coppie, due mondi apparentemente lontanissimi che si sfiorano come universi paralleli, con un unico vero punto di contatto: l’amore. Sally è giovanissima, esplosiva e passionale, cerca la sua strada e vive sempre alla massima intensità. Quando canta, la sua voce è pura magia; quando ama, dà tutta se stessa, anche se sa che chi mette il cuore nelle mani di qualcun altro spesso rischia di farsi male. Simone, invece, ha trentacinque anni e si è già perso. Dell’amore sembra essersi dimenticato, perché ha fatto altre scelte: lavoro, soldi, successo, un futuro già scritto in cui adesso fa fatica a riconoscere i suoi sogni. Eppure basta così poco per essere felici: sono i piccoli gesti quelli che ti cambiano la vita. Ed è grazie a un piccolo, grande gesto che i destini di Sally e Simone si incroceranno in un modo magico e inaspettato. Perché l’amore non è quello che poteva essere e non è stato, ma quello che sarà, se lo vorrai…

Ti dice che è impossibile chi nel vuoto vede solo vuoto in cui cadere. E tu vola!

La mia opinione: insomma, chi mi segue da un po’ ormai sa quali sono i miei gusti e che proprio non so resistere davanti a una bella storia d’amore o di fronte a un fantasy coi fiocchi. E dalla trama, questo, si propone esattamente come un bellissimo libro d’amore.

Ed effettivamente lo è.

La storia prosegue liscia, si seguono le vicende di Sally e Simone in maniera separata e del tutto comprensibile. I due personaggi sono costruiti in maniera coerente e, anche senza descrizioni fisiche, si ha la piena immaginazione di come potrebbero essere.

Il problema arriva alla fine. Nel senso che è proprio il finale ad avermi deluso. L’idea di per sé è anche carina, ma a mio parere è stata sviluppata male, quindi risulta poco comprensibile (io ancora sto cercando di capire esattamente cosa sia successo, cosa sia stato vero e cosa no), e in maniera un po’ frettolosa, come se all’improvviso ci fosse stata la necessità di concludere il libro. 

E, a causa di questo finale un po’ lasciato al caso, si rovina tutta l’atmosfera creata dall’autore nel raccontarci queste due storie.

Voto: 2,5/5

Siate quello che sentite nel cuore. L’amore che provate. La voglia di volare. Il brivido sulla schiena. Il cuore in gola. Siate tutto questo, ma siatelo adesso!

P.S.: nonostante tutto, però, Emanuelli riempie i suoi libri con moltissime frasi belle ed emozionanti. Questo è innegabile!

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Fine o inizio?

Sono riuscita a concludere finalmente la prima trilogia di Shadowhunters, Le Origini. Ecco qui la mia recensione.

Titolo: La principessa

Autore: Cassandra Clare

Editore: Mondadori

Anno: 2013

Pagine: 554

Trama: Una rete d’ombra si stringe sempre di più intorno agli Shadowhunters dell’Istituto di Londra. Mortmain progetta di usare un esercito di automi spietati per distruggere una volta per tutte i Cacciatori. Gli manca un solo elemento per completare l’opera: Tessa Gray. Intanto, Charlotte Branwell, capo dell’Istituto, cerca disperatamente di trovarlo per impedirgli di scatenare l’attacco. E quando Mortmain rapisce Tessa, Will e Jem, i ragazzi che ambiscono alla conquista del suo cuore, fanno di tutto per salvarla. Perché anche se Tessa e Jem sono fidanzati ufficialmente, Will è ancora innamorato di lei, ora più che mai. Tuttavia, mentre chi le vuole bene unisce le forze per strapparla alla perfidia di Mortmain, Tessa si rende conto che l’unica persona in grado di salvarla dal male è lei stessa. Ma come può una sola ragazza, per quanto capace di comandare il potere degli angeli, affrontare un intero esercito? Pericoli e tradimenti, segreti e magia, oltre ai fili sempre più ingarbugliati dell’amore e dell’abbandono si legano e si confondono mentre gli Shadowhunters vengono spinti sull’orlo del precipizio…

La mia opinione: se be ricordate, i primi due volumi della saga non mi erano piaciuti granché. Quindi, ad essere sincera, ho cominciato il terzo libro con un po’ di peso sul cuore. Sono contenta di essermi ricreduta.

La principessa è stato di gran lunga il migliore dei tre, forse perché la storia si dirama verso la fine e anche i personaggi trovano la loro via, chi in un modo e chi nell’altro. Avendo già la letto The Mortal Instruments ammetto che è stato emozionante ritrovare personaggi, dettagli, armi e molto altro che vengono nominati nella seconda trilogia. Un particolare che è in grado di farci capire quanto è vasto il mondo che l’autrice ha voluto ricreare.

Assistiamo, inoltre, ad un vera e propria crescita dei personaggi mentre affrontano momenti dolorosi, mentre acquisiscono consapevolezza di loro stessi. 

Insomma, nel complesso è stata una bella trilogia, soprattutto perché ha unito i fili ancora scoperti della seconda trilogia.

Voto: 4/5